Avviso 8: siglato l'accordo sulla salvaguardia occupazionale

ASSSESSORATO


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08-03-2017  E’ stato siglato l’accordo regionale per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori della Formazione professionale.

A raggiungere l'accordo i rappresentanti di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals, firmatarie del Contratto collettivo nazionale del lavoro, e quelli dei due enti di formazione Forma Sicilia e Cenfop Sicilia.

«Esprimo la mia soddisfazione – ha dichiarato l’assessore regionale alla Formazione professionale e all’Istruzione, Bruno Marziano – per l’accordo.  Questo documento sancisce un impegno di tutti i soggetti a far si che tramite l’Avviso 8 possa essere regolamentato l’assorbimento dei lavoratori dell’albo, limitando le assunzioni esterne ai casi in cui non si trovino le professionalità. Il mio auspicio, adesso, è che in attesa che tale accordo diventi trilaterale sottoposto alla Regione, possa essere condiviso dalle altre sigle sindacali non firmatarie del CCNL, altre associazioni di enti, affinché emerga una condivisione nel territorio verso il superamento delle criticità nel mondo della formazione. In particolare, appunto, quelle che riguardano l’assorbimento dei lavoratori e la gestione dei nuovi avvisi".

Nei prossimi giorni saranno convocate tutte le parti per condividere il testo dell’accordo.

L'accordo prevede che gli enti si impegnano ad assumere il personale iscritto all’Albo e assicurano di ricorrere all’esterno solo nelle ipotesi di “oggettiva assenza o non disponibilità per rinuncia espressa o impegno in altre attività accertate”. Gli enti si impegnano anche a reclutare il personale tramite bando pubblico da inserire nelle pagine del sito internet del dipartimento della Formazione. La selezione sarà fatta in prima battuta solo tra il personale iscritto all’albo, quindi i bandi saranno in una prima fase “riservati”.

Questo è un passaggio che fissa paletti ancora più rigidi nel reclutamento del personale storico che invece sin dalle prime battute fino ad oggi è entrato in competizione con candidati che non avevano alcuna esperienza e che spesso rischiavano di vincere grazie solo al titolo di studio. L’accordo chiarisce inoltre che l’assunzione deve avvenire nella sede dove il lavoratore ha la residenza. Solo dopo aver seguito tutte queste procedure si potrà aprire la selezione all’esterno. Violare queste indicazioni comporterà la perdita dei requisiti necessari a ottenere in finanziamenti e dunque gli enti dovranno rinunciare alle somme per organizzare i corsi.

Una parte dell’accordo prevede anche misure di salvaguardia per gli enti che perderanno l’accreditamento, cioè l’autorizzazione a organizzare i corsi: in questi casi, per tutelare i lavoratori e le attività, sarà pubblicata una manifestazione d’interesse per assegnare attività e personale. Il personale sarà comunque inserito in delle liste di mobilità sulle quali sorveglieranno il governo regionale, i sindacati e gli enti stessi.

Sindacati ed enti hanno poi un obiettivo: proporre corsi di aggiornamento ai lavoratori in modo da mettersi al passo coi tempi e con le nuove materie da insegnare e soprattutto per aiutarli a trovare lavoro anche al di fuori del sistema della formazione professionale.

 

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