Avviso 8: al via tra il 27 e il 30 dicembre

L'ASSESSORATO REGIONALE


Avviso 8: al via tra il 27 e il 30 dicembre.

A quel punto gli enti avranno 30 giorni di tempo per avviare i corsi che dovrebbero consentire a circa 3 mila operatori del settore di tornare al lavoro.

Come pubblicato sulla edizione odierna, in edicola, del Giornale di Sicilia, questo è il piano dell'assessore regionale alla Formazione, Bruno Marziano, che esclude la possibilità che l'iter possa bloccarsi nonostante il TAR abbia accolto il ricorso di un ente che era stato bocciato.

L' assessore Bruno Marziano precisa: "In merito all'accoglimento del ricorso di un ente avverso l'avviso 8, ritengo utile precisare che la pronuncia dei giudici amministrativi non blocca la graduatoria. L'unico effetto è che verrà ammesso alla valutazione il soggetto che era stato escluso. Non succede altro. La richiesta del ricorrente era infatti quella di essere ammesso alla valutazione. Quindi nessun blocco della graduatoria. «Questa procedura - dice Marziano - non comporta alcun rischio per l'Avviso 8 che non si blocca e va avanti. C'è qualche altro ente che ha fatto ricorso me si tratta di singoli casi che non creano problemi». L'iter sembra già segnato.

Il 22 dicembre sarà approvata una leggina all'Ars che introduce anche in Sicilia la certificazione delle competenze, un sistema che serve a rendere le qualifiche rilasciate in Sicilia uguali a quelle del resto d'Europa, tanto da essere condizione essenziale all'utilizzo dei fondi UE. «Senza questa norma non avremmo avuto un euro» dice Marziano.

Approvata la legge in Aula, il 22 dicembre, l'Avviso 8 potrà vedere la luce: «La pubblicazione è attesa tra il 27 e il 30 dicembre».

Gli stessi enti non avrebbero problemi a questo ulteriore slittamento: da quel momento avranno 30 giorni di tempo per avviare le attività e così eviterebbero di lavorare durante le festività natalizie e di fine anno.

Intanto, dopo l'esposto all'Autorità anticorruzione del deputato dei Cinque Stelle, Giancarlo Cancelleri, che ha chiesto di bloccare l'Avviso 8 per presunte irregolarità, l'assessorato ha presentato un contro esposto nel quale sostiene invece di avere agito nel rispetto delle norme europee.

Nella  memoria il deputato Cinque Stelle contesta «numerosi elementi che cozzano con le norme sui criteri di selezione finanziate dal Fondo sociale europeo con la disciplina sugli appalti pubblici e con i principi di trasparenza, imparzialità ed efficienza della pubblica amministrazione».

Il Dipartimento guidato da Gianni Silvia nella contro memoria indica in dettaglio le considerazioni a tutela delle posizioni assunte. In particolare, dopo avere ricordato di avere trasmesso gli atti alla Procura della Corte dei conti ed alla Guardia di Finanza, viene illustrato l'iter della scelta che ha determinato il procedimento.

Si legge in dettaglio: «II TAR ha avuto modo di precisare che l'attività degli enti di formazione professionale, attingendo a finanziamenti pubblici non è riconducibile al contratto di appalto di servizi, ma è assimilabile ad una procedura concorsuale», mentre viene più volte citato il regolamento per l'accreditamento del 2015 rispetto a cui la capacità organizzativa da parte degli enti rientra nei requisiti richiesti per l'ammissione alle procedure di selezione finanziate con i fon di europei.

L'assessorato in sostanza difende i procedimenti adottati, ribadendo la legittimità dell'intervento e cita ancora: «i criteri di selezione hanno inteso premiare la qualità progettuale... l'efficienza degli enti relativamente a precedenti esperienze formative... ogni elemento di valutazione è stato in ogni caso è stato da sempre e fin da subito palese».

La Regione mette dunque nero su bianco gli argomenti ed i percorsi logico-giuridici compiuti, specificando i singoli passaggi che hanno dato vita alla graduatoria oggi ancora contestata. Una linea difensiva che lo stesso Marziano in queste settimane non ha mancato di sostenere, ribattendo addebiti e singole critiche.


 

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