Avviso 8, secondo i sindacati altri 2300 licenziamenti


14-10-2016 L'assessore Bruno Marziano ha convocato per martedì 18, le OO.SS  per per discutere sulle problematiche  occupazionali relative alla graduatoria dell’avviso 8

Forse neanche Marchionne,  in una procedura  di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale avrebbe previsto dei tagli così netti (tra l'altro senza nemmeno subire un'ora di sciopero).

Intanto i sindacati stanno provando a quantificare i licenziamenti.

Si parla di non meno di duemila persone (ai quali vanno aggiunti i circa 4mila già licenziati).

Penalizzati dall'Avviso 8 sono i dipendenti degli enti “storici” e meno storici rimasti fuori dalle posizioni utili per il finanziamento.

Senza commesse, l'ente dovrà licenziare. È il caso dell'Anfe, ad esempio, rimasto fuori dalle posizioni utili e che dovrà gestire la delicata situazione di 600 dipendenti. Il titolare Paolo Genco ha già promesso battaglia: ricorsi contro l'Avviso 8.

Ad oggi – spiega il responsabile della Cisl, Giovanni Migliore – i lavoratori che possono dirsi ancora sicuri di un posto sono 1681, compresi i corsi dell'Obbligo formativo”. Il resto?

La quota dei dipendenti che potrebbero perdere il posto per la mancanza di finanziamenti sono, secondo i sindacati, circa 2.300.

Tra l'altro, mentre molti di questi lavoratori potevano godere di un contratto a tempo indeterminato, l'eventuale ripescaggio nel nuovo ente, fanno sapere alcuni enti “giovani”, avverrebbe attraverso un contratto a termine, che scadrebbe con la fine dei finanziamenti, al momento previsti solo per un anno.

“Ma le norme – insiste Migliore – obbligano gli enti a ricorrere a non più del 20 per cento dell'organico a lavoratori con contratti atipici. Chiederemo che si vigili su questi fatti. Ma non solo. Chiederemo il controllo capillare delle attività di quegli enti che, per ottenere un punteggio più alto, hanno dichiarato di svolgere corsi in zone interne della Sicilia o di prevedere degli stage. Se non lo faranno, chiederemo che decadano i contributi”. “All'assessore – ribadisce Raimondi – proporremo un accordo di natura sindacale che obblighi gli enti, in caso di nuove assunzioni, ad attingere da elenchi provinciali fatti dai lavoratori storici”. Una guerra tra vecchi e nuovi, enti storici e giovani. Questi ultimi rappresentati dalle associazioni Anfop, Assofor e Aref (che affermano però di rappresentare anche alcuni soggetti “storici”): “Siamo disponibili – fanno sapere - ad incontrare le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori del settore, e, se ritenuto, anche il governo, al fine di attivare un confronto volto a garantire procedure di ricollocazione certe e trasparenti

L'Avviso 8 chiede agli enti di procedere, in caso di nuova assunzione “prioritariamente” dall'albo, cioè dai lavoratori assunti a tempo indeterminato fino a pochi anni fa. Ma i dubbi sono tutti in quell'avverbio. Che significa “prioritariamente”? Semplicemente che a parità di professionalità richieste, un ente non potrà assumere all'esterno ma dovrà pescare dal lavoratore dell'albo. Ma qui la situazione si complica. Perché ad esempio alcuni corsi nuovi avranno bisogno di professionalità che nell'albo non sono rappresentate. E ancora, se tra i formatori licenziati, ad esempio, ci sono 50 docenti di ristorazione e i nuovi corsi ne prevedono solo l'utilizzo di venti, ecco trenta formatori che non avranno un posto in cui lavorare. E c'è di più. “C'è anche il fattore geografico – spiega il responsabile Uil Giuseppe Raimondi – visto che non è detto che un lavoratore di un ente, ad esempio, di Palermo, sia disposto a lasciare una famiglia per spostarsi a trecento chilometri di distanza”.

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