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Formazione: Poletti, incentivi all'esodo e cabina di regia tra Assessorato Regionale e Ministero del lavoro

Formazione, Poletti. incentivi all'esodo e cabina di regia tra Assessorato Regionale e Ministero del lavoro

12-07-2016   Incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulle iniziative di riorganizzazione e rilancio del settore della Formazione Professionale in Sicilia. Presenti il Sottosegretario Davide Faraone, l'Assessore Regionale Gianluca Miccichè e le organizzazioni sindacali. Il direttore dell'Assessorato della Formazione Professionale e della Pubblica Istruzione, dott. Gianni Silvia, ha spiegato la strategia di intervento che abbiamo posto in essere in questi mesi.

Intanto ieri  ieri Poletti  ha prospettato  anche l'Ape per incentivare esodi

Abbassare il numero dei dipendenti della formazione professionale dagli attuali 8.200 a meno di 4mila unità; è l'obiettivo di Regione e governo nazionale, che stanno mettendo a punto un piano d'incentivi all'esodo per"accompagnare" alla pensione 2.500 lavoratori.

Il ministro al Lavoro, Giuliano Poletti, ieri a Palermo assieme al sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, ha incontrato l'assessore regionale al Lavoro, Gianluca Miccichè, e il dirigente generale del dipartimento Formazione professionale, Gianni Silvia. È emersa la possibilità di fare ricorso all'Ape (anticipo pensionistico), misura in via di definizione da parte del governo centrale, per consentire agli over 63 di andare prima in pensione, con una riduzione però dell'assegno. L'Ape riguarderebbe i lavoratori nati nel '51, '52 e '53.

Per allargare la platea dei beneficiari, la Regione sta studiando altre forme di incentivo all'esodo.

Sul fronte dell'offerta formativa e dei servizi di politica attiva del lavoro, verrà costituita una cabina di regia tra gli assessorati della Formazione e del Lavoro e i ministeri di Lavoro e dell'Istruzione. Una soluzione che scongiura il commissariamento, ma permetterà a Roma di controllare cosa fa la Sicilia.

Sulla formazione professionale, la strada tracciata è quella di una programmazione pluriennale sia finanziaria che delle attività: non si andrà più avanti di avviso in awiso. Anche perché il settore verrà finanziato prevalentemente da fondi statali e regionali. Non si è parlato di cifre, ma l'assessorato regionale al Bilancio avrebbe dato già disponibilità ad aprire un capitolo ad hoc per finanziare i corsi. 1 fondi europei saranno usati solo ad integrazione.

Il ministro Poletti ha fatto sapere che i «tempi per definire l'accordo complessivo saranno stretti».

Valutiamo positivamente l'intervento del ministro Poletti e del sottosegretario Faraone sulla crisi del
settore della Formazione Professionale nell'Isola e l'annuncio dell'apertura del percorso che dovra' rilanciare il settore
rendendolo funzionale e di sostegno al mercato del lavoro in Sicilia, anche attraverso l'esodo del personale in esubero, oggi
senza piu' prospettive occupazionali".
Lo affermano in una nota Francesca Bellia, segretario regionale Cisl Scuola, Giovanni Migliore, responsabile Formazione Cisl
Scuola, e Giorgio Tessitore, segretario regionale Cisl Sicilia, che ora attendono "fatti concreti".
"Ci aspettiamo - aggiungono - un rapido, costruttivo e leale confronto per dare risposte ai giovani, ai disoccupati e agli
operatori del settore. Gli oltre 8 mila lavoratori stanno infatti vivendo una condizione drammatica: oltre 4 mila di loro hanno gia' perso il posto e i restanti sono sospesi dal lavoro. Non si puo' piu' perdere tempo - concludono i rappresentanti della Cisl -,
occorre far presto, correre per recuperare il tempo perso. Il passaggio dalle aperture politiche ai fatti e' tanto necessario
quanto urgente".

Gli esponenti della Cgil rilevano che “alcuni percorsi indicati, alcune soluzioni possibili sono state già oggetto di discussione tra i sindacati, l’amministrazione e il governo regionale”. E aggiungono che il Ministro ha parlato dell’utilizzo mirato delle strumentazioni esistenti, rifiutando l’idea di interventi assistenziali . Noi riteniamo- sottolineano Pagliaro, Genovese e Lo Cicero– che ci sia ancora molto da fare per risollevare le sorti del sistema, e dare risposte ai cittadini e contemporaneamente ai lavoratori del settore, che non può più essere considerato autoreferenziale. Occorre pensare – concludono- a una forte integrazione con le politiche di sviluppo e con le filiere dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e soprattutto con le forze produttive dell’Isola”.

Intanto Sviluppo Italia Sicilia si avvia verso la chiusura. Falliti anche gli ultimi tentativi di salvare la partecipata regionale che conta 75 dipendenti. L’assemblea dei soci che oggi avrebbe dovuto varare un piano straordinario di salvataggio è stata revocata dopo un incontro fra il liquidatore Andrea Vincenti e l’assessore al Bilancio Alessandro Baccei.