Ciapi, i giudici si astengono e aumenta il rischio di prescrizione II processo è ad altissimo rischio di prescrizione, gli imputati — tra i quali ci sono anche parecchi uomini politici — potrebbero venire prosciolti per l'inesorabile decorso del tempo

GIORNALE DI SICILIA
Edizione del 11/07/2015
Estratto da pag. 10
Sicilia - Ciapi, i giudici si astengono e aumenta il rischio di prescrizione

IL PROCESSO A PALERMO.

Per incompatibilità dei magistrati il secondo troncone cambia sezione.

Alcuni dei reati contestati sa ranno cancellati nella prima metà del; Ciapi, i giudici si astengono e aumenta il rischio di prescrizion PALERMO ···

II processo è ad altissimo rischio di prescrizione, gli imputati — tra i quali ci sono anche parecchi uomini politici — potrebbero venire prosciolti per l'inesorabile decorso del tempo: ma trovare un collegio che possa giudicare le 20persone fisiche e le 5 giuridiche coinvolte nella vicenda cosiddetta «Ciapi2», è quasi un'impresa.

Il secondo blocco di accuse riguardanti il «sistema Giacchetto» — i presunti imbrogli realizzati attorno alla formazione regionale, dal manager della comunicazione, che avrebbe ottenuto appalti milionari in cambio di regali — non trova casa.

Nella quarta sezione del Tribunale di Palermo, in cui sarebbe dovuto iniziare, tutti i giudici, tranne due, hanno dichiarato la loro astensione, perché amici di un loro collega, Roberto Riggio, fratello di uno degli imputati, l'ex presidente dell'ente di formazione della Regione Francesco Riggio.

Si va dunque davanti alla quinta sezione del Tribunale, che sta già facendo il troncone principale del dibattimento.

Ma per evitare profili di possibile, teorica incompatibilità le persone fisiche dei giudici dovrebbero essere diverse da quelle che compongono il collegio presieduto da Piero Falcone.

La sezione non ha però magistrati in numero sufficiente, anche perché un paio di loro sono in procinto di andare a ricoprire ad altri incarichi.

E così la prima udienza del processo, rimandata al 29 settembre, con lo spostamento dalla quarta alla quinta sezione del tribunale, è un punto interrogativo soprattutto per la Procura: i pm Pierangelo Padova e Maurizio Agnello devono infatti fare i conti con una serie di reati, in particolare quelli contestati ai politici, la violazione delle regole sul finanziamento dei partiti, che si prescriveranno entro pochi mesi, nella prima metà del 2016.

Nel giudizio numero due sono coinvolti Faustino Giacchetto, il senatore di Forza Italia Francesco Scoma, accusato anche di corruzione, il deputato regionale ex Pdl Santi Formica, l'ex parlamentare del Pdl all'Ars Salvino Caputo, il deputato regionale Udc Nino Dina, gli ex consiglieri comunali di Palermo Salvatore Alotta e Gerlando Inzerillo, il sindaco di Santa Flavia Salvatore Sanfilippo,

L' ex presidente del Ciapi Francesco Riggio, gli ex dirigenti dell'ente, Sandro Compagno e Carmelo Bellissimo. E poi Calogero Bongiorno, Massimiliano Sala, Armando Caggegi, Giancarlo Ferrara, Maurizio Pipitene, Antonina Di Salvo, Alfredo Flaccomio, Omelia Gra ziano e Vincenzo Li Mandri.

A giudizio pure le società Media Consulting srl, Media Center and Management srl, Eflemmerre Group 007 srl, Cofarg srl e Adilat sas di Di Salvo Antonina. Secondo l'accusa, Giacchetto avrebbe corrotto o comunque avuto i favori di una serie di esponenti politici e funzionari, ottenendo agevolazioni per aggiudicarsi gli appalti della comunicazione (da 15 milioni) delle iniziative formative del Ciapi.

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