FORMAZIONE: le notizie del 19/03/2015


Formazione, oltre 250 milioni bloccati A rischio anche la cassa integrazione

 


no al governo della disoccupazione

Formazione, caos senza fine
Proteste del 23 al 30 marzo

2015-03-19 18:10:34

 

FORMAZIONE: DAL 23 PROTESTE, IL 30 SCIOPERO REGIONALE

I sindacati denunciano il “governo della disoccupazione e del dramma sociale”. Nella settimana dal 23 al 27, manifestazioni in tutte le città della Sicilia. Lunedì 30 appuntamento a Palermo degli operatori di tutta l’Isola    “L’immediata erogazione dei finanziamenti pregressi e la chiusura dei rendiconti con procedure straordinarie per liberare tutte le risorse disponibili a favore dei lavoratori, sia per l’assessorato Istruzione e formazione che per l’assessorato Lavoro. La definizione delle risorse annuali necessarie per i nuovi bandi, a valere sulla nuova programmazione comunitaria che deve essere avviata con immediatezza, con atti di governo. L’avvio dei servizi per il lavoro e piena occupazione per gli addetti, all’interno di sistemi anche cooperativi, ma sostenibili e con certezza delle risorse. Infine, la copertura di tutti i periodi di ammortizzazione sociale e dei contratti di solidarietà avviati”. Ribadiscono così le motivazioni dell’ennesima protesta del settore della formazione professionale, i sindacati unitari Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola, che lanciano la vertenza contro il “governo della disoccupazione e del dramma sociale”, proclamando scioperi e iniziative di protesta territoriali nei territori, nella settimana dal 23 al 27 marzo, e lo sciopero regionale di tutti i lavoratori del comparto, per giorno 30 marzo, con manifestazione a Palermo.“Il governo – scrivono nel documento - è sordo alle richieste del sindacato e naviga a vista senza soluzioni alle troppe emergenze che si accumulano sulle diverse filiere della formazione”. Per i giovani in obbligo d’istruzione, “un grande deficit di programmazione e l’incapacità di reperire risorse adeguate, anche in presenza del riparto ministeriale”. Sulla formazione “si addensano le nubi dell’assenza delle risorse, drenate dal governo nazionale, per finanziare gli incentivi alle assunzioni per il 2015, perché l’amministrazione non ha saputo, voluto o potuto impegnarle prima del 30 settembre 2014. Per gli enti che hanno avuto la revoca dell’accreditamento e per i lavoratori disoccupati perché licenziati da più anni, “il governo - affermano Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola - aveva affidato in house al Ciapi di Priolo, ente strumentale della Regione, copiose risorse, ma ora il Ciapi convoca il sindacato perché non può più ‘ricevere la prestazione lavorativa’ dei lavoratori impegnati nel progetto Prometeo, perché il governo non da’ risposte e l’amministrazione taglia i finanziamenti e mette in ginocchio il Ciapi che si appresta ai licenziamenti”. Sugli ammortizzatori sociali, “le notizie diffuse dalla dirigente generale del dipartimento regionale del lavoro - concludono i sindacati della Formazione - sul blocco delle risorse rimodulate, fanno temere il tracollo. È il fallimento su tutti i versanti dell’azione del governo Crocetta”. Da qui, le proteste annunciate.

QUI E IN ALLEGATO IL DOCUMENTO UNITARIO


 

INCONTRO CON IL CIAPI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cigl,Cisl Uil sciopero generale.

NON CI SONO PIU’ LE CONDIZIONI PER TENERE VIVO IL ...
siciliaonpress.com

La nota di Adriana Vitale (Lavoratori Liberi Sportelli Multifunzionali)

Registriamo in Sicilia il paradosso dei paradossi: le attività di Politiche Attive del Lavoro sono in espansione, la Regione siciliana ha in seno esperti del settore formati e voluti dalla stessa Regione con un cospicuo investimento economico, ci sono i fondi, eppure da quasi un anno si ragiona di chi, come e perché deve occuparsi dei servizi. E’ legittimo pensare che si voglia annientare l’intera categoria per sostituirla con un nuovo e fresco precariato o peggio si comprende che si potrebbe innescare un pericoloso meccanismo di nuova cooptazione dentro il precariato del precariato? Si comprende che presi dal bisogno, alcuni saranno costretti a vendere la libertà? Nessuno si è posto il problema che questo gioco, del chi, come e perché, ci ha massacrato? Dopo più di un anno di tavoli, incontri, trattative che hanno visto il cambio di tre assessori al ramo e inevitabilmente tre linee politiche diverse pur appartenenti alla stessa compagine governativa, l’una in antitesi con l’altra, per cui appare evidente che il disegno iniziale del governo, sbandierato dallo stesso Governatore, ha subito cambiamenti continui fino a raggiungere direzioni diametralmente opposte. E’ indubbio che per ottemperare alle richieste nazionali e comunitarie bisogna creare sistemi misti pubblico/privato per favorire la libera concorrenza tra i vari attori, il punto è, come e dove utilizzare le nostre professionalità? A settembre del 2013 si parlava di C.I.A.P.I., il 23 aprile 2014 si parlava di misto pubblico/privato, adesso si parla di solo privato. Sia chiaro che noi la battaglia non la facciamo per scegliere il datore di lavoro, non c’interessa, ma piuttosto per la nostra tutela con tutti i livelli e i diritti acquisiti nel tempo. Noi chiediamo semplicemente la stabilità futura o meglio vogliamo la normalità, quella normalità che c’è stata rubata. La politica non elargisce e non deve elargire posti di lavoro ma è moralmente obbligata a creare le condizioni di sviluppo attraverso tutti gli strumenti legislativi ed economici. Spesso ci viene rimproverato di aver prodotto zero nell’ambito dell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, ma noi non possiamo offrire lavoro, possiamo solo agevolare tale incrocio quando siamo messi nelle condizioni di farlo. Una nota di nuova linfa vitale e speranza arriva dalle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è riuscito a toccare le corde dell'anima, del cuore e delle coscienze. Persona degna e per bene, della quale fregiarsi e onorarsi di appartenere alla stessa terra che gli ha dato i natali, un uomo che ha iniziato e concluso il suo discorso d’insediamento parlando alla pancia del popolo, ha parlato ai volti, ha parlato a ognuno di noi facendoci sentire persone degne di rispetto e considerazione, non numeri. Ha parlato a Giuseppe, Carlo, Giovanni, Rosario, Maria, Lucia, Michele, Maurizio, Angela, Francesco, Daniela e queste stesse persone adesso parlano con voi Onorevoli Deputati, che siete stati investiti da un mandato preciso di rappresentanza, che avete l’obbligo di agire per il popolo e a favore del popolo. Un moto d’orgoglio, accorciate le distanze tra voi e noi, solo così non potrà trovare terreno fertile l’infiltrazione di populisti che sono tentati di speculare su una crisi di rapporti tra la politica e i cittadini siciliani. Chiediamo alla politica di maggioranza e d’opposizione e all’amministrazione di anteporre tutto per il bene dei nostri giovani che potranno, attraverso programmi e progetti, usufruire di un’occasione, dei tanti disoccupati, dei licenziati, dei deboli che potranno avere un’opportunità di riscatto vero e duraturo, sfruttando al massimo i fondi e le risorse umane professionali che ha già in seno la Regione. Chiediamo un nuovo modello collaborativo tra tutte le forze politiche che miri alla soluzione dei problemi, una sperimentazione che possa essere utile a tutte quante le problematiche sociali, culturali ed economiche della nostra meravigliosa quanto martoriata terra, chiediamo l’agire comune per fini comuni ad appannaggio del popolo siciliano. Aggredite, aggrediamo insieme la crisi profonda che soffoca le nostre esistenze, date la possibilità e gli strumenti a noi che siamo del mestiere, agevolando così il percorso di risalita di chi urla lavoro e dignità. Non vogliamo essere assistiti e ci offende essere considerata platea per la quale creare stipendifici, per cui poniamo l’unico quesito che va posto a tutti voi: “Siamo una risorsa o un siamo problema?” E’ questa la domanda vera alla quale dare una risposta, se siamo una risorsa, le soluzioni politiche si trovano (la politica è l’arte dell’impossibile), se siamo un problema, per noi sarà la fine, ma ditelo chiaro e in maniera inequivocabile, chiediamo, pretendiamo e meritiamo la verità!


 

Comunicato stampa Formazione, Raimondi (Uil Sicilia):

“Pronti i fondi per i contratti di solidarietà. Un aiuto per 1.200 lavoratori”.

PALERMO. “Dal Governo Renzi pronti i fondi per finanziare i contratti di solidarietà difensivi avviati in Sicilia nel 2014 con esaurimento nel 2015.

Oltre 1.200 lavoratori della Formazione, quindi, riceveranno in tempi brevi i contributi previsti dalla legge. Un aiuto a fronte delle ore di lavoro già ridotte”.

Lo dice Giuseppe Raimondi, segretario della Uil Sicilia, che aggiunge: “Sino ad oggi l’azione del Governo Crocetta è stata inadeguata. Nonostante ciò, i lavoratori, senza stipendio da mesi e accettando la proposta dei contratti di solidarietà, hanno affrontato un ulteriore sacrificio evitando circa 213 licenziamenti”.


 

 


 

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