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Ex Pip di "Emergenza Palermo" parere legale ne limita reintegro

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Ex Pip di "Emergenza Palermo" parere legale ne limita reintegro

di Michele Giuliano

Dubbi interpretativi sul bacino di lavoratori in carico alla Regione per chi ha presentata istanza in ritardo. Il caso è quello del reinserimento nel bacino: possibilità per un “numero ristretto” 
PALERMO - La storia degli Ex Pip Emergenza Palermo, transitati dal Comune di Palermo alla Regione oramai da qualche anno, continua con sempre nuovi capitoli che non sembrano, per l’ennesima volta, proporre soluzioni effettive e definitive. L’ultimo passaggio, l’arrivo, infine, del parere legale richiesto dalla Regione siciliana in merito ai lavoratori che avevano presentato in ritardo la domanda per l'indennità e che hanno richiesto comunque di essere inseriti in elenco.
La risposta ai dubbi dell'amministrazione è chiara: la legge intendeva regolare soltanto casi già “perfezionati” e la possibilità di essere iscritti nel bacino anche con domanda presentata in ritardo si riferiva a un numero ridotto di soggetti, “come risulta evidente dalla esigua copertura economica approntata, che è pari solo a 110 mila euro e corrispondente, quindi, solo a 10 possibili unità”.
Così si legge in un comunicato interno del dirigente generale dell'assessorato regionale del Lavoro, Francesca Garoffolo, in cui, tra l'altro, si conferma la natura strettamente provvisoria dell'elenco, destinato a esaurirsi. Considerato il parere dell'Ufficio legislativo e legale, l'assessorato lascia intendere che le “richieste di reinserimento nel bacino” non saranno più accettate e, inoltre, conclude affermando che si riserva la possibilità di procedere “a una più ponderata valutazione successiva circa il persistere di un interesse pubblico al loro mantenimento”. Nessuna soluzione effettiva, quindi, per migliaia di lavoratori che sono in attesa di una collocazione definitiva. Proprio di recente, il parlamentare regionale Vincenzo Figuccia, dell’Udc, ha presentato un emendamento alla Finanziaria in discussione all'Ars con cui chiede l'assunzione di 2800 ex Pip alla Resais, società partecipata della Regione siciliana. Proposte che rimangono nell’aria, e che non si concretizzano. I sindacati si sono mossi in difesa della categoria, organizzando sit-in davanti la presidenza della Regione, richiedendo un tavolo tecnico per la stabilizzazione.
“La Filcams Cgil Palermo chiede l'apertura di un tavolo tecnico per l'avvio del percorso di stabilizzazione di questi lavoratori dall'indomani della chiusura della Social Trinacria onlus – dichiara Monja Caiolo, segretario generale Filcams Cgil Palermo - Per oltre 18 anni questi lavoratori hanno svolto attività per la pubblica amministrazione, prima con attività socialmente utili, poi contrattualizzati come dipendenti della Social Trinacria e da 4 anni percepiscono un sostegno al reddito per svolgere lavori fondamentali per enti pubblici, assessorati, scuole e ospedali”.
Per la Filcams Cgil Palermo, infatti, sebbene sia fondamentale il rilancio della convenzione Inps per avere copertura finanziaria per il 2018, l'aspetto principale di questa annosa vertenza è il raggiungimento dell'obiettivo della stabilizzazione. “Dopo 18 anni di lavoro nell'amministrazione pubblica, senza regolare contratto di lavoro, e quindi senza copertura previdenziale, pur svolgendo attività essenziali e di responsabilità e con l'acquisizione delle relative competenze - dichiara Maria Grazia Guttuso, Rsa Filcams Cgil Palermo – continuiamo ad essere dei fantasmi, senza diritti e tutele. La nostra condizione è una vera e propria contraddizione: percepiamo un sussidio, lavoriamo 6 ore al giorno, ma non possiamo definirci lavoratori perché non abbiamo una assunzione e non possiamo definirci disoccupati perché come chi ha un lavoro subordinato paghiamo l'Irpef. Auspichiamo che vengano presto individuate soluzioni definitive che pongano fine a questa vertenza”.