Dal 1 luglio aumenti in busta paga per i dipendenti

  buste paga

A  partire dal 1 luglio 2020 -  ci sarà un aumento in busta paga per i lavoratori dipendenti. Quelli coinvolti saranno circa 16 milioni, che avranno un aumento più o meno consistente in base al reddito e alla percezione del bonus degli 80 euro introdotto dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Il taglio del cuneo fiscale viene applicato in automatico: lo sconto viene trasmesso direttamente in busta paga dal datore di lavoro. L’aumento riguarda molti dipendenti pubblici, ma anche tanti lavoratori del settore privato per aziende di vario genere.

I lavoratori che prendono tra gli 8.174 e i 26.600 euro, ovvero coloro i quali usufruiscono degli 80 euro: a questi se ne aggiungeranno 20 al mese, per un totale di 100 netti che arriveranno nelle tasche di 11,7 milioni di lavoratori. Per chi ha un reddito compreso tra i 26.600 e i 28.000 euro, dipendenti che non percepiscono il bonus Renzi, arriveranno in busta paga 100 euro in più: coinvolte 4,3 milioni di persone. Per loro il beneficio sarà di 600 euro da luglio a settembre.  Per i lavoratori con reddito tra i 28.000 e i 40.000 ci sarà una nuova detrazione, che decresce in base al reddito. Arrivando ad azzerarsi a quota 40mila euro. Si parte da un massimo di 480 euro. La detrazione viene suddivisa a sua volta in due fasce: la prima riguarda i redditi da 28.000 a 35.000 euro, con un importo decrescente da 480 a 80 euro l’anno; la seconda, per i redditi da 35.000 a 40.000, vedrà una detrazione causata dal taglio del cuneo fiscale che parte da 80 euro fino ad arrivare a zero.

Intanto e' entrato in vigore, come stabilito dal decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, il nuovo limite all’uso delle banconote che passa da 3.000 a 2.000 euro. Il tutto con l’obietitvo di contrastare l’evasione favorendo i pagamenti elettronici. Da mercoledì dunque – salvo alcuni casi particolari – sarà obbligatorio utilizzare sistemi tracciabili (carte, bonifici ecc. ) per spese superiori a 1.999 euro, che siano tra privati o tra privati ed esercenti. Sanzioni in arrivo per chi non rispetta le norme: si rischia infatti una ammenda da 3.000 euro e arrivano fino a 50.000 euro per una singola operazione, secondo la gravità dell’infrazione.

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