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Iscrizione alle liste speciali delle persone con disabilità

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Iscrizione alle liste speciali delle persone con disabilità

L’art. 1 della legge 68/99 definisce le categorie a cui si applicano le norme sul collocamento delle persone con disabilità

10 ottobre 2019
L’art. 1 della legge 68/99 definisce le categorie a cui si applicano le norme sul collocamento delle persone con disabilità. Le persone in età lavorativa (che abbiano compiuto i 16 anni e che non abbiano raggiunto l'età pensionabile) e disoccupate possono iscriversi alle liste speciali purché appartenenti ad una delle seguenti categorie:
invalidi civili (persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali o portatrici di handicap intellettivo) con un riconoscimento di invalidità superiore al 45%, nonché le persone nelle condizioni di cui all’art. 1 – comma 1 della Legge n. 222/1984. L’art. 2 del Decreto Legislativo n. 151 del 14 settembre 2015, emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs Act) modifica l’art. 1 – comma 1, lettera a) della legge n. 68/99 ampliando la platea degli aventi diritto alle persone la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale, a meno di un terzo (percettori di assegno ordinario di invalidità di cui all’art. 1, comma 1, della legge 12 giugno 1984, n. 222);
invalidi del lavoro con un riconoscimento di invalidità INAIL superiore al 33%;
non vedenti (persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi);
sordi (persone colpite da sordità alla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata);
invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla I all’VIII categoria di cui alle tabelle annesse al T.U. in materia di pensioni di guerra.
Liste speciali e graduatoria
Le liste speciali sono elenchi pubblici formati secondo una graduatoria unica che raggruppa tutte le disabilità.
L’iscrizione presso le liste speciali è uno dei presupposti per l’inserimento lavorativo.
I criteri che concorrono alla formazione della graduatoria sono:
anzianità di iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio;
condizione economica;
carico familiare;
difficoltà di locomozione nel territorio.
Compete alle Regioni individuare elementi aggiuntivi in base alle esigenze territoriali.
Dagli elementi che concorrono alla formazione della graduatoria sono escluse le prestazioni a carattere risarcitorio percepite in conseguenza della perdita della capacità lavorativa. (comma 2 art. 8)
L’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 151/2015 ha modificato l’art. 7 della legge n. 68/99,  sostituendo il comma 1 si prevede che,  i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono effettuare tutte le assunzioni per chiamata nominativa a prescindere dal numero degli occupati. Questi datori di lavoro  possono quindi assumere con chiamata nominativa o tramite le convenzioni di cui all’art. 11.
La chiamata nominativa può essere preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di operare una preselezione delle persone iscritte che aderiscono alla specifica occasione di lavoro, sulla base di qualifiche e modalità concordate con il datore.
Inoltre, con l’introduzione del comma 1 bis all’art. 7 della Legge n. 68/99, si prevede che in caso di mancata assunzione, entro 60 giorni dal momento in cui insorge l’obbligo, gli uffici competenti dovranno avviare i lavoratori secondo l'ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili. Gli uffici possono procedere anche previa chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.
Si segnala infine che l’art. 8 del Decreto Legislativo n. 151 ha abrogato anche il comma 5 - art. 9 della legge n. 68/99 in cui si prevedevano procedure e modalità di avviamento mediante chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderivano alla specifica occasione di lavoro, ma, come si vede, tale  procedura è attualmente prevista nella nuova formulazione dell’art. 7 – comma 1bis della legge n. 68/99.

N.B.
L’iscrizione alle liste speciali è comunque indispensabile anche per le assunzioni con chiamata nominativa.
Possono essere iscritti anche i lavoratori stranieri regolarmente presenti nel nostro paese. I cittadini provenienti da stati UE possono iscriversi se in possesso dei requisiti e dei documenti previsti per i cittadini italiani.
I cittadini provenienti da stati extra UE possono iscriversi se in possesso dei requisiti e dei documenti previsti per i cittadini italiani e se hanno il permesso di soggiorno valido e utile ai fini del lavoro (Sentenza Corte Costituzionale n. 454 del 30 dicembre 1998, Circolare Ministero del Lavoro n. 11/1999).
Non è più fissato il limite massimo di età di 55 anni, previsto dalla vecchia normativa, dopo il quale si era cancellati dagli elenchi del collocamento obbligatorio.
La Commissione per l’accertamento di invalidità civile non assegna la percentuale di invalidità in caso di minori, pertanto se il minorenne intende iscriversi alle liste dovrà richiedere esplicitamente, in occasione dell'accertamento di invalidità, che venga espressamente indicata anche la percentuale.
Gli invalidi totali (con percentuale di invalidità pari al 100%) hanno diritto di iscrizione nelle liste speciali per accedere al lavoro e/o a percorsi di inserimento mirato qualora la valutazione della capacità lavorativa risulti positiva.
Stato di disoccupazione
Possono iscriversi nelle liste speciali previste dalla legge 68/99 le persone  disoccupate.
I “disoccupati” ai sensi dell’articolo 19 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 150/2015 come modificato dall’art. 1 – comma 1 – lett. i) del decreto Legislativo n. 185/2016 sono “i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all'articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego”.
Il Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, relativo a reddito di cittadinanza e quota 100, ha introdotto novità sullo stato di disoccupazione.  L’art. 4 - comma 15-quater, pur non modificando l’articolo 19 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 150/2015, specifica che “Per le finalità di cui al presente decreto e ad ogni altro fine si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi , di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917” (al momento, come precisato dalla circolare dell’Anpal n. 1/2019, € 8.145 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo nel corso dell’anno solare).
Attualmente, in base alle disposizioni del Decreto Legge n. 4/2019 i requisiti dello stato di disoccupazione sono, alternativamente:
l’assenza di attività lavorativa;
lo svolgimento di un lavoro subordinato o autonomo da cui derivi un reddito inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (€ 8145 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo nel corso dell’anno solare).
Pertanto, le persone in possesso dei suddetti requisiti sono in status di disoccupazione e possono iscriversi o rimanere iscritti al collocamento ordinario e mirato.
Per le persone con contratti di lavoro a termine fino a sei mesi, a prescindere dall'ammontare del reddito, lo stato di disoccupazione è sospeso, per la durata del contratto, come avveniva in precedenza.
Si ricorda che per effetto del Decreto Legge n. 4/2019 sono superate le norme sullo stato di disoccupazione introdotte dal Decreto Legislativo n. 150/2015 secondo cui tutti coloro che svolgevano una qualsiasi attività lavorativa anche di scarsissima entità erano considerati occupati, non potevano  rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e non si potevano iscrivere nelle liste del collocamento o perdevano il diritto all’iscrizione.
Con le innovazioni del decreto legge n. 4/2019 viene a cadere anche  quel doppio regime introdotto dalla circolare del Ministero del Lavoro n. 34/2015 secondo cui le persone con disabilità che si iscrivevano per la prima volta alle liste del collocamento mirato dovevano essere prive di qualsiasi attività lavorativa indipendentemente dal reddito, mentre le persone già iscritte potevano mantenere l’iscrizione  nelle liste del collocamento mirato se non superavano il limite di reddito di € 8.000 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo.

Dove
L’art. 18 del Decreto Legislativo n. 150/2015 prevede che le norme sui servizi e le misure di politica attiva del lavoro applicano al collocamento dei disabili in quanto compatibili, come ribadisce anche la Circolare del Ministero n. 34/2015 precisando che la persona con disabilità priva di impiego, che dichiara la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro, si iscrive nell’ elenco del collocamento mirato dove ha la residenza o in altro elenco nel territorio dello Stato. La persona iscritta negli elenchi del collocamento mirato è tenuta alla stipula del patto di servizio personalizzato previsto dall’articolo 20 del decreto legislativo n. 150/2015.
Il centro per l’impiego di appartenenza rimane il punto di riferimento per l’iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio e per l’avvio al lavoro.
Si deve essere in possesso dei requisiti e della relativa documentazione richiesta per l’iscrizione:
stato di disoccupazione;
stato invalidante.
relazione conclusiva sulle residue capacità lavorative qualora tale valutazione risulti positiva. Si tratta dell’accertamento della disabilità per accedere ai percorsi di collocamento mirato previsto dall’art. 1 – comma 4 della legge 68/99 effettuata dalla apposita commissione operante presso l’Azienda U.S.L.
I lavoratori licenziati per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo mantengono la posizione in graduatoria che avevano al momento dell’inserimento in azienda (art. 8 – comma 5 legge 68/99).

L’iscrizione alle liste speciali deve essere UNA.

L’articolo 7 del Decreto Legislativo n. 151/2015, modifica l’art. 8 della legge n. 68/99.
In particolare con la modifica del comma 1 – art. 8 della legge n. 68/99 si stabilisce che la tenuta dell’elenco delle persone con disabilità - che risultano disoccupate e aspirano ad una occupazione conforme alle proprie capacità lavorative - è di competenza dei servizi per il collocamento mirato nel cui ambito territoriale si trova la residenza della persona che può  iscriversi nell’elenco di altro servizio in altra parte d’Italia, previa cancellazione dall'elenco in cui era precedentemente iscritta.
Per ogni persona, il comitato tecnico (di cui al comma 1bis) annota  in una apposita scheda le capacità lavorative, le abilità, le competenze e le inclinazioni, nonché la natura e il grado della disabilità e analizza le caratteristiche dei posti da assegnare ai lavoratori disabili, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Infatti, con l’introduzione del comma 1bis all’art. 8 della legge n. 68/99,  si stabilisce che presso i servizi per il collocamento mirato opera un comitato tecnico, composto da funzionari dei servizi medesimi e da esperti del settore sociale e medico-legale, con particolare riferimento alla materia della disabilità, con compiti di valutazione delle capacità lavorative, di definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all'inserimento e di predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di disabilità.
Le nuove norme intendono attribuire al comitato tecnico, già previsto dalla vecchia normativa, maggiori, più specifici compiti e la piena responsabilità dell’inserimento mirato.

Iscrizione non vedenti
Con l’art. 13 del Decreto Legislativo 151/2015 si apportano modifiche alla legge n. 113 del 1985 prevedendo che i privi della vista, analogamente alle persone con disabilità, si debbano iscrivere nell’elenco del centro per l’impiego del territorio di residenza o, in alternativa, presso un altro servizio anche non nell’ambito di residenza previa cancellazione dall'elenco in cui erano precedentemente iscritti.
Si ricorda che, precedentemente, i privi della vista potevano iscriversi negli elenchi di più centri per l’impiego e avevano trentasei mesi dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 151/2015 per scegliere l’elenco presso cui mantenere l’iscrizione.

Normativa di riferimento
Legge 12 giugno 1984 n. 222: “Revisione della disciplina della invalidità pensionabile”;
Sentenza della Corte costituzionale n. 454 del 16-30 dicembre 1998;
Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 2 febbraio 1999, n. 11: “Assunzioni obbligatorie. Sentenza della Corte costituzionale n. 454/1998. Diritto di iscrizione dei cittadini extracomunitari regolarmente presenti in Italia nelle liste del collocamento obbligatorio di cui alla legge n. 482 del 1968;
Legge 12 marzo 1999, n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”;
Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150: “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151: “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;
Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 23 dicembre 2015, n. 34: “D. Lgs. n. 150/2015 recante “disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” – prime indicazioni”;
Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 23 dicembre 2015, n. 34: “D. Lgs. n. 150/2015 recante “disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” – prime indicazioni”;
Decreto Legislativo 24 settembre 2016, n. 185: “Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, nn. 148, 149, 150 e 151, a norma dell'articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;
Decreto-Legge 28 gennaio 2019, n. 4: “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26;
Circolare Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro 23 luglio 2019, n. 1: “Regole relative allo stato di disoccupazione alla luce del d.l. n. 4/2019 (convertito con modificazioni dalla l. n. 26/2019).
 Fonte SuperAbile, articolo  di Alessandra Torregiani

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