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PENSIONI, LA RASSEGNA STAMPA DEL 26.05.2018

pensioni

Le pensioni nel contratto di governo Lega-M5S

Pensione anticipata in varie formule, riforma vitalizi e taglio pensioni d'oro, proroga Opzione Donna, pensione e reddito di cittadinanza: il capitolo previdenziale nel contratto di Governo

Non solo quota 100 e pensione anticipata con 41 anni di contributi nel contratto di Governo di Movimento 5 Stelle e Lega: la riforma del sistema previdenziale ‘gialloverde’ prevede anche pensione e reddito di cittadinanza, proroga Opzione Donna, separazione fra assistenza e previdenza, taglio vitalizi e pensioni d’oro.

Vediamo col sito delle piccole-medie imprese pmi.it tutte le misure inserite nel programma, nel giorno decisivo per la formazione del nuovo esecutivo.

Le due misure fondamentali restano quelle di superamento della Riforma Fornero 2011 ma non solo:

  • con 41 anni di contributi (oggi possibile solo per i precoci),
  • con la quota 100 (somma età anagrafica e contributi versati)
  • ulteriori misure per i lavori usuranti
  • proroga Opzione Donna per la pensione con 35 anni di contributi e 57/58 di età (ora possibile con requisito entro fine 2015)
  • Reddito di cittadinanza anche per i pensionati
  • Pensione di cittadinanza per chi ha un reddito inferiore a 780 euro.

Taglio vitalizi
Riforma del sistema previdenziale di parlamentari, consiglieri regionali e organi costituzionali (traduzione: vitalizi a rischio) e taglio pensioni d’oro, superiori ai 5mila euro netti al mese, “non giustificate dai contributi versati”. Quest’ultima indicazione pare indicare la volontà di non toccare gli assegni frutto dei versamenti contributivi, indipendentemente dalla consistenza

 

Pensioni, ecco le misure in arrivo: cosa potrebbe cambiare (da subito)

Che cosa cambierà per i pensionati con il nuovo governo? Secondo il Sole 24 Ore, l’esecutivo nascente potrebbe decidere di intervenire già da subito con un "provvedimento urgente" da varare prima dell’estate. Nel decreto legge, oltre alle pensioni, potrebbero finire altri due temi cari a Lega e 5 Stelle: la riforma dei centri per l’impiego e forse anche nuove misure per contrastare l’immigrazione. Concentriamoci però sulla previdenza.

La tanto agognata quota 100 per ora dovrà attendere. Se ne riparlerà - coperture permettendo  - solo quando l’esecutivo metterà mano alla legge di bilancio.

Cosa cambierà per i pensionati col governo M5s-Lega

Per adesso l’obiettivo del governo è mettere a punto alcune misure "preparatorie" a una più ampia riforma la cui approvazione richiederà per forza di cose almeno qualche mese. Si parla in particolare di uno stop all’Ape Sociale, ossia l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, e agli interventi messi a punto dal governo Gentiloni per i lavori gravosi. La buona notizia (per le pensionate) è invece il ripristino della così detta "opzione donna" la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione a 57-58 anni a patto di accettare un assegno calcolato sul sistema contributivo.

Pensioni, ecco quanto salgono con introduzione della flat tax

Gli effetti della flat tax e del taglio alle pensioni d'oro? Potrebbero portare a guadagni per chi già incassa un assegno elevato. Ecco i calcoli

Secondo Repubblica con l'introduzione della flat tax, la promessa di Lega e M5S di mettere mano alle pensioni d'oro potrebbe essere vanificata.

Anzi: chi già incassava molto potrebbe andare a guadagnarci ancora. Con i vantaggi della flat tax che annullano i tagli agli assegni pensionistici elevati pensati da pentastellati e leghisti come manovra per una "maggiore equità sociale".

Le pensioni che dovrebbero finire nel mirino sono quelle con un assegno netto superiore ai 5mila euro "non giustificate dai contributi versati", che quindi verrebbero ricalcolate con in base ai contributi versati. Ma se il contratto Lega-M5S venisse approvato così come scritto, "a conti fatti - scrive Repubblica - i pensionati più ricchi si metteranno in tasca circa il 30 % in più". A dimostrarlo ci sarebbe una ricerca realizzata per Repubblica da "Tabula-futuro e previdenza", guidata da Stefano Patriarca. Il fatto è che sulle pensioni molto alte lo squilibrio tra contributi versati e assegni non sono così elevati. "Infatti - spiega Patriarca - mentre le pensioni medie pagate con il sistema retributivo sono superiori ai contributi di un buon 20-30%, le pensioni d'oro superano i contributi di appena il 5-6. Ciò accade perché queste ultime hanno più anni di età e di contributi alle spalle e quindi i loro rendimenti pensionistici diminuiscono".

Questo cosa significa? Che l'impatto della Flat tax sarà molto più significativo. "Prendiamo ad esempio un pensionato che prende 10 mila euro lordi al mese, 5.837 netti - calcola Repubblica - Con il taglio del 5%, il suo assegno si riduce a 9.500 euro lordi, che con l'attuale tassazione equivalgono a 5.553 euro netti: dunque 284 euro in meno. Ma con la flat tax quell'assegno netto risale di 1.958 euro. Guadagno finale: 1.674 euro in più al mese nelle sue tasche, con un aumento della pensione del 29%".

E così non solo ci guadagneranno i pensionati d'oro, ma lo Stato riuscirà a recuperare meno risorse di quanto Di Maio e Salvini si attendano. Potrebbero essere poco pià di 210 milioni di euro, contro i miliardi annunciati dai giallo-verdi. Non solo, perché per gli stessi 30 mila pensionati, "il minore gettito dovuto alla flat tax è di 862 milioni"