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Crisi Valtur, nessuna prospettiva

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Crisi Valtur, nessuna prospettiva

15/03/2018

Non arrivano buon notizie dall’incontro che si è tenuto questa mattina al Mise tra le organizzazioni sindacali e Valtur.

“Bonomi vuole liquidare Valtur senza nessuna attenzione per il contesto produttivo del nostro Paese” spiega Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale, “non è stato presentato nessun piano di rilancio, ma solo l’intenzione di uscire dalla partita con meno spese possibili. Si sta procedendo alla cessione e restituzione dei contratti dei singoli villaggi, senza nessuna prospettiva di gruppo.”

Crisi Valtur, nessun futuro

A pochi mesi dall’inizio della stagione estiva, Valtur, che garantisce un alto livello di occupazione soprattutto nel mezzogiorno, ha presentato richiesta di un concordato prenotativo senza nessuna prospettiva per il futuro.

La Filcams Cgil ha chiesto al Ministero di esercitare un ruolo stringente in questa fase delicata per impedire la liquidazione di una delle più importanti realtà del turismo italiano e di vigilare sulle future iniziative dell’investitore.

VANELLI (FISASCAT CISL): «A RISCHIO ROTTAMAZIONE UN MARCHIO RAPPRESENTATIVO DELL’ITALIA NEL MONDO» Roma, 15 marzo 2018 – Confermati i timori sui disinvestimenti e sul rischio occupazione in casa Valtur. Il tour operator acquisito due anni fa dal gruppo Investindustrial di Andrea Bonomi a confronto con i sindacati al ministero dello Sviluppo Economico, ha infatti comunicato di aver richiesto il concordato liquidatorio e le intenzioni di rinegoziare i contratti attivi, di cedere le strutture ricettive e di avviare la procedura di licenziamento collettivo per gli oltre 120 dipendenti diretti. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno stigmatizzato la gravità del comportamento di una azienda che sviluppa occupazione prevalentemente stagionale per circa 1200 persone, in alcune zone d’Italia talvolta quasi la totalità dell’occupazione turistica, in nessun modo intenzionata a ristrutturare e a salvaguardare il marchio e il perimetro aziendale ora a rischio “spezzatino”. «Siamo esterrefatti da quanto ci hanno comunicato, ossia che Valtur ha chiesto un concordato liquidatorio, quindi sembra evidente che non ci sia alcuna intenzione di continuare» ha dichiarato Elena Vanelli dell'ufficio sindacale Fisascat Cisl nazionale a margine dell’incontro al dicastero. «Abbiamo fatto notare che si sta mandando al macero un marchio che rappresenta l'Italia nel mondo. In poche parole, hanno messo Valtur in una bara e ora le faranno il funerale» ha affondato la sindacalista annunciando nuove iniziative di mobilitazione a sostegno della vertenza. «Non molleremo la presa ma tenteremo di ricondurre il confronto al Mise verso una soluzione di prospettiva occupazionale e di rilancio di quella che rimane una delle principali realtà del turismo in Italia e che rappresenta, soprattutto nel Mezzogiorno, una risorsa occupazionale ed economica fondamentale». Le incertezze anche sulla stagione estiva ormai alle porte. «Non sappiamo cosa succederà questa estate, anche se ci hanno detto che la stagione invernale è andata bene» ha aggiunto la sindacalista spiegando che «ci sono diverse persone che hanno già prenotato e cominciato a pagare le vacanze, siamo in contatto con i lavoratori della sede che cominciano a essere chiamati dai clienti». «Quello che è certo che l'azienda ha chiesto al tribunale 120 giorni per presentare il piano liquidatorio – ha concluso la sindacalista - la situazione è molto peggio di quello che era stato preannunciato». Il Ministero da parte sua ha richiamato alla responsabilità il fondo investitore Investindustrial e si è impegnato a sostenere la vertenza.