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Licenziamenti in arrivo per 68 lavoratori siciliani della Ladisa

 ladisa

Mense, 68 dipendenti Ladisa a rischio licenziamento

08.03.2018 - L’avvio della procedura, che in tutta Italia riguarda 379 lavoratori, è motivata dal cambio d’appalto e dalla contemporanea scadenza degli ammortizzatori sociali1

Licenziamenti in arrivo per 68 lavoratori siciliani della Ladisa, la srl di Bari che ha in appalto fino al 30 giugno prossimo il servizio di ristorazione nei reparti dei carabinieri in Sicilia e in altre 11 regioni d’Italia. L’avvio della procedura, che in tutta Italia riguarda 379 lavoratori, è motivata dal cambio d’appalto e dalla contemporanea scadenza degli ammortizzatori sociali. A rischiare il posto, gli operai impiegati nelle mense dislocate nella varie province siciliane: 4 ad Agrigento, 6 a Caltanissetta, 9 a Catania, 2 a Enna, 6 a Messina, 25 a Palermo, 2 a Ragusa, 6 a Siracusa e 8 a Trapani su 131 lavoratori. “Da alcuni anni, l’arma dei carabinieri ha adottato una spending review che ha portato a una riduzione del numero di pasti - spiegano dal sindacato Fisascat Cisl Sicilia - e questo ha influito sul contratto d lavoro. Fino al 25 febbraio, i lavoratori erano impiegati con il fondo di integrazione salariale, un ammortizzatore sociale, introdotto con il Jobs Act che ha consentito di mantenere i posti di lavoro. Questo fondo non è più rinnovabile e l’azienda deve affrontare i prossimi mesi di appalto con meno lavoratori”.

Nel frattempo, la gara per la ristorazione nelle mense dei carabinieri è stata aggiudicata ad un’altra azienda: dal primo luglio, alla Ladisa subentrerà il gruppo Fabbro,

una spa milanese. "La discussione sarà affrontata dalla nostra segreteria nazionale, anche alla luce del prossimo cambio di appalto – chiosa Mimma Calabrò, segretario regionale della Fisascat Cisl Sicilia - che dovrà necessariamente concludersi col mantenimento di  tutta la forza lavoro a garanzia dei lavoratori, che vi operano da diversi anni, e delle loro famiglie. Ci attiveremo per  scongiurare i licenziamenti e cercare soluzioni alternative".