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Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, si allungano le distanze al tavolo per il nuovo contratto nazionale

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02.03.2017 - Al tavolo per il nuovo contratto nazionale di lavoro della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari, scaduto nel 2015 e atteso da tre anni da circa 70mila addetti del comparto, le associazioni imprenditoriali di settore hanno presentato ai sindacati una proposta di articolato contrattuale sulla struttura e l’ambito applicazione, sul mercato del lavoro, sul cambio appalto, sulla contrattazione nazionale e contrattazione aziendale e di crisi, su orario di lavoro e flessibilità, malattia, inquadramenti, e sui temi della retribuzione.

La Fisascat Cisl ha espresso molte perplessità sul documento che, sottolinea il segretario nazionale della categoria Vincenzo Dell’Orefice, «si configura come una mera riproposizione, stavolta sistemica, delle richieste datoriali». «Un'intesa seria – stigmatizza Dell’Orefice - può essere realizzata mediante il contemperamento degli interessi espressi dalle parti, non in una modalità che prevede l'azzeramento di diritti e trattamenti delle lavoratrici e dei lavoratori». «Per la Fisascat – evidenzia il sindacalista - la trattativa deve servire a creare le condizioni per raggiungere un'intesa equilibrata, soprattutto riaffermando lo stretto rapporto esistente fra contrattazione nazionale leader e previsioni normative e regolamentari di settore». «Un'intesa eccessivamente sbilanciata sulle richieste datoriali – aggiunge il sindacalista - non costituirebbe un argine alla contrattazione in dumping, ma costituirebbe un'accelerazione in seno al processo di decadimento del settore». «Il rinnovo del contratto – conclude - rappresenterebbe un punto di riferimento certo e fonte di legalità».