Bon tempu e malu tempu nun dura tuttu tempu

Bon tempu e malu tempu, nun dura tuttu tempuIl 12 Novembre 2013  gli ispettori europei dell’OLAF avevano incontrato il dirigente generale Anna Rosa Corsello per chiedere  chiarimenti sul modo utilizzato per recuperare le somme illegittimamente erogate agli enti negli anni passati.- “Si è trattato di una visita programmata da tempo” aveva minimizzato il dirigente generale Anna Rosa Corsello. Ma l'Olaf, l'ufficio antifrode dell'Unione europea, chiese spiegazioni, per la prima volta, sulla vicenda dei cosiddetti extrabudget.

Un caso   che aveva già  portato  alla condanna da parte della Corte dei conti, dell'ex assessore alla Formazione Mario Centorrino, oltre all'”invito a dedurre” (di fatto, il rinvio a giudizio per la magistratura contabile) per ex amministratori e burocrati.
Tra questi, anche l'attuale Segretario generale Patrizia Monterosso.

Fu  proprio Il Segretario Generale Patrizia Monterosso a mettere   in mora” la Regione preannunciando  in caso di ulteriori ritardi nel recupero di quei soldi, una denuncia anche penale nei confronti dei dirigenti della Regione stessa.

Compresa il  dirigente generale (ad interim) Anna Rosa Corsello, la quale rispose agli Ispettori Europei dichiarando successivamente alla stampa che le sue dichiarazioni avevano convinto gli Ispettori dell’Olaf.
Rosario Crocetta difese in Aula la decisione del Segretario Generale che su quella  vicenda. aveva individuato una via per “un comodo ed immediato recupero delle somme” che proprio lei e altri amministratori (compresi l'ex governatore Lombardo e alcuni suoi assessori) avevano erogato. Peccato che la via semplice individuata dal capo della burocrazia regionale fosse anche illegittima. E così l'Olaf, giunto in Sicilia nei mesi scorsi per una indagine sulla spesa dei fondi dell'Avviso 20, si è visto costretto a inviare una lettera al nuovo capodipartimento della Formazione, cioè Gianni Silvia: “Restituite quei soldi”.

Il blocco dei nuovi finanziamenti europei destinati agli enti. “E' emerso – scrive l'Olaf – che l'Autorità di gestione (il dirigente generale della Formazione, ndr) ha applicato delle deduzioni sugli importi dovuti a otto beneficiari finali di progetti cofinanziati nel quadro dell'Avvio 20 del 2011”. Un procedimento che non poteva essere compiuto, secondo l'Olaf, perché il motivo sul quale l'amministrazione sostiene la necessità di bloccare quei finanziamenti è la necessità di recuperare i “crediti vantati dalla Regione siciliana nei confronti di tali beneficiari in relazione a progetti finanziati da fondi regionali (Prof 2007). E' pacifico dunque – scirve sempre l'Olaf – che tali riduzioni del contributo non possono essere poste in nessuna relazione con la realizzazione delle azioni cofinanziate dall'Avviso pubblico 20 del 2011”.

Per farla breve, le somme illegittimamente erogate provenivano da fondi regionali, mentre quelle “recuperate” erano il frutto di finanziamenti europei.

Una somma complessiva che sfiora i 4 milioni di euro, per buona parte provenienti dall'Europa. Che adesso chiede alla Regione di restituire i fondi: “Tenuto conto che il tasso di cofinanziamento del Fondo sociale europeo – scrive l'Olaf – è del 65,5 per cento, ne consegue che il contributo che non è stato utilizzato per i fini previsti dai regolamenti comunitari è pari a 2,578 milioni di euro. L'Olaf ritiene che tale contributo debba essere recuperato”.

Per la vicenda degli extrabudget, somme aggiuntive erogate agli enti in occasione dei Piani regionali della Formazione, come detto, la Corte dei Conti ha già condannato in primo grado per il presunto danno erariale Patrizia Monterosso (a 1,3 milioni), l'ex governatore Raffaele Lombardo (220 mila euro) e un gruppo di ex assessori: Santi Formica (dovrà restituire 379 mila euro), Carmelo Incardona (830 mila euro), Luigi Gentile (224 mila euro), la dirigente Alessandra Russo (378 mila euro), Maria Carmela Di Bartolo (474 mila euro), Salvatore di Francesca (108 mila euro) e l'ex dirigente del servizio Rendicontazione, Nino Emanuele (365 mila euro).
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