Formazione, le tante cause della perdita di 8000 posti di lavoro

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(immagine di repertorio)

22.12.2020 - Sulla perdita del lavoro di 8000 lavoratori della formazione, sui social si punta il dito, in prevalenza, solo contro la Cisl e sullo Ial e si mette in secondo piano che in concorso con la Cisl e lo IAL hanno contribuito alla grave ingiustizia dei licenziamenti "senza giusta causa o giustificato motivo", anche altri sindacati ed altri enti come l'Anfe, il Cefop e quasi tutti gli enti storici falliti.

La cosa poi incredibile e' che quasi nessuno cita Crocetta che si puo' definire l'utilizzatore finale che gli altri politici hanno usato, per distruggere il sistema, annientando tutto quello che c'era dentro e sopratutto i lavoratori.

Anche se mi dispiace dirlo, in parte anche  molti lavoratori hanno qualche colpa, sopratutto per non avere dato il loro contributo alla rivendicazione del diritto, supportato dalle leggi regionali tutt'ora in vigore, lasciando soli  quei 20, massimo 100, loro colleghi, i quali, prendendosi anche qualche denunzia, ancora oggi, scendono in piazza,  ma restano inascoltati e presi in giro dal politico di turno.

Al contrario 3000 ex pip saranno stabilizzati perche' in 3000 sono scesi in piazza per rivendicare i loro diritti.

Non dimentichiamo come si comportano alcuni detentori del potere che si piegano solo quando vedono la protesta numerosa.

Ricordate il milione di lavoratori scesi in piazza che fecero saltare il Governo Berlusconi?

Certo qualcuno dira', ma se a rappresentare i lavoratori della formazione ci sono personaggi che si creano una situazione a loro favore perche' "sono padri di famiglia", e' normale che si determini l'impossibilita' di essere tutelati!.

Vero e'... ma e' anche vero che in altri settori, realmente  sindacalizzati, agli uomini o le donne ai vertici che la pensano cosi',  gli iscritti non li fanno entrare nelle segreterie, nemmeno per fare le pulizie!.

Buone feste a tutti i lettori di LinkLav

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