Sicilia: gli Assessori e la mossa del cavallo

 

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Sicilia: gli Assessori e la mossa del cavallo.....non riuscita!

06.10.2020 . La mossa del cavallo è un modo di dire entrato nel comune linguaggio politico e giornalistico. Nel dizionario Zanichelli, la mossa del cavallo, viene definita come lo spostamento a elle di questo pezzo sulla scacchiera ma anche, in senso figurato, di una iniziativa abile e inattesa. Permette al giocatore che la utilizza, di liberarsi da un impedimento o di uscire da una situazione critica.

Direte ma che c’entra “in senso figurato con gli assessori della formazione e del lavoro della regione Sicilia”?

Quale può essere una iniziativa abile e inattesa che a loro permette, di liberarsi da un impedimento o di uscire da una situazione critica?

Semplice, ignorare le richieste di incontro dei lavoratori che aderiscono al sindacato Sifus Confali, nonostante il presidio organizzato sotto gli uffici dell’Assessorato della Formazione professionale ma anche disertare un incontro da loro stessi convocato.

Alla vigilia dell'incontro c'era tanta attesa, da parte del gruppo drigente del Sifus e forse anche la speranza di addivenire ad un percorso per risolvere la vertenza.

Come leggere questa ingiustificata assenza......forse un  iniziativa abile e inattesa per provocare qualche reazione nervosa? 

Per fortuna i rappresentanti sindacali, constatando l’assenza degli interlocutori diretti, hanno dimostrato grande senso di responsabilità, soprattutto, chiudendo civilmente una riunione  che senza gli assessori non avrebbe avuto nessun motivo di iniziare.

Certo questa assenza degli assessori alla riunione, così come continuare ad ignorare il presidio non trova nessuna giustificazione.

La settimana scorsa a Termini Imerese nel corso della campagna elettorale per l’elezione del sindaco è intervenuta il Ministro del Lavoro Catalfo che ha rassicurato alcuni ex lavoratori della formazione ribadendo l’impegno del Ministero del Lavoro sulla risoluzione della vertenza, ma secondo noi l’epilogo definitivo avverrà soltanto nelle aule dei tribunali dove le sentenze sulla mancata applicazione delle leggi regionali che tutelano i lavoratori della formazione, non potranno che dare ragione a migliaia di lavoratori che senza motivo si sono ritrovati in mezzo ad una strada.

Purtroppo questo potrebbe avvenire non nell’immediato e ci dispiace vedere i lavoratori protestare civilmente ma soprattutto ignorati da coloro che non sanno dare una risposta, rispetto ad una semplice richiesta: ”perché non avete e non volete applicare la legge regionale 25/93”?

Il blog di Enzo Romano

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