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Formazione, l'Assessore Scavone incontra il SIFUS CONFALI

 

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06.06.2020 - Oggi, dopo un mese di presidio presso l'assessorato al Lavoro e presso l'assessorato all' Istruzione e formazione professionale, condotto e portato avanti con determinazione da parte degli operatori della formazione professionale, sostenuti nella vertenza dal Sindacato Sifus Confali, si svolgerà l'incontro presso l'assessorato al Lavoro, dove le rappresentanze del sindacato Sifus Confali, sono state convocate.

L'oggetto dell'incontro dovrebbe riguardare il parere dell'avvocatura dello stato per quanto riguarda l'applicazione e la vigenza della legge 25/93

Curiosi di sapere cosa diranno l'assessore al lavoro Scavone e il dott.Lo Iacono in rappresentanza dell'On Lagalla, non possiamo fare a meno di esprimere a riguardo, la nostra opinione .

Come è noto la Sicilia è una regione a statuto speciale che oltre a dare lustro e ad elargire  quattrini ai suoi deputati, può promulgare proprie leggi con particolare riferimento alla formazione professionale di cui in particolare modo è competente.

Tergiversare o chiedere pareri su una legge in vigore dal 1993, mai abrogata, ci sembra strano, tanto strano.

Così com'è strano, tanto strano che solo nei giorni scorsi, alla Regione Sicilia si sono accorti che ci sono fondi nazionale e comunitari cosidetti dormienti. 

A seguito di questa scoperta  il Presidente Musumeci, nel corso di un incontro a Palazzo Orleans, ha formalmente chiesto ai dirigenti generali di indicare le priorità di spesa, in base ai risultati delle "misure più performanti"per procedere  con la chiusura dei singoli interventi per "liberare" le risorse.

«Si tratta - ha sottolineato il presidente Musumeci - di alcuni miliardi di euro "dormienti" da anni nelle pieghe dei Programmi di spesa extra bilancio, a causa di un sistema informatico disomogeneo e antiquato.

E' strano tanto strano, ma sopratutto brucia tanto, apprendere che ci sono alcuni miliardi dormienti da alcuni anni, se pensiamo a tutti i super tecnici e consulenti pagati senza avere mai prodotto un bel nulla ed al benessere che avrebbero dato al popolo siciliano l'utilizzo di questi fondi europei e nazionali.

Non solo per le infrastrutture ma anche per la formazione professionale e per l'occupazione in generale.

Altro che l'elemosina del reddito di cittadinanza, con quei miliardi in una regione governata da politici seri ci sarebbe stato sviluppo e lavoro.

Adesso speriamo che una parte di questi miliardi dormienti finalmente vengano utilizzati, anche per i lavoratori ingiustamenti licenziati della formazione professionale, gli unici, seppure incolpevoli a pagare anche per il latrocinio (ruberia perpetrata sotto l'apparenza della legalità) commesso  da alcuni esponenti politici saliti alla ribalta della cronaca giudiziaria.

Chiudiamo, visto la disponibilità fino a qui dichiarata dal Ministero del lavoro a trovare una soluzione per i lavoratori della formazione professionale,  che anche gli assessori regionali oggi, si facciano carico di chiudere positivamente questa vertenza in ossequio alla legge 25/93.

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