Formazione, la frammentazione sindacale vanifica la vertenza

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Formazione, la frammentazione sindacale vanifica la vertenza

15.04.2019 - Come abbiamo scritto precedentemente, a proposito della vertenza dei lavoratori della formazione, rivendicare  che  riguarda 8000 lavoratori e poi, a presentarsi in piazza per  manifestare, sono circa 80 persone, non incanta nessun politico o politicante di turno. 

Si dice che quando i lavoratori manifestano sotto i palazzi della regione o degli assessorati, c'è sempre il politico di turno che da qualche finestra guarda giù e quasi sempre quando si tratta dei lavoratori della formazione esclama: "mi quattru atti sunnu". "Ma runni anna agghiri!".

Poi lo stesso politico, quando esce dal palazzo della Regione, magari per pura cortesia, scambia con i lavoratori quattro chiacchere, a volte, anche, qualche dichiarazione di impegno, ma poi finisce tutto lì.

Discorso diverso è invece quando i rappresentanti della politica regionale si trovano a dovere fronteggiare le OO.SS dei Forestali, degli ex Pip, della Blutec etc etc.

Ci sembra doveroso precisare che in quelle vertenze, i sindacati che rappresentano i lavoratori, sia confederali che autonomi, marciano uniti, unitari e senza fughe in avanti.

In questi giorni è stato firmato al Dipartimento Regionale per il lavoro il cronoprogramma per il definitivo passaggio in Resais dei 2600 ex pip.

Va subito detto che, le manifestazioni, le proteste, i presidi e i sit.in, hanno registrato la presenza di quasi tutti i 2600 lavoratori, supportati unitariamente da ben nove organizzazioni sindacali: sia confederali, sia autonome.

Nella vertenza Blutec, per organizzare il presidio sotto il Ministero del Lavoro, i sindacati che rappresentano i lavoratori sia della fabbrica che dell'indotto hanno, a loro spese,  riempito diversi pulman che sono partiti per Roma.

Ma qual'è il motivo che negli altri settori, arrivano i risultati e per la formazione si parla sempre di tavoli, tavolinetti e tavolini?

Qualcuno penserà che sono più bravi i sindacati di quelle categorie, noi invece diciamo che sono più bravi i lavoratori che impongono alle OO.SS l'unità sindacale sulla gestione della vertenza.

Ritornando alla vertenza della formazione, come leggiamo sui social,  è giusto sottolineare che molti lavoratori, rivendicano, mille ragioni, per non volere l'unità sindacale con i confederali.

Del resto anche i dirigenti sindacali delle stesse OO.SS confederali ed autonome, ogni qualvolta che sono state convocate, unitariamente, in assessorato, hanno chiesto di essere riconvocati in tavoli separati.

Purtroppo il risultato di questa frammentazione, rende vincente la politica che ha tutto l'interesse, nella formazione, a crearsi un nuovo bacino precarizzato e portatore di voti.

Intanto mentre  l'11 aprile le OO.SS: - COBAS, IRRIDUCIBILI ed USB -  venivano convocate a ROMA per il fantomatico  tavolo istituzionale di cui sappiamo l'esito, (Formazione, esito dell'incontro al Ministero del Lavoro dell'11.04.2019)  Flc Cgil Sicilia,Cisl Scuola, Uil Scuola Sicilia, il giorno prima,  convocati dall'assessore  concordavano, tra l'altro  di istituire un tavolo permanente tra i tecnici dell’Assessorato regionale, le organizzazioni sindacali e quelle datoriali. (Formazione, Flc Cgil Sicilia,Cisl Scuola, Uil Scuola Sicilia: sì al tavolo permanente).

Il solito gioco delle tre carte!

E così tra un tavolo e l'altro che quasi sempre fa restare i problemi irrisolti, qualche sit-in di protesta che fa dire al politico di turno, "mi quattu atti sunnu, runni annna ghiri",  giorno dopo giorno, si allontana per migliaia di ex lavoratori della formazione, l'ipotesi, non solo di rientrare a lavorare, ma anche la possibilità di un sostegno al reddito.

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