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La formazione è da dimezzare, un piano da oltre tremila esodi

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28.01.2019 -

Giacinto Pipitonepalermo

Il piano è ancora in fase di gestazione fra Palermo, dove è stato elaborato, e Roma. L’obiettivo è ridurre di oltre la metà il personale che gravita nell’orbita della formazione professionale attraverso prepensionamenti e ricollocamenti in altri settori.

Di tutto questo l’assessore regionale alla Formazione, Roberto Lagalla, ha parlato giovedì con il ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Secondo l’ultimo censimento, nell’orbita della formazione ci sono circa 8.500 fra docenti, personale amministrativo e una quota di ex sportellisti (sono circa 1.700). E tuttavia l’assessorato ha motivo di ritenere che fra 3 mila e 3.500 persone che oggi risultano iscritte all’albo dei formatori non siano più interessate a rientrare nel sistema: non hanno risposto alle richieste dell’amministrazione.

Il reale bacino su cui intervenire - ha spiegato Lagalla al ministro - è di circa 5 mila persone, al massimo 5.500. E da qui in assessorato si è partiti per provare ad alleggerire il settore. Nei corsi riattivati quest’anno sono stati reimpiegati circa 2.700 formatori. Questi lavoratori, calcolano in assessorato, sono ormai rientrati a pieno regime negli enti e il loro posto dovrebbe essere al sicuro.

Dunque è su tremila persone che bisogna intervenire. E la prima soluzione ipotizzata in assessorato è il prepensionamento. Lagalla sta cercando di calcolare quanti di questi lavoratori possono uscire dal sistema-formazione sfruttando semplicemente la quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) introdotta dal governo nazionale. Chi non raggiungerà quota 100 verrà accompagnato sfruttando altri strumenti, fra cui il fondo di garanzia della Regione che - assicura Lagalla - per ora ha una buona disponibilità: la Regione è pronta a mettere sul piatto una trentina di milioni per gli scivoli.

Alla fine dovrebbero essere circa 3 mila gli esodi. Poi resterà il problema dei 1.700 sportellisti: personale rimasto senza lavoro quando sono stati chiusi gli sportelli di orientamento. Per loro si è aperta una speranza legata alle assunzioni che proprio Di Maio sta programmando per attivare il reddito di cittadinanza. Ma, sia che si parli dei navigator che del personale dei centri per l’impiego, la strada per gli sportellisti è per ora sbarrata da un paletto: per queste figure il ministero pensa a personale laureato e solo 500 dei 1.700 sportellisti hanno la laurea. La trattativa per questo personale si fa più lunga malgrado la commissione Lavoro dell’Ars e i sindacati spingano per un’assunzione in deroga alle norme nazionali. «Il confronto proseguirà nelle prossime settimane – hanno detto Lagalla e l’assessore al Lavoro Mariella Ippolito -. Il ministero ha confermato la necessità di un percorso condiviso per giungere ad azioni finalizzate oltre che al sostenibile assorbimento dei lavoratori all’interno dei bacini della formazione e delle politiche attive del lavoro, anche alla riqualificazione occupazionale di una parte di essi e all’accompagnamento della restante parte verso misure di continuità delle tutele sociali e di agevolazione pensionistica».