Ciapi di Priolo senza pace: in mille ancora senza lavoro

04/11
Giornale di Sicilia
Pagina 4
Lavoro
IL CASO. A causa dei ritardi mancano gli allievi. Il presidente Ortisi: sono stati avviati solo 100 dei 312 corsi previsti.
Ciapi di Priolo senza pace: in mille ancora senza lavoro

I corsi non decollano, i lavoratori rischiano il posto. È scattata di nuovo l' emergenza al Ciapi di Priolo.
L' ente regionale che dovrebbe svolgere i corsi di formazione tolti agli enti colpiti da inchieste non riesce a trovare gli allievi. C' è un crollo di interesse verso corsi vecchi, alcuni risalenti anche a due anni fa, iniziati da enti che non ci sono più e che dovrebbero finire adesso in strutture del tutto nuove.
Ma andiamo con ordine. Da un anno la Regione punta a dirottare verso il Ciapi di Priolo la gestione dei corsi e del personale che sono stati tolti agli enti finiti in inchieste giudiziarie o amministrative (Ial, Cefop, Ancol, Lumen e così via). In pratica, durante la gestione Scilabra a decine di enti è stato tolto l' accreditamento (cioè la patente per svolgere i corsi) e dunque sono stati ritirati anche i finanziamenti.
A quel punto soldi e docenti sono stati assegnati al Ciapi che dovrebbe portare avanti i progetti da ente sostituto.
Doveva essere una soluzione per almeno 1.415 persone che hanno perso il posto nei mesi scorsi. E il governo ha fatto la sua parte stanziando 33 milioni (la quota persa dagli enti espulsi dal sistema). Ma i problemi stanno venendo al pettine adesso. «Finora- spiega Egidio Ortisi, presidente del Ciapi di Priolo- siamo riusciti aim piegare solo 400/500 persone. Perchè avviamo i corsi solo quando abbiamo la certezza che ci siano anche gli allievi». E poichè si tratta di allievi che hanno frequentato i primi anni di percorsi triennali, l' amministrazione sta ri contattando uno a uno gli interessati.
«Dovevamo avviare 312 corsi- aggiunge Ortisi- ma siamo fermi a 100 e speriamo di poter arrivare almeno a 200». Con meno corsi riattivati, ci so no meno persone al lavoro. Ecco perchè molti dei formatori e delle altre categorie inseriti in graduatoria non sono stati ancora chiamati per prendere servizio. Tra l' altro gli ultimi provvedimenti di espulsione di enti (Enfap ed Ecap Agrigento) rischia di portare a duemila il numero di lavoratori senza posto.
Ed ecco perchè gli enti rimasti in vita hanno preferito in questa fase ricorrere a contratti di solidarietà piuttosto che dichiarare esuberi senza paracadute. Col contratto di solidarietà spiega Giuseppe Raimondi della Uil si perdono circa 400 euro lorde al mese e la retribuzione nette scende quindi intorno ai mille euro. Il posto resta quindi salvo. Mentre il personale trasferito al Ciapi è considerato in esubero e avrà un contratto solo per sette mesi: poi si dovrà decidere se ricorrere alla cassa integrazione o a prepensionamenti. GIA. PI.

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