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Formazione, la rassegna stampa del 28.06.2018

 

 ars

Con 31 sì l’Ars ha approvato  il ddl collegato, dopo che la riunione dei capigruppo ha accolto l’indicazione del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e messo da parte gli emendamenti al testo di 9 articoli, prelevandone soltanto 3 che riguardano i dipendenti della Sas, gli ex sportellisti e i lavoratori precari dei comuni in dissesto.

Tra le norme contenute nel documento finanziario c'è quella che prevede la fusione tra Ircac e Crias e la nascita dell’Irca, che assorbirà i dipendenti dei due istituti, l’articolo in materia di controllo sulle società partecipate; quello sul Corpo forestale; e poi le disposizioni in materia di consorzi universitari, sulla formazione professionale, sull'apertura dei siti del patrimonio culturale regionale.

Il testo degli emendamenti sulla formazione professionale

 

 

Assemblea Regionale Siciliana

20

XVII LEGISLATURA

52a SEDUTA

27 giugno 2018

     

Comunico che è stato presentato l’emendamento di riscrittura 5R, del Governo.

CRACOLICI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo un chiarimento all’Assessore che penso sia il proponente di questo articolo, perché diciamo, tra le disposizioni che sono qui contenute ve ne è una nuova, ovvero l’utilizzo di due albi: un albo legge 24 e un albo dopo la legge 24, sostanzialmente.

Ora, noi in questi anni abbiamo avuto una serie di pronunce, ripetute, del TAR che ha, giusto o sbagliato non lo so - io non sono un giurista - mi limito a prendere atto delle sentenze che hanno bloccato le procedure anche dei bandi che, come l’Assessore ricorderà sono leggi speciali e come tali avevano forza di legge speciale e pure i TAR ne hanno rilevato profili di incostituzionalità.

Noi qui stiamo istituendo una priorità che è una priorità – la priorità è priorità – ma nello stesso tempo una priorità distinta a due albi. Per cui, c’è una priorità 1 e una priorità 2 e poi c’è il resto del mondo.

A me pare che questo sistema complichi ancora di più le procedure che fino ad oggi hanno bloccato il meccanismo di attivare gli Enti ed i corsi di formazione professionale. Perché, se prima le pronunce dei TAR hanno rilevato che non ci può essere una forma – che tra l’altro con fondi anche e con le procedure del fondo sociale, anche con fondi nazionali - non possono esserci meccanismi che discriminano l’accesso non dei soggetti che fanno la formazione, di soggetti che fanno i formatori, con questa norma stiamo praticamente distinguendo in un ulteriore sottospecie i relativi albi. Perché noi fino ad oggi, giusto o sbagliato, abbiamo rinnovato.

C’è una legge che prevede che ogni anno, credo, l’albo viene ripubblicato e, quindi, aggiornato secondo le richieste che via via si fanno, ma è l’albo di cui a quella legge.

Qui stiamo dicendo c’è un albo che si cristallizza ad una certa data – immagino – ed un albo per tutti i rinnovi che sono intervenuti successivamente che diventa l’albo “se c’è posto”. Io credo che, ripeto, questa norma ci complicherà – e chiedo all’assessore di convincermi del contrario – perché credo che complicherà più la vita di quello che noi stessi immaginiamo.

Quindi, spero che l’Assessore spieghi il senso di questa norma.

DI MAURO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI MAURO. Signor Presidente, io mi rivolgo all’assessore Lagalla, perché vede, Assessore, non c’è dubbio che coloro i quali hanno fatto ricorso, non c’è dubbio che chi ha fatto ricorso ed è in possesso – aggiungo alle cose dette dall’onorevole Cracolici – di una sentenza passata in giudicato, con cui si chiedeva l’inserimento nell’albo, costituisce insieme agli altri, di cui alla legge 24 assunti per esempio nel 1980 sono nelle stesse condizioni.

Quindi, ci sono quelli che hanno lavorato dagli anni ‘80, tanto per citare un esempio, e quelli che comunque hanno lavorato dopo il 2008 e che comunque sono in possesso di una sentenza passata in giudicato in cui è stato riconosciuto loro il diritto di essere inseriti nell’albo. Quindi, tutti questi a mio parere dovrebbero essere nello stesso albo. Dopodiché, quando lei qui cita: “Tutte le altre istanze confluiscono in un apposito e separato elenco, cui fare ricorso, esclusivamente, nell’ipotesi di impossibilità di reperire le relative figure professionali nell’ambito dell’albo predetto.” Cosa vuol dire, che se ci sono persone che presentano un’istanza di volere insegnare, di volere fare qualche cosa, che non hanno mai lavorato nella formazione professionale, possono essere assunti, qualora l’ente non abbia nell’ambito degli iscritti nell’albo le professionalità adeguate?

Se mi chiarisce, Assessore.

FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FIGUCCIA. Signor Presidente, in realtà, all’Assessore volevo chiedere alcuni chiarimenti, perché, tutto sommato, insomma, è stanziata una congrua somma, non pensavo mi sarei ritrovato d’accordo con l’onorevole Cracolici ma, vedo che anche l’intervento Di Mauro va in questa direzione.

Essendo, lei sa, Assessore, che il settore della formazione in questo momento vive una condizione assolutamente difficile e particolare, essendo che lei sa, Assessore, che, proprio in questo momento, sotto questo Palazzo, ci sono diversi soggetti che stanno vivendo una condizione di difficoltà e di disagio, ci sono addirittura degli uomini e delle donne che sono in digiuno, qui, da 3 giorni, sotto il Palazzo, anche se forse non è il momento, ancora, perché lo affronteremo, non appena arriveremo agli emendamenti, che non vorrei siano stati tagliati fuori, perché chiederemmo in quel caso, a rischio di bloccare l’Aula, che quegli emendamenti vengano ripresi ed allora, quando si tocca questo campanellino d’allarme, suona forte, rispetto ai temi della formazione e delle politiche attive.

Chiederei, allora, all’Assessore, per favore, di precisare ma, ne conosco, certamente, la sensibilità e la serietà, essendo che abbiamo anche condiviso alcuni emendamenti, uno in particolare che va incontro alle esigenze degli operatori della formazione ma, a questo, si unisce, ovviamente, anche l’altro, presentato trasversalmente, insieme a tanti colleghi parlamentari presenti in Aula, quello sulle politiche attive del lavoro.

Ed allora, se, per favore, assessore Lagalla, su questo può precisare meglio qual è l’intendimento del Governo e cosa, effettivamente, si intende quando si fa riferimento all’utilizzo di quelle somme per l’attività di monitoraggio e valutazione, considerato che ogni euro tolto in questo momento a quel capitolo, è un euro che, in qualche modo, viene tolto a forza lavoro che, per colpa, certamente, non di questo Governo, ma di quello precedente, oggi, sta vivendo una condizione drammatica che ha portato, per l’appunto, quella gente a stare, proprio in questo momento, piazzata sotto il Palazzo, in tenda, in una condizione di digiuno.

Per favore, quindi, assessore Lagalla, se può dare qualche chiarimento su questo articolo.

LAGALLA, assessore per l’istruzione e la formazione professionale. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LAGALLA, assessore per l’istruzione e la formazione professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma che viene portata oggi all’attenzione di quest’Aula, è una norma che riceve particolare attesa da un settore che da troppi anni non ha trovato né decisioni utili né possibilità di recuperare funzionalità e momenti di coesione.

Ad oggi, esiste un albo che, alla data dell’ultimo provvedimento utile di certificazione dell’appartenenza all’albo, perché formulato attraverso una richiesta di accesso ed una risposta congruente da parte del competente dipartimento, conta circa 8.500 persone, compresi gli operatori degli sportelli per l’impiego. E, sostanzialmente, può essere riferito, in larghissima parte, agli operatori già presenti alla data del 31 dicembre 2008, oltre tutti quegli esiti di procedimenti giurisdizionali che hanno trovato da parte degli interessati accoglimento favorevole e, quindi, inserimento ratificato e compreso all’interno dell’albo stesso.

Oggi le risorse messe a disposizione con bando – che, come ricordava correttamente l’onorevole Cracolici, essendo lex specialis, fissa, evidentemente, dei criteri già prevedendo la priorità per coloro i quali appartengono allo stesso albo – evidentemente si avvalora ulteriormente attraverso questa norma, che è una norma che pone accanto al riferimento alla priorità l’evidenza della sanzionalibilità, laddove non sia giustificato di altro e diverso personale. Questo per l’ovvia e intuibile ragione che l’intero contingente, censito più recentemente dall’Assessorato con riscontro pari a circa il 70 per cento dello stesso contingente, cioè hanno risposto alla nostra richiesta di conferma e di approfondimento dei dati circa 5.700 persone … ma è assolutamente evidente che all’interno di un cerchio, inevitabilmente più ristretto sul piano delle risorse disponibili, non tutto l’intero contingente potrà trovare utile e proficuo inserimento.

E’ il motivo per il quale il Governo, accanto a questa misura di protezione e di tutela di operatori e lavoratori che vivono nel dramma da circa cinque anni per effetto della totale abolizione delle iniziative formative in questa Regione, ecco perché il Governo – dicevo – non solo si preoccupa della tutela di questo contingente storico, ma al tempo stesso sta procedendo ad ulteriori interventi, relativi tanto alla facilitazione dei pensionamenti – il che avverrà attraverso l’analisi dei dati relativi al censimento di cui ho parlato – alla riqualificazione del personale verso forme di impegno nel sistema del digitale e attraverso la riqualificazione e il ripianamento e rimpinguamento del fondo di garanzia per come è previsto dalla combinazione del comma 3 e del comma 4.

Ecco perché si tratta di una misura legislativa a tutela di operatori che sono stati sacrificati immeritatamente. Si tratta di un fatto transitorio sul piano temporale, perché, come correttamente ricordava qualcuno, la prospettiva di medio termine che il Governo e questo Parlamento insieme dovranno fare è quella di una revisione complessiva della legge n. 24/1976, alla quale, d’intesa con la Commissione, ci apprestiamo per il prossimo futuro. Grazie signor Presidente.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento 5R. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)

Onorevoli colleghi, del “collegato” rimangono solo questi tre emendamenti che sono stati presentati, A 158, A 159 e A 160, però mi sembra di capire con l’accordo di tutti i partiti, perché se non ci fosse stato questo accordo nella Conferenza dei Capigruppo non li avrei fatti votare.

PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo deciso di valutare

questi tre emendamenti per cui lo facciamo.

Pongo in votazione l’emendamento A 158.

CRACOLICI. Non è stato distribuito!

PRESIDENTE. So che è stato distribuito!

Pongo in votazione l’emendamento A 158. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’emendamento A 159. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)

Formazione in Sicilia, firmata l'intesa: più controlli dei carabinieri sugli enti(gds.it)

Maggiore  controllo sugli enti di formazione in Sicilia. A questo scopo è stato siglato un accordo tra Regione e comando dei carabinieri per garantire legalità dell’azione amministrativa e osservanza dei requisiti richiesti.

E’ stato perciò firmato il “Protocollo d’intesa per il coordinato raccordo delle attività ispettive e di vigilanza, concernenti l’applicazione delle disposizioni normative in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale da parte degli organismi formativi”, tra l’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale, l’assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro e il comando dei carabinieri per la tutela del lavoro.
Il comando dei carabinieri  metterà a disposizione 16 unità specializzate aggiuntive per un totale di 67 uomini, utili a garantire un efficiente livello di controllo e analisi dell’intero sistema.
In questo modo verranno riavviate le attività della formazione professionale siciliana, all’insegna di un rafforzamento delle attività ispettive, di verifica e monitoraggio di tutti gli adempimenti a carico degli enti, come previsto dal decreto presidenziale n.25 del 1 ottobre.
“Ringrazio sentitamente il comando dei carabinieri che, attraverso una formazione specifica, disporrà ulteriori unità per potenziare le attività di vigilanza. Il rafforzamento dei controlli è indispensabile, perché se vogliamo rilanciare la formazione professionale, ciascun organismo deve osservare correttamente quanto richiesto durante l’intero processo di avvio e gestione dei percorsi formativi –  ha spiegato l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale Roberto Lagalla - Questo protocollo d’intesa rappresenta una tutela sia per gli allievi che per gli enti stessi e serve a garantire il rispetto delle regole e la massima trasparenza delle procedure”.
“Formazione e lavoro confermano la loro correlazione sociale in questo governo Regionale che tiene a cuore l'inserimento lavorativo di donne e uomini pronti alle nuove sfide del mercato – ha dichiarato l’assessore alla Famiglia Mariella Ippolito - A monte di questo processo va assicurato il principio di correttezza e legalità, di cui i carabinieri per la tutela del lavoro sono garanzia certa per l'esperienza quotidiana e tangibile, che offrono anche al servizio del dipartimento regionale del Lavoro e dell'economia sana della Sicilia”.

Formazione professionale, lavoratore minaccia di buttarsi da un balcone di Palazzo d’Orleans 

Attimi di tensione oggi durante una protesta dei lavoratori della Formazione professionale ed ex sportellisti a Piazza Indipendenza. Un lavoratore ha minacciato di gettarsi da uno dei balconi di Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione Siciliana.  Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine.

Da lunedì va avanti la protesta dei lavoratori, con alcune persone che hanno anche praticato lo sciopero della fame e dormito per strada, che chiedevano di essere ricevuti dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per avere garanzie sulle norme che li interessano, che dovranno essere inserite nel collegato alla Finanziaria.

Dopo la protesta, il governatore ha ricevuto una delegazione dei lavoratori della Usb e degli ‘indipendenti’, coloro che non aderiscono ad alcun sindacato, dando garanzie sul fatto che monitorerà personalmente la questione e seguirà gli sviluppi della discussione all’Ars.

“Una delegazione dell’USB unitamente ad una delegazioni dei Lavoratori Liberi ex Sportelli Multifunzionali, sono stati ricevuti dal Presidente Nello Musumeci, alla presenza degli assessori Roberto Lagalla e Toto Cordaro e del Direttore Generale Silvia – è la nota diffusa dall’Usb – L’assessore Lagalla ha esposto una serie di iniziative messe in campo per la tutela dei lavoratori assunti entro il 31/12/2008, a partire all’istituzione del fondo di garanzia per chi dovesse rimanere fuori dal circuito lavorativo, il prepensionamento per chi ne avrà diritto e l’emendamento sull’elenco ad esaurimento che mira a tutelare i lavoratori storici. Quindi è indubbio che adesso è tutto nelle mani del parlamento siciliano e si teme la richiesta del voto segreto con il rischio che possa essere affossato lo stesso emendamento. Relativamente agli sportelli multifunzionali, il governo dichiara che darà l’assenso favorevole all’emendamento presentato dall’onorevole Sergio Tancredi, incardinato nel collegato e controfirmato da quasi tutti i deputati dei vari gruppi parlamentari. In questo caso si teme che possa essere cestinato a causa dell’ostruzionismo di chi ha ritenuto opportuno non trattarlo nella commissione di merito. I lavoratori – conclude la nota – dichiarano che continuano il presidio permanente e lo sciopero della fame fino a quando non ci saranno risposte tangibili”.