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Formazione, si replica una fiction già vista

ars

Il 22 maggio presso la Quinta  commissione all'Ars si è tenuta l'audizione dell'Assessore, degli Enti e della associazioni sindacali in merito alla regolamentazione del personale della formazione professionale. Audizione dell'Assessore, degli Enti e delle OOSS in merito alla regolamentazione del personale della formazione professionale.

Tra le note di rilievo sicuramente il dato fornito dall'on. LAGALLA, che si riferisce all'albo ex articolo 14 dove  rispetto alle unità presenti al 31 dicembre 2008, cioè 8531, all'interpello  avviato dall'assessorato hanno risposto in 5132 unità.

Inoltre l'assessore ha tenuto a precisare che rispetto all'incertezza di un settore che si riteneva  fosse pubblico, il lavoratore che ha prestato la propria attività professionale nella formazione non è un dipendente della Regione, ma  è un lavoratore che vanta una posizione giuridica di natura privatistica.

Rispetto alla salvaguardia occupazionale dei lavoratori licenziati e che non dovrebbero trovare una collocazione l'assessore ha informato che si stanno  valutando alcune soluzioni, tra cui modalità di fuoriuscita   e forme di riqualificazione.

Si replica una fiction già vista

Ma dopo tutti questi mesi dall'insediamento, l'assessore valuta ancora quale soluzione applicare?   Proclami annebbiati  con la polverina negli occhi dell'albo che tutela ma fino ad un certo punto in quanto da sempre l'assunzione dall'albo puo' essere elusa attraverso i requisiti ed i titoli di un formatore. Ad esempio se un Ente vuole scavalcare un docente d'informatica, in possesso del diploma che nella formazione ha contribuito a formare da anni gli allievi, in passato anche della pubblica amministrazione,  chiede come requisito la laurea, la priorità va a farsi benedire!.

Come dice qualcuno, con l'albo non si mangia e come fece il governo Crocetta ad illudere i lavoratori, partendo proprio dagli inutili proclami che prevedevano l'assunzione prioritaria dall'albo, proseguendo con le modalità di fuoriuscita degli esuberi, la riforma della legge 24, ci sembra di rivedere una fiction già vista!.

Vero è che è necessario garantire la ripresa del sistema che il sistema, ora  che è ripartito non venga nuovamente bloccato, ma è anche vero che la regione con il governo precedente non ha fatto nulla per impedire  i licenziamenti collettivi di migliaia di lavoratori ed è anche vero che da questo Governo Musumeci, fin dall'insediamento, sono state prospettate soluzioni che garantirebbero i lavoratori i quali tra interventi e servizi, adesso  si sono ridotti a 5132.

Riportiamo le dichiarazioni dei Gestori degli Enti rilasciate in Quinta  Commissione sull'emendamento relativo all'albo

Il dott. SCUDERI, presidente ASEF, sostiene, invece, che l'emendamento risulta decontestualizzato, atteso che si        tratta   di un tema che andrebbe affrontato   in   via       sistematica.   Infatti, non si tiene in considerazione        dell'Avviso   pubblicato tre anni fa,   e   un'eventuale        approvazione potrebbe comportare un ritardo nell'avvio       delle procedure. Ricorda che gli enti hanno una natura        giuridica privata e obbligarli ad assumere personale non        garantirebbe   loro la libertà di iniziativa   privata.      Rappresenta, inoltre, il mancato rispetto della continuità       per gli enti stessi, che, invece, dovrebbero garantire la        continuità occupazionale.     

Il   dott. OLIVERI, presidente ASSOFOR, solleva   dubbi        sull'emendamento, trattandosi di un problema complesso che        merita un approfondimento e un'analisi specifici, che non        possono essere affrontati in sede di collegato. Informa di        avere ricevuto dai sindacati una proposta di accordo, che        non hanno firmato, in quanto chiedono che sia esteso anche        al Parlamento, organo deputato a disciplinare la copertura        finanziaria. Sostiene che prima di affrontare la tematica        dei dipendenti, bisogna garantire la continuità lavorativa        degli enti stessi. Propone che nei periodi di inattività il        personale   assunto   a   tempo   indeterminato   venga        riqualificato, consentendo agli enti di potere continuare        ad avvalersi dello stesso.      

Il   PRESIDENTE DELLA 5 COMMISSIONE    avverte che il Parlamento   è   organo        legislativo, che non può essere parte in alcun accordo.      

Don Bruno FIORINI, presidente ENDOFAP, rappresenta le        difficoltà che gli enti sono costretti ad affrontare nel        reclutamento del personale: prima si rivolgevano ai centri        per l'impiego per l'individuazione, oggi devono procedere        meditante selezione pubblica.       Il dott. LUCIANI, presidente AREF, nel comunicare che vi        sono molti contenziosi in itinere, avverte sui profili        anche di illegittimità dell'emendamento, che solleva molta        preoccupazione per gli operatori. Chiede che non si approvi        l'emendamento e che si istituisca una commissione di        indagine       

Il dott. ALBERGONI, rappresentante ANFoP, condivide quanto        dichiarato e ribadisce che l'emendamento non possa essere        trattato all'interno del collegato. Chiede che si svolga        un'istruttoria sul tema, da affrontare nella Commissione di        merito.