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Tar, accolto il ricorso proposto da CNOS/FAP. Sentenza 11.05.2018


Pubblicato il 11/05/2018

N. 01052/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01985/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1985 del 2016, proposto da:
CNOS/FAP Regione Sicilia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Adolfo Landi, con domicilio eletto in Palermo, via Alfieri n. 36, presso lo studio dell’avv. Giuseppe Russo;

contro

- la Presidenza della Regione Siciliana;
- l’Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana;
in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici in Palermo, via Alcide De Gasperi, n. 81, sono domiciliati per legge;

per l'annullamento

- del D.D.G. n. 2027 del 04.05.2016, con cui sono stati approvati in via definitiva gli esiti istruttori di valutazione e ammissione delle istanze pervenute a valere sull'Avviso n. 4/2015 "Avviso per la realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale - seconda, terza e quarta annualità 2015-2016" e relativi allegati, specificamente l'allegato 2 relativo a "Progetti non ammessi a valutazione per difetto di requisiti formali";

- del D.D.G. n. 785 del 03.03.2016, di approvazione in via provvisoria degli esiti relativi alla fase di ammissibilità delle proposte progettuali;

- ove occorra, dell'Avviso n. 4/2015 "Realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale seconda, terza e quarta annualità a.s.f. 2015-2016", nella parte in cui non prevede il ricorso al potere di soccorso istruttorio in via integrativa nelle ipotesi di mere irregolarità formali riscontrate a carico della documentazione attinente alle proposte progettuali;

- di ogni altro atto e/o provvedimento relativo al predetto procedimento e, allo stato, non conosciuto.

nonché per il riconoscimento, in favore dell'Associazione CNOS-FAP del diritto al risarcimento del danno sofferto in conseguenza dell'illegittimo diniego opposto con conseguente condanna dell'Amministrazione a rifondere tale danno.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio della Presidenza della Regione Siciliana e dell’Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, e vista la documentazione presentata;

Vista l’ordinanza cautelare n. 988/2016;

Vista la documentazione e la memoria depositate dalla parte ricorrente;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore il consigliere dott.ssa Maria Cappellano;

Uditi all’udienza pubblica del giorno 24 aprile 2018 i difensori delle parti, come da verbale;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.


FATTO

A. – Con il ricorso in epigrafe, l’Associazione CNOS/FAP Regione Sicilia ha impugnato il D.D.G. n. 2027 del 4 maggio 2016, con cui sono stati approvati in via definitiva gli esiti istruttori di valutazione e ammissione delle istanze pervenute a valere sull'Avviso n. 4/2015 “Avviso per la realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale - seconda, terza e quarta annualità 2015-2016”; e, in particolare, l’allegato 2 relativo ai “Progetti non ammessi a valutazione per difetto di requisiti formali”, nel quale la ricorrente risulta inserita per quattro proposte formative.

Con lo stesso ricorso ha impugnato il D.D.G. n. 785 del 3 marzo 2016, di approvazione in via provvisoria degli esiti relativi alla fase di ammissibilità delle proposte progettuali; nonché, l’avviso n. 4/2015 se inteso nel senso di non consentire il ricorso al soccorso istruttorio per mere irregolarità formali.

Espone:

- di avere partecipato al bando in questione per il finanziamento dei percorsi di formazione professionale attivati presso le sue diverse sedi (Palermo, Catania, Misterbianco, Gela e Ragusa);

- che con il gravato D.D.G. n. 785/2016 veniva disposta in via provvisoria la non ammissione di quattro corsi presso la sede di Gela, precisamente in Operatore del Benessere (seconda annualità), Operatore della Ristorazione (terza annualità), Operatore Meccanico (terza annualità) e Operatore Elettrico (terza annualità), in ragione dell’omessa sottoscrizione, da parte del legale rappresentante, di un allegato alle proposte formative;

- che, nonostante la ricorrente avesse presentato osservazioni, con il contestato Decreto n. 2027/2016 veniva disposta la non ammissione dei quattro progetti.

Avverso tale esito della procedura deduce l’articolata censura di Violazione della legge 07.08.1990, n. 241 e falsa applicazione dell'Avviso 4/2015. Eccesso di potere per carenza di istruttoria e travisamento dei fatti. Violazione del principio di raggiungimento dello scopo. Eccesso di potere per motivazione carente e illogica. Eccesso di potere per contraddittorietà infraprocedimentale. Ingiustizia manifesta. Violazione dei principi di proporzionalità, ragionevolezza, buon andamento e imparzialità.

Sostiene la ricorrente che l’Assessorato avrebbe dovuto disporre la regolarizzazione ai sensi dell’art. 6 della l. n. 241/1990, tenuto conto della presenza del documento di identità in ciascuno dei sei allegati componenti l’istanza, incluso quello non sottoscritto.

Ha, quindi, chiesto l’annullamento degli atti impugnati, nonché il risarcimento del danno asseritamente subito a causa dell’illegittimo diniego; il tutto, con il favore delle spese.

B. – Si sono costituiti in giudizio la Presidenza della Regione Siciliana e l’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, depositando documentazione.

C. – Con ordinanza n. 988/2016 è stata accolta l’istanza cautelare.

D. – In vista della discussione del ricorso nel merito, parte ricorrente ha depositato documenti e memoria, documentando l’ammissione dei corsi a finanziamento, con riserva dell’esito del presente giudizio, e rendendo noto che i corsi sono stati avviati dall’ente in data 9 maggio 2017 per concludersi il 30 aprile 2018; ha, quindi, insistito per l’accoglimento del ricorso con condanna alle spese a carico della resistente Amministrazione.

All’udienza pubblica del giorno 24 aprile 2018, presenti i difensori delle parti, come da verbale, il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

A. – Viene in decisione il ricorso promosso dall’Associazione CNOS/FAP Regione Sicilia avverso il D.D.G. n. 2027 del 4 maggio 2016, e gli atti presupposti, con cui sono stati approvati in via definitiva gli esiti istruttori di valutazione e ammissione delle istanze pervenute a valere sull’Avviso n. 4/2015 “Avviso per la realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale - seconda, terza e quarta annualità 2015-2016”.

B. – Ritiene il Collegio di confermare la delibazione assunta in fase cautelare, atteso che il ricorso è fondato, nei sensi e nei limiti appresso precisati, per ritenuta fondatezza dell’unica articolata censura.

B.1. – Deve rammentarsi che la ricorrente ha contestato la mancata ammissione a valutazione di quattro proposte formative, per difetto di requisiti formali.

Il competente Assessorato ha, in particolare, non ammesso i seguenti quattro progetti da attivare presso la sede di Gela, a causa della mancata sottoscrizione di uno degli allegati, in applicazione dell’art. 10.1), punto 4), dell’avviso:

- percorso di “operatore meccanico”, per mancata sottoscrizione dell’Allegato 2 denominato "Formulario della proposta progettuale";

- percorsi di “operatore del benessere”, “operatore elettrico” e “operatore della ristorazione”, per mancata sottoscrizione dell’Allegato 3, denominato "Piano Finanziario".

E ciò, sebbene in ciascuna proposta formativa la ricorrente avesse prodotto copia del documento di identità del sottoscrittore, unitamente a tutti i sei allegati previsti, compreso anche quello non sottoscritto.

Deve anche precisarsi che, in base a quanto previsto dall’avviso, i proponenti avrebbero dovuto presentare, a pena di inammissibilità, “per ciascuna proposta progettuale un plico chiuso” contenente la documentazione.

Ciò premesso, deve rilevarsi che la mancata sottoscrizione di una dichiarazione inclusa nel plico non può costituire causa di esclusione da una selezione, qualora – come nel caso in esame – il documento non sottoscritto sia stato inserito nell’unico plico contenente l’ulteriore documentazione firmata, unitamente alla copia del documento di identità del dichiarante.

In tal caso, invero, non possono sussistere dubbi sulla provenienza della dichiarazione stessa; e, d’altro canto, va riconosciuta valenza di principio generale all’art. 6, co. 1, lett. b), della l. n. 241/1990 – pure invocato da parte ricorrente – secondo cui il responsabile del procedimento “può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali” (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, 21 novembre 2016, n. 4874).

Né l’eventuale invito alla regolarizzazione avrebbe comportato la lesione della par condicio competitorum, atteso che tale successiva regolarizzazione attiene all’estrinseca garanzia della provenienza del documento, e non al suo contenuto.

B.2. – Conclusivamente, il ricorso, in quanto fondato nei sensi e nei limiti di cui in motivazione, deve essere accolto e, per l’effetto, vanno annullati il decreto n. 2027/2016 e il decreto n. 785/2016 nella (sola) parte, di interesse della ricorrente, in cui i quattro progetti presentati dalla predetta erano stati inseriti nell’allegato 2, relativo ai “Progetti non ammessi a valutazione per difetto di requisiti formali”.

Nessuno spazio, invece, residua per la domanda risarcitoria, tenuto conto per un verso dell’accoglimento dell’istanza cautelare con l’ordinanza n. 988/2016, cui la P.A. ha dato esecuzione ammettendo (con riserva) i progetti al finanziamento, i cui corsi sono stati avviati in data 9 maggio 2017 (v. memoria della ricorrente dep. il 22 marzo 2018); per altro verso, in quanto la parte ricorrente non ha dedotto il minimo elemento a supporto di tale domanda.

C. – Tenuto conto dei peculiari profili della controversia, le spese di giudizio possono essere compensate tra le parti, ferme restando le spese della fase cautelare.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Terza, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e nei limiti di cui in motivazione e, per l’effetto, annulla, nei limiti specificati nella stessa motivazione, il D.D.G. n. 2027 del 4 maggio 2016 e il D.D.G. n. 785 del 3 marzo 2016 dell’Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 24 aprile 2018 con l'intervento dei magistrati:

Maria Cristina Quiligotti, Presidente

Nicola Maisano, Consigliere

Maria Cappellano, Consigliere, Estensore

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Maria Cappellano   Maria Cristina Quiligotti
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO