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Tar, sentenza sull'esclusione di alcuni ricorrenti dall' elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi”

 

 


Pubblicato il 28/03/2018

N. 00721/2018 REG.PROV.COLL.

N. 02988/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 2988 del 2017, proposto da:
Anna Maria Costagiorgiano, Gabriella Gambino, Liliana Gorgone, Enrichetta Pirrotta, Marta Maria Scattareggia, Marinella Seminara, Annamaria Costagiorgiano, Gabriella Gambino, Liliana Gorgone, Enrichetta Pirrotta, Marta Maria Scattareggia, Marinella Seminara, rappresentati e difesi dagli avvocati Angela Maria Fasano e Stefania Fasano, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Angela Maria Fasano in Palermo, via Catania n. 42 C;

contro

Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Attive e del Lavoro e Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale non costituiti in giudizio;
Regione Siciliana - Dipartimento Regionale Lavoro, Regione Siciliana - Dipartimento Regionale Istruzione e Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distrettuale, domiciliata in Palermo, via Alcide De Gasperi n. 81;

nei confronti

Elio Leta, non costituito in giudizio;

per l'annullamento

PER L'ANNULLAMENTO PREVIA SOSPENSIONE DELL'EFFICACIA

• Dell'allegato B, contenuto nell'avviso del 25 settembre 2017, recante il numero protocollo 36266/2017, avente ad oggetto la: “pubblicazione elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi” nella parte in cui le odierne ricorrenti, limitatamente alle posizioni 32: Costagiordano; 53: Gambino; 61: Gorgone; 108: Pirrotta; 122: Scatareggia; 127: Seminara, sono state escluse.

• Dei decreti di revoca allegati - Decreti nn. 5995 Costagiordano; n. 5986 Gambino; 5996 Gorgone; n. 5997 Pirrotta; n. 5998 Scattareggia; n.5531 Seminara del 25.09.2017, aventi ad oggetto la notifica del decreto di revoca dell'inserimento nell'elenco ad esaurimento di cui all'art. 13 della L.R. n. 8/2016, comunicato alle odierne ricorrenti.

• Di ogni altro atto ad esso connesso, presupposto e consequenziale dal quale possa scaturire pregiudizio per gli odierni ricorrenti.

NONCHE' PER L' ACCERTAMENTO

Del diritto delle ricorrenti ad essere inseritie "nell'elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi di cui all'art. 12 della legge regionale n. 24/2000" essendo dette ricorrenti lavoratrici iscritte all'albo ex L.R. n. 24/76, art. 14.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio della Regione Siciliana - Dipartimento Regionale Lavoro e di Regione Siciliana - Dipartimento Regionale Istruzione e Formazione Professionale;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 27 marzo 2018 la dott.ssa Maria Cristina Quiligotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;


Premesso, in rito, che vi è una commistione nell’articolazione dei motivi di censura tra la parte espositiva in fatto e quella successiva in diritto e che, ai fini del decidere, ci si deve attenere, in questa sede, esclusivamente all’articolazione delle censure di cui alla esposizione in diritto;

Premesso ulteriormente, sempre in rito, che le ricorrenti non si trovano nella medesima esatta posizione atteso che, dalla disanima dei decreti di revoca dell’inserimento nell’elenco unico a esaurimento di cui all’art. 13, comma 2, della L.R. n. 8 del 2016, emerge con evidenza che i motivi dell’esclusione sono, almeno in parte, diversificati;

Considerato che le ricorrenti sono state escluse per il mancato possesso del requisito di iscrizione all’elenco di cui trattasi e che, pertanto, non rileva quanto dedotto in ordine alla mancata espressa previsione, nel decreto che ne disciplina l’istituzione, di una apposita clausola di esclusione;

Considerato che le ricorrenti erano a conoscenza delle problematiche intercorse ai fini della loro inclusione nel predetto elenco in considerazione del contraddittorio intercorso con l’amministrazione sullo specifico punto e che, pertanto, non si ritiene che fosse necessario un ulteriore avviso sul punto e che, comunque, attesa la tempistica riportata in ricorso, nessun legittimo affidamento si è consolidato in capo alle medesime né si è concretizzata alcuna contraddittorietà nel comportamento dell’amministrazione in grado di incidere sulla legittimità dei provvedimenti impugnati sotto il dedotto profilo;

Considerato che l’art. 13, comma 2, della L.R. n. 8 del 2016 fa espresso riferimento ai “lavoratori provenienti dai servizi formativi di cui all’articolo 12 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 e successive modifiche e integrazioni” e che il richiamato art. 12, nel testo risultante dalle modifiche apportate nel 2014 e in vigore alla data di entrata in vigore della L.R. n. 8 del 2016, dispone al riguardo che “…limitatamente all'attuazione di specifici progetti formativi e di politica attiva del lavoro, da realizzarsi in house providing, finanziati con risorse statali e/o comunitarie, il CIAPI di Priolo… è autorizzato ad avvalersi degli operatori degli organismi previsti dall'articolo 4 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e successive modifiche ed integrazioni, iscritti all'albo di cui all'articolo 14 della medesima legge regionale n. 24/1976”;

Considerato che, quanto alle ricorrenti Costagiorgiano, Gorgone, Pirrotta e Scattareggia l’esclusione è stata disposta in quanto le medesime hanno prestato servizio presso il Ciofs e che, pertanto, è documentalmente comprovato che le medesime non possiedono il requisito di cui al richiamato art. 12 e rilevato, peraltro, che il D.A. del 5.8.2016 non è stato impugnato nei termini;

Considerato, quanto alla ricorrente Seminara, che nel suo decreto di revoca si legge che l’attività di docenza presso gli interventi formativi del programma 2A Giovani non sono riconducibili ai servizi formativi di cui all’art. 12 richiamato e al riguardo non vi è l’articolazione in ricorso di specifiche censure sul punto;

Considerato, quanto alla ricorrente Gambino, che effettivamente è comprovato in atti che la medesima ha inoltrato all’Assessorato le proprie controdeduzioni e che, invece, il decreto di revoca si fonda sul mancato riscontro all’avvio di procedimento e che, tuttavia, la relativa censura è contenuta esclusivamente alla pag. 6 del ricorso all’interno dell’esposizione in fatto della vicenda con la sua conseguente inammissibilità ai sensi dell’art. 40 c.p.a. atteso che “Nel processo amministrativo se il ricorso viene diviso in 'fatto' e 'diritto', i motivi di censura devono essere contenuti nella parte in diritto, e sono per l'effetto inammissibili i motivi intrusi, contenuti invece nella parte in 'fatto'.” (Cons. Stato Sez. V, 5.10.2017, n. 4643);

Considerato che si ritiene di potere compensare tra le parti costituite le spese del presente giudizio;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara in parte inammissibile e per la parte che residua lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 27 marzo 2018 con l'intervento dei magistrati:

Maria Cristina Quiligotti, Presidente, Estensore

Nicola Maisano, Consigliere

Maria Cappellano, Consigliere

     
     
IL PRESIDENTE, ESTENSORE    
Maria Cristina Quiligotti    
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO