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Formazione, la rassegna stampa del 10.04.2018

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GDS.IT - Cronache siciliane del 10 aprile

Nella puntata di oggi si parla del nuovo bando per la Formazione professionale in Sicilia.

gds-it Riassorbimento del personale della Formazione in Sicilia, Lagalla: avviato il confronto

Roberto Lagalla

PALERMO. E' stato avviato ieri il tavolo di concertazione sulla definizione dell'accordo per il riassorbimento del personale della formazione professionale.

"Abbiamo avviato un ulteriore contatto con le organizzazioni sindacali e datoriali - spiega l'assessore Roberto Lagalla - per giungere ad un accordo che possa prevedere la massima occupazione possibile. Ieri il dialogo è stato positivo e c'è, da parte di tutti, la consapevolezza della rilevanza di questo momento. Il confronto è in corso e stiamo lavorando, come sempre avvenuto in questi mesi, all'insegna del dialogo costruttivo, per rimettere in moto un sistema che, di certo, non aveva le premesse per poterlo fare in così poco tempo".

"Sono certo che, anche coloro che hanno deciso di non partecipare al primo incontro, misinterpretando le reali prospettive di un comune lavoro, sicuramente vorranno partecipare nel proseguo, perché è comune interesse quello di tutelare il personale e di riavviare la formazione".

 
qds - Formazione, addio a un colosso. Continua la "morìa" di enti storici

di Michele Giuliano

Esce di scena un altro ente: per la Regione si moltiplicano i ricorsi dei dipendenti licenziati. Il Tar respinge il ricorso dell’Eduform contro il ritiro dell’accreditamento  
PALERMO - Anche l’Eduform è fuori dai giochi. Mentre a breve si attendono le tanto sperate novità per il mondo della formazione professionale, che potrebbe ripartire con le attività dopo oltre due anni e mezzo di stop, non si ferma la morìa di enti che, per un motivo o per un altro, si ritrovano senza accreditamento e quindi senza la possibilità di partecipare ai bandi e quindi accedere ai finanziamenti.
Il Tar ha emesso la sentenza che riguarda il ricorso presentato dall’Eduform contro l’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale per l’annullamento del decreto di revoca dell’accreditamento, considerandolo infondato e quindi respingendo le richieste dell’ente.
L’Eduform aveva sostenuto il ricorso basandosi su una presunta violazione del diritto di accesso nel procedimento dal quale è scaturito il provvedimento, e asserendo che gli era stato concesso un termine eccessivamente breve per poter compiutamente esprimere la propria posizione, e che il provvedimento adottato sarebbe comunque fondato su presupposti errati o comunque travisati. L’amministrazione regionale ha naturalmente chiesto il rigetto. Riguardo al diritto di accesso, il tribunale ha ritenuto che l’ente ricorrente è stato chiaramente messo a conoscenza delle irregolarità rilevate, e rispetto ad esse ha avuto modo di difendersi, o contestandone la sussistenza o dimostrando che non sono ad esso imputabili.
Ancora, il termine di dieci giorni concesso è stato considerato congruo per poter articolare una attività difensiva e che “tale censura risulta meramente strumentale e priva di effettiva consistenza” in quanto la “parte ricorrente, nel lasso di tempo concesso, non deve elaborare articolate tesi giuridiche, ma semplicemente giustificare le irregolarità fattuali riscontrate”.
Infine, non è stata ritenuta condivisibile l’argomentazione dell’Eduform secondo la quale, per potersi giustificare avrebbe dovuto avere piena conoscenza degli atti attraverso i quali l’amministrazione è venuta a conoscenza delle irregolarità contestate: tali irregolarità sono state dettagliatamente indicate nell’avviso di inizio procedimento. Infine, il Tar ha rilevato che il provvedimento impugnato contiene il rilievo di parecchie gravi irregolarità riscontrate, ciascuna delle quali sufficiente a giustificare la revoca adottata, mentre l’ente ricorrente si limita a formulare giustificazioni, per lo più generiche, con riguardo solo ad alcune di tali irregolarità.
Il ricorso dell’Eduform è uno dei tanti presentati da diversi enti che hanno visto, secondo il proprio parere, lesi i propri diritti. E non solo, anche i singoli operatori che hanno perso il lavoro stanno ricorrendo ai tribunali. Il numero dei ricorsi, secondo quanto accertato dal dipartimento regionale della Formazione, sono all'incirca 3 mila. Lo stop delle attività formative e il taglio ai finanziamenti ha portato molti enti di formazione a chiudere baracca e burattini, e siccome gli enti sono nella maggior parte dei casi no profit e totalmente finanziati dalla Regione non hanno il becco di un quattrino. Di conseguenza il dipendente licenziato si rivale sulla Regione che sempre, o quasi, viene condannata a pagare.
Per analizzare i casi ad uno ad uno, ed evitare che i ricorsi possano moltiplicarsi la Regione ha potenziato gli uffici del dipartimento con l'intenzione proprio di smaltire queste pratiche. Un problema che si incastra con i tanti altri, come ad esempio le vere e proprie “ruberie” accertate dalle varie Procura in Sicilia.

Formazione professionale, avviato tavolo di concertazione per il riassorbimento del personale. Lagalla: “Stiamo lavorando all’insegna del dialogo”

10 aprile 2018 ilGaz.it

È stato avviato ieri il tavolo di concertazione sulla definizione dell’accordo per il riassorbimento del personale della formazione professionale. “Abbiamo avviato un ulteriore contatto con le organizzazioni sindacali e datoriali – spiega l’assessore Roberto Lagalla – per giungere ad un accordo che possa prevedere la massima occupazione  possibile. Ieri il dialogo è stato positivo e c’è, da parte di tutti, la consapevolezza della rilevanza di questo momento. Il confronto è in corso e stiamo lavorando, come sempre avvenuto in questi mesi, all’insegna del dialogo costruttivo, per rimettere in moto un sistema che, di certo, non aveva le premesse per poterlo fare in così poco tempo”.

“Sono certo – ha continuato Lagalla – che anche coloro che hanno deciso di non partecipare al primo incontro, misinterpretando le reali prospettive di un comune lavoro, sicuramente vorranno partecipare nel proseguo, perché è comune interesse quello di tutelare il personale e di riavviare la formazione“.

“La Formazione professionale sta ripartendo da premesse nuove, diverse e innovative rispetto al passato. Sono inevitabili le fibrillazioni attorno ad un sistema che si era incrostato da molto tempo”, aveva detto pochi giorni fa l’assessore a margine dei lavori del salone Campus Orienta alla Fiera del Mediterraneo di Palermo.

https://www.ilsicilia.it/   Caos Formazione: a rischio lavoratori in esubero, alcuni enti non firmano accordo

di Matteo Scirè

10 aprile 2018

Due delle organizzazioni datoriali più rappresentative della formazione professionale hanno detto no alla firma dell’accordo parasociale con i sindacati per il riassorbimento dei lavoratori in esubero dell’albo. Si tratta di Forma Sicilia e Cenfop che ieri hanno disertato l’incontro tenutosi nel pomeriggio alla presenza dell’assessore regionale al ramo, Roberto Lagalla.

Una scelta fortemente contestata dalla Flc Cgil Sicilia. Si assottigliano ulteriormente, quindi, le speranze di riassunzione per migliaia di ex dipendenti che attendevano con ansia la pubblicazione del nuovo avviso e la riattivazione delle attività formative dopo una lunga fase di stallo.

Il percorso era già complicato visto che le risorse messe a disposizione dall’Assessorato, 125 milioni di euro in tutto, non bastano a finanziare il ritorno al lavoro di tutti. Una platea, tra personale attualmente in forza agli enti, personale licenziato o in corso di licenziamento, composta da 8.500 persone. Di questi 1.700 appartengono al bacino degli ex sportellisti, mentre circa la metà sono amministrativi. Una categoria quest’ultima difficile riassorbibile perchè numericamente sovradimensionata rispetto alle effettive esigenze degli enti.

La decisione presa da Forma Sicilia e da Cenfop era stata anticipata il giorno precedente con una nota congiunta a firma dei presidenti delle due organizzazioni, Giuseppe Navetta e Massimo Papa. Entrambi contestano i criteri di partecipazione stabiliti nell’avviso. A loro giudizio non riuscirebbero “neanche a garantire gli organici esistenti. La prospettiva del catalogo – spiegano nella nota – e la mancanza di regole e pratiche che rendano sicuro il futuro della formazione non ci permettono di assumere impegni”.

Parole pesanti che suonano come una sorta di messa in mora nei confronti dell’Assessorato e che lasciano presagire battaglie e contenziosi già all’indomani della formazione della graduatoria degli enti che si sono aggiudicati le risorse. Nessun tentennamento da parte dell’assessore che al contrario è convinto della formula utilizzata e del fatto che Forma Sicilia e Cenfop possano in seguito ritornare sui loro passi e firmare l’intesa come hanno fatto tutte le altre organizzazioni datoriali e dei sindacati che in questo modo sperano di assicurare maggiori tutele al personale.

Difficile al momento capire chi sia disposto a rivedere la propria posizione. Di sicuro questa situazione non giova alla parte più debole della contesa, ovvero ai lavoratori.