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Il TAR RESPINGE il ricorso , proposto da: Associazione Nazionale Azione Sociale

 


Pubblicato il 03/03/2018

N. 00540/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01642/2015 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1642 del 2015, proposto da:
Associazione Nazionale Azione Sociale – A.n.a.s. nazionale, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Luigi Fortunato, con domicilio eletto presso il suo studio sito in Palermo, Via Nicolò Turrisi n. 13;

contro

l’Assessorato dell'Istruzione e Formazione Professionale della Regione Siciliana, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici, siti in Palermo, Via A. De Gasperi n. 81, è per legge domiciliato;

per l'annullamento

a) della nota n. 21483 del 24.03.2015 emessa dal Dirigente del Servizio VII - Scuola dell'Infanzia ed Istruzione di ogni Ordine e Grado Statale - del Dipartimento Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale dell'Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale che ha rigettato il ricorso avverso il D.D.G n. 1363 dell'11.03.2015;

b) del D.D.G. n. 1608 del 23 marzo 2015 che ha approvato in maniera definitiva la graduatoria dei progetti presentati a valere sull'Avviso ed ha inserito i progetti presentati dall'ANAS il "percorso di operatore di benessere" e "percorso di operatore ai servizi di promozione ed accoglienza" all'interno della lettera B - Progetti esclusi dal finanziamento;

c) del D.D.G n. 1363 dell'11.03.2015 che ha inserito i progetti" percorso di operatore di benessere" e "percorso di operatore ai servizi di promozione ed accoglienza", presentanti dalla ricorrente nell'elenco B - Progetti esclusi dal finanziamento con la motivazione "non ammesso art. 7" dell'Avviso per il reinserimento in Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale - Annualità 2014 -2015;

d) di ogni altro atto antecedente, connesso e consequenziale.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana;

Vista l’ordinanza cautelare n. 692/2015, e vista l’ordinanza del C.G.A. n. 552/2015;

Viste la documentazione e la memoria depositate dall’Avvocatura dello Stato per il resistente Assessorato;

Vista la memoria depositata dalla parte ricorrente;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore il consigliere dott.ssa Maria Cappellano;

Udito all’udienza pubblica del giorno 20 febbraio 2018 il difensore della resistente Amministrazione regionale, come da verbale;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.


FATTO

A. – Con il ricorso in esame, notificato in data 8 maggio 2015 e depositato il 14 maggio, l’associazione ricorrente ha impugnato gli atti indicati in epigrafe, con i quali la predetta è stata esclusa dal finanziamento di due progetti presentati a seguito dell’avviso per il reinserimento in Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale - Annualità 2014-2015, approvato con Decreto n. 291 del 26 gennaio 2015 dell'Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale; nonché, ha gravato anche i provvedimenti di approvazione delle graduatorie.

Espone che:

- avendo il possesso dei requisiti previsti dall’art. 7 del suddetto avviso – e, in particolare, l’accreditamento ai sensi del D.A. n. 28/2013 - ha partecipato presentando due progetti, “percorso di operatore di benessere” e “percorso di operatore ai servizi di promozione ed accoglienza”;

- a seguito dell’annullamento del D.A. n. 28/2013 con sentenza di questo T.A.R. n. 312/2015, l’Amministrazione ha modificato l’art. 7 nella parte relativa al requisito dell’accreditamento, con rinvio al D.A. n. 4905/2011;

- la ricorrente, essendo stata inserita nell’elenco dei non ammessi, di cui alla graduatoria approvata con D.D.G. n. 1363/2015, con lettera del 12 marzo 2015 ha chiesto, in autotutela, il riesame dell’istanza, con esito negativo (parimenti impugnato).

Si duole, quindi, di tale esclusione, deducendo l’articolata censura di VIOLAZIONE E/O ERRATA APPLICAZIONE DELL'ART. 7 DELL'AVVISO PUBBLICO APPROVATO CON D.D.G. 291 DEL 26 GENNAIO 2015 DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE, COSI' COME MODIFICATO DAL D.D.G. 459 DEL 03 FEBBRAIO 2015 -VIOLAZIONE E/O ERRATA APPLICAZIONE DEL D.A. N. 1307 DEL 13 APRILE 2006, COSI' COME MODIFICATO DAL D.A. N.4905 DEL 22 DICEMBRE 2011 - VIOLAZIONE E/O ERRATA APPLICAZIONE DEL D.D.S N. 2757 DEL 12 LUGLIO 2012 EMESSO DAL DIRIGENTE DEL SERVIZIO SISTEMA INFORMATIVO E ACCREDITAMENTO DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE

PROFESSIONALE - ECCESSO DI POTERE PER TRAVISAMENTO DEI PESUPPOSTI E DEI FATTI — ECCESSO DI POTERE PER MANIFESTA ILLOGICITA'.

Sostiene la ricorrente di essere in possesso di entrambi i requisiti richiesti dall’art. 7 dell’avviso, essendo stata provvisoriamente accreditata ai sensi del D.A. n. 1037/2006; e che il requisito della sperimentazione di cui alla circolare n. 2/2014 – di cui, comunque, sarebbe in possesso – non sarebbe stato espressamente richiesto a pena di esclusione.

B. – Si è costituito in giudizio l’Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana.

C. – Con ordinanza cautelare n. 692/2015, riformata dal C.G.A. con l’ordinanza n. 552/2015, è stata respinta l’istanza cautelare.

D. – L’Avvocatura dello Stato, per il resistente Assessorato, ha depositato documentazione e memoria, chiedendo il rigetto del ricorso in quanto infondato, evidenziando il mancato possesso, in capo alla ricorrente, dei requisiti previsti dal citato art. 7 dell’avviso, come modificati.

Parte ricorrente ha depositato, in data 9 febbraio 2018, una memoria conclusiva.

Quindi, all’udienza pubblica del giorno 20 febbraio 2018, presente il difensore della resistente Amministrazione regionale, come da verbale, il Presidente del Collegio ha indicato un possibile profilo di inammissibilità del ricorso, nonché la tardiva produzione della memoria di parte ricorrente, al cui utilizzo il difensore dell’Assessorato non si è comunque opposto; e il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

A. – Viene in decisione il ricorso promosso dall’Associazione Nazionale Azione Sociale – A.n.a.s. nazionale, avverso gli atti con cui l’intimato Assessorato regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale ha escluso la predetta dal finanziamento di due progetti presentati a seguito dell’avviso per il reinserimento in Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale - Annualità 2014-2015, approvato con Decreto n. 291/2015.

B. – Come già rilevato in fase cautelare, e ribadito dal Presidente del Collegio in udienza, il ricorso è inammissibile per mancata notifica ad almeno uno dei controinteressati; e, in ogni caso, è anche infondato.

B.1. – La giurisprudenza del Giudice di appello è costante nell’affermare il principio secondo cui “in tema di esclusione dal concorso pubblico nel ricorso proposto contro l’esclusione dalla nomina, dopo la graduatoria finale del concorso, sono certamente controinteressati tutti i candidati collocati in graduatoria, che possano perdere o vedere peggiorata la loro posizione a seguito dell’eventuale accoglimento del ricorso giurisdizionale (v., ex plurimis, Cons. St., sez. VI, 26.1.2009, n. 348), sicché è inammissibile il ricorso proposto avverso l’esclusione da un concorso a pubblici impieghi che non venga notificato a coloro che, seguendo il ricorrente in graduatoria e in quanto avvantaggiati dall’esclusione del predetto, sono interessati a contraddire nel giudizio da questo instaurato.

13.1. Costituisce infatti ius receptum che, nel procedimento concorsuale, l’inconfigurabilità di controinteressati può essere utilmente sostenuta solo quando l’impugnazione venga proposta anteriormente all’adozione della graduatoria, mentre nell’ipotesi in cui l’impugnazione avvenga successivamente all’emanazione dell’atto conclusivo del procedimento il ricorso va notificato ad ogni controinteressato individuabile dal medesimo atto, poiché, in questa seconda ipotesi, la posizione di controinteressato deve essere ricercata ed enucleata ad ampio spettro, essendo configurabile non solo rispetto ai vincitori, ma anche per i candidati idonei, posto che, per effetto del richiesto annullamento della graduatoria, essi potrebbero perdere i benefici discendenti dall’acquisita posizione, sia sotto il profilo dei punteggi utili per altri concorsi, sia per l’immissione in ruolo in caso di utilizzo successivo della graduatoria (Cons. St., sez. IV, 12.6.2013, n. 3261)…” (cfr. Consiglio di Stato, Sez. III, 25 febbraio 2014, n. 909; nello stesso senso, C.G.A. in sede giurisd., 19 gennaio 2010, n. 3; T.A.R. Sicilia, Sez. I, 8 luglio 2014, n. 1764).

Invero, nel caso in cui sia stata pubblicata la graduatoria definitiva, il provvedimento di esclusione si riflette inevitabilmente sulla stessa e, pertanto, il ricorso avverso l’esclusione deve essere notificato ai soggetti interessati alla conservazione della graduatoria stessa.

Nella fattispecie in esame – certamente assimilabile ad una procedura concorsuale – all’Associazione ricorrente erano noti i soggetti beneficiari della procedura selettiva, avendo, del resto, impugnato anche il provvedimento di approvazione della graduatoria definitiva, contenente, in allegato, l’elenco “A” dei “Progetti Ammessi a finanziamento”; e, tuttavia, la predetta ha omesso di notificare il ricorso ad almeno uno di essi, con conseguente inammissibilità del gravame.

Non può, d’altro canto, aderirsi alle argomentazioni spese dalla parte ricorrente nella memoria (pur tardiva) da ultimo depositata, nella quale sostiene l’inesistenza di controinteressati sia per asserita mancata previsione del meccanismo di attribuzione di punteggi; sia, per la mancata incidenza dell’ammissione della predetta sulla posizione degli altri concorrenti.

Deve, invero, osservarsi, quanto al primo aspetto, che il meccanismo di attribuzione dei punteggi è dettagliatamente previsto dall’art. 13 dello stesso bando; e il successivo art. 14 prevede che “Le graduatorie saranno articolate secondo ordine decrescente in relazione al punteggio totale ottenuto dai singoli progetti.

In caso di parità di punteggio, qualora non vi siano risorse sufficienti a finanziare i progetti aventi identico punteggio, sarà finanziato il progetto che ha ottenuto un punteggio più alto…”.

E’ evidente, pertanto, la presenza di una graduatoria con attribuzione di punteggi e priorità.

Per quanto attiene al secondo aspetto – relativo alla presunta non incidenza, sulla posizione dei soggetti ammessi al finanziamento, dell’eventuale inserimento dei due progetti presentati dalla ricorrente – deve osservarsi come tale prospettazione si presenti estremamente generica, in quanto parte ricorrente non chiarisce né quali siano gli importi relativi ai due progetti; né quali siano le ragioni della prospettata non incidenza sulla posizione, finanche, dell’ultimo soggetto collocato nella graduatoria dei progetti ammessi.

Su tale specifico punto, pur potendo il Collegio disporre un approfondimento istruttorio al fine di accertare tali aspetti (per vero, per nulla indicati dall’associazione ricorrente), ritiene di poterne prescindere, attesa l’infondatezza dell’articolata censura mossa avverso le ragioni dell’esclusione.

B.2. – Deve premettersi che, in base all’art. 7 dell’avviso, nella sua formulazione originaria, avrebbero potuto concorrere: a) gli enti di formazione accreditati ai sensi del D.A. n. 28 del 23 luglio 2013 per la tipologia formativa oggetto dell’avviso (IeFP), i quali avessero inoltrato gli elenchi a seguito della Circolare dipartimentale n. 2 del 27 gennaio 2014 e dell’avviso n. 6 del 2 luglio 2014 (cd. “sperimentazione”); b) gli enti, i quali avessero presentato istanza di accreditamento per la stessa tipologia formativa, ai sensi dello stesso D.A. n. 28/2013, i quali avessero inoltrato gli elenchi a seguito della Circolare dipartimentale n. 2 del 27 gennaio 2014 e dell’avviso n. 6 del 2 luglio 2014.

A seguito della sentenza di questo Tribunale, n. 312/2015, di annullamento del citato D.A. n. 28/2013, l’Amministrazione ha provveduto a rettificare l’avviso per la parte relativa all’accreditamento, facendo riferimento al D.A. n. 4905 del 22 dicembre 2011, sempre per la stessa tipologia formativa (IeFP); e fermo restando l’ulteriore requisito, non modificato, della cd. “sperimentazione”.

Rispetto all’accreditamento, la ricorrente – mentre aveva attestato il possesso del requisito ai sensi del D.A. n. 28/2013 – nessuna ulteriore attestazione risulta avere prodotto con riferimento al requisito come rettificato.

Invero, la ricorrente documenta di avere ottenuto l’accreditamento (provvisorio) non già ai sensi del D.A. n. 4905/2011, bensì ai sensi del precedente D.A. n. 1037/2006 e, peraltro, per la tipologia di accreditamento “Base” (v. D.D.S. n. 2757 del 12 luglio 2012, prodotto dalla ricorrente).

Per quanto attiene, poi, al requisito della cd. “sperimentazione”, costituisce circostanza incontestata – e documentata dal resistente Assessorato – che l’istituto scolastico, il quale avrebbe dovuto avviare un percorso di formazione d’intesa con la ricorrente, ha rinunciato al finanziamento per il relativo progetto (v. nota dell’istituto Centro Lingue s.a.s. datata 23 settembre 2011, depositata dall’Assessorato in data 11 novembre 2015).

Orbene, venendo in rilievo un requisito di ammissione, non può aderirsi alla prospettazione di parte ricorrente, secondo cui l’eventuale carenza di tale requisito non avrebbe potuto condurre all’esclusione; e anche sotto tale profilo la nota con cui l’Assessorato ha respinto l’istanza di riesame presenta una corretta ed adeguata motivazione.

L’articolata doglianza, pertanto, non merita accoglimento.

C. – Conclusivamente, il ricorso, oltre che inammissibile, è infondato e deve essere rigettato, con salvezza di tutti gli atti impugnati.

D. – Le spese di giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Terza, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Condanna l’Associazione Nazionale Azione Sociale – A.n.a.s. nazionale al pagamento delle spese di giudizio in favore dell’Assessorato dell'Istruzione e Formazione Professionale della Regione Siciliana, che liquida in € 2.000,00 (euro duemila/00), oltre oneri accessori come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 febbraio 2018 con l'intervento dei magistrati:

Maria Cristina Quiligotti, Presidente

Nicola Maisano, Consigliere

Maria Cappellano, Consigliere, Estensore

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Maria Cappellano   Maria Cristina Quiligotti
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO