Albo Operatori Formazione, le ultime sentenze del Tar

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Nella sentenza il Tar accoglie il ricorso  per l'annullamento . del Decreto Assessoriale n. 4149/2016 pubblicato il 19.10.2016 avente ad oggetto l'approvazione dell'elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi di cui alla L.R. 20/2000 di cui all'allegato A e l'approvazione dell'elenco degli esclusi di cui all'allegato B, nella parte in cui ha escluso la ricorrente in quanto non iscritta all'albo dei lavoratori della formazione a tempo indeterminato con contratto entro il 31.12.2008;

Nella sentenza del TAR tra l'altro si legge: Come ritenuto in numerosi precedenti della sezione relativi a fattispecie identiche a quella in esame, tra cui la sentenza n. 1582 del 25 giugno 2015, alle cui articolate motivazioni si rinvia per evidenti esigenze di sintesi, il requisito in questione non trova alcun riscontro, infatti, nella l.r. n. 24/1974, la quale, con l’art. 14, ha istituito l’albo regionale del personale docente dei corsi di formazione professionale e, con tale disposizione e la precedente, ha disciplinato i presupposti per l'iscrizione allo stesso. Conseguentemente, in assenza di una specifica normativa di rango primario, non può ritenersi legittima la limitazione dell’iscrizione all’albo degli operatori della formazione professionale ai titolari di rapporto a tempo indeterminato costituito prima del 31 dicembre 2008.

Per gli stessi motivi sin qui esposti, deve essere annullata in parte qua, anche deliberazione della Giunta Regione Sicilia n. 250 sopra specificata, nei limiti dell’interesse della parte ricorrente, ai fini della ulteriori determinazioni della p.a. in conformità con quanto statuito dalla presente decisione.


Pubblicato il 04/07/2017

N. 01780/2017 REG.PROV.COLL.

N. 03396/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 74 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 3396 del 2016, proposto da:
Laura Mantelli, rappresentato e difeso dall'avvocato Antonio Lo Bianco, domiciliato ex art. 25 cpa presso Segreteria Tar in Palermo, via Butera, 6;

contro

Assesserato Regionale dell'Istr. e della Form. Prof., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distret. Dello Stato, e presso la stessa domiciliato in Palermo, via A. De Gasperi 81;

nei confronti di

Maria Scriffignano non costituito in giudizio;

per l'annullamento

1. del Decreto Assessoriale n. 4149/2016 pubblicato il 19.10.2016 avente ad oggetto l'approvazione dell'elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi di cui alla L.R. 20/2000 di cui all'allegato A e l'approvazione dell'elenco degli esclusi di cui all'allegato B, nella parte in cui ha escluso la ricorrente in quanto non iscritta all'albo dei lavoratori della formazione a tempo indeterminato con contratto entro il 31.12.2008;

2. dcl D.D.G. 1.8.2014 con il quale è stato approvato in via definitiva l'aggiornamento dell'albo regionale del personale docente e non docente dei corsi di formazione assunto a tempo indeterminato entro il 31.12.2008 nella parte in cui ha escluso la ricorrente per non aver avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato entro il 31.12.2008;

3. del Decreto Assessoriale 38/GAB/201 3;

4. della circolare dell'Assessorato Regionale per l'Istruzione e la Formazione n. 1 del 5.11.2013;

5. della deliberazione n. 200 del 6.6.2013 della Giunta della Regione Sicilia nella parte in cui prevede l'obbligo di reclutare il personale da impiegare nelle attività formative dall'albo degli operatori della formazione professionale di cui al decreto assessoriale del 16.10.1997 in corso di aggiornamento per effetto della circolare n.1 del 15.5.2013;

6. della deliberazione della Giunta Regione Sicilia n. 250 del 16.9.2014 punto 7 nella parte in cui recependo l'accordo con le OO.SS. del 5.8.2014 prevede l 'utilizzazione del solo personale assunto a tempo indeterminate sino al 31.12.2008;

7. di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, allo stato, non conosciuto.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Assesserato Regionale dell'Istr. e della Form. Prof.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 3 luglio 2017 la dott.ssa Solveig Cogliani e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


La controversia ha ad oggetto la mancata iscrizione del ricorrente all’albo degli operatori della formazione professionale che è stata motivata con riferimento alla mancanza del requisito della titolarità di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato costituito entro il 31 dicembre 2008.

Era accolta l’istanza cautelare con ord. n. 109 del 2017; tuttavia, la parte ricorrente ha precisato in udienza pubblica che l’amministrazione non ha dato esecuzione al provvedimento cautelare.

Il ricorso è fondato e va accolto e può essere deciso in forma semplificata alla luce dei numerosi precedenti della Sezione.

Come ritenuto in numerosi precedenti della sezione relativi a fattispecie identiche a quella in esame, tra cui la sentenza n. 1582 del 25 giugno 2015, alle cui articolate motivazioni si rinvia per evidenti esigenze di sintesi, il requisito in questione non trova alcun riscontro, infatti, nella l.r. n. 24/1974, la quale, con l’art. 14, ha istituito l’albo regionale del personale docente dei corsi di formazione professionale e, con tale disposizione e la precedente, ha disciplinato i presupposti per l'iscrizione allo stesso. Conseguentemente, in assenza di una specifica normativa di rango primario, non può ritenersi legittima la limitazione dell’iscrizione all’albo degli operatori della formazione professionale ai titolari di rapporto a tempo indeterminato costituito prima del 31 dicembre 2008.

Per gli stessi motivi sin qui esposti, deve essere annullata in parte qua, anche deliberazione della Giunta Regione Sicilia n. 250 sopra specificata, nei limiti dell’interesse della parte ricorrente, ai fini della ulteriori determinazioni della p.a. in conformità con quanto statuito dalla presente decisione.

Non occorre, invece, procedere all’annullamento degli altri atti gravati, che tuttavia non assumono valenza provvedimentale.

Deve, invece, essere dichiarata inammissibile la domanda di risarcimento del danno, poiché svolta in via del tutto generica.

Le spese, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei limiti specificati in motivazione e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati – nei limiti indicati in motivazione - demandano alle Amministrazioni resistenti le determinazioni conseguenziali. Dichiara inammissibile la domanda risarcitoria.

Condanna l’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale al pagamento delle spese del presente giudizio liquidate in complessivi € 800,00 (ottocento/00).

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 3 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:

Solveig Cogliani, Presidente, Estensore

Caterina Criscenti, Consigliere

Maria Cappellano, Consigliere

     
     
IL PRESIDENTE, ESTENSORE    
Solveig Cogliani    
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO


Pubblicato il 28/07/2016

N. 01919/2016 REG.PROV.COLL.

N. 03206/2014 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 3206 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
Giovanna Faa', Danila Oliveri e Calogero Maggio, rappresentati e difesi dall'avvocato Girolamo Rubino C.F. RBNGLM58P02A089G, con domicilio eletto presso il suo studio sito in Palermo, via G. Oberdan, 5;

contro

Assessorato Regionale dell'Istruzione della Formazione, in persona dell’Assessore pro tempore e la Presidenza della Regione Siciliana, in persona del presidente pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo presso i cui uffici, di via A. De Gasperi 81, sono domiciliati;
Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato C.I.A.P.I di Priolo;

per l'annullamento

- del D.D.G. dell’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale - Dipartimento regionale dell’Istruzione e della formazione professionale n. 4228 del 1.8.2014, pubblicato nella G.U.R.S. del 14.8.2014, nella parte recante l’esclusione dei ricorrenti dall’albo regionale degli operatori della formazione professionale siciliana;

- ove occorra della Circolare dell'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione professionale n. 1 del 15.05.2013, del D.A. dell'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione professionale n. 38 del 11.10.2013 e della Delibera di Giunta Regionale n. 350 del 4 ottobre 2010, nella misura in cui le predette disposizioni dovessero essere interpretate in senso sfavorevole alle ragioni dei ricorrenti;

- del bando di selezione indetto dal Ciapi di Priolo dal titolo "Progetto Garanzia Giovani", pubblicato in data 25.07.2014, nella parte in cui prevede quale requisito di partecipazione l'iscrizione all'Albo regionale degli operatori della formazione professionale ai sensi della L.R. 24/76 art. 14 , ove tale requisito dovesse essere interpretato in senso sfavorevole alle ragioni dei ricorrenti;

- di tutti gli altri atti, presupposti, connessi e conseguenti agli atti sopra indicati.

NONCHE' PER IL RICONOSCIMENTO

Del diritto degli odierni ricorrente all'inserimento nell'albo regionale degli operatori della formazione professionale siciliana.

quanto al ricorso per motivi aggiunti:

- del D.D.S. dell 'Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale - Dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione professionale, n. 678 del 13.02.2015, recante l'aggiornamento dell'albo regionale degli operatori della formazione professionale siciliana all'esito delle istanze di riesame presentate dai soggetti interessati, nella parte concernente l'esclusione dei ricorrenti dal predetto albo regionale degli operatori della formazione professionale siciliana;

- della nota dell'Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e dei Lavoro- Dipartimento regionale del Lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative- prot. n. 1337 del 20.02.2015, recante la comunicazione agli enti di formazione dell'esclusione dei ricorrenti dall'elenco di mobilità orizzontale istituito ai sensi della direttiva 84904 del 07/11/2014; e della richiamata nota dell'Assessorato alla Formazione del 19.02.2015 , di cui non si conosce il contenuto, con la quale è stata disposta l'esclusione dei ricorrenti dall'elenco di mobilità orizzontale istituito ai sensi della direttiva 84904 del 07/11/2014;

- di tutti gli altri atti presupposti, connessi e conseguenti;


Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Assessorato Regionale dell'Istruzione della Formazione e della Presidenza della Regione Siciliana;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 29 giugno 2016 il cons. Nicola Maisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

Con ricorso notificato in data 31 ottobre 2010, e depositato il successivo 6 novembre, i ricorrenti hanno impugnato i provvedimenti indicato in epigrafe articolando le censure di:

Violazione e falsa applicazione dell'art. 14 della L.R. . 24/1976 - Violazione e falsa applicazione della circolare dell'assessore regionale per l'istruzione e la formazione professionale n. 1 del 15.05.2013 – violazione e falsa applicazione del D.A. del 11.10.2013 - Eccesso di potere per travisamento dei fatti ed erroneità dei presupposti – Incoerenza ed ingiustizia manifesta;

Violazione e falsa applicazione dell’art. 14 della L.R. n. 24/76;

Violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 35, 51 e 97 della Costituzione - Violazione del principio del favor partecipationis e del massimo accesso ai pubblici concorsi - Violazione del principio di non discriminazione - Eccesso di potere per contraddittorietà, irragionevolezza ed illogicità ed ingiustizia manifeste;

Eccesso di potere per contraddittorietà, incoerenza ed illogicità manifesta - Irragionevolezza;

Violazione dell’art. 3 della Costituzione e disparità di trattamento.

Sostengono i ricorrenti che il provvedimento impugnato, di esclusione della ricorrente dall’albo dei formatori professionali, sarebbe illegittimo in quanto, diversamente da quanto posto a suo fondamento, i ricorrenti devono ritenersi in possesso del requisiti della sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2008, seppur successivamente riconosciuto; che la conclusione a cui è pervenuta l’amministrazione si fonda su una errata ricostruzione delle disposizioni che vengono in rilievo; che la richiesta della sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2008 – per essere iscritto all’albo in questione - si pone in contrasto con la previsione dell’art. 14 della legge reg. n. 24/76; che le determinazioni assunte dall’amministrazione si pongono in contrasto con il principio della massima partecipazione alle selezioni pubbliche; che il comportamento seguito dall’amministrazione sarebbe contraddittorio ed incoerente; che ove interpretate nel senso indicato dall’amministrazione, le disposizioni normative che regolano l’ammissione alla selezione per cui è causa si porrebbero in contrasto con diversi precetti costituzionali.

Con i motivi aggiunti sono state articolate, con riferimento al D.D.S. n. 678 del 13 febbraio 2015, le censure di: Violazione e falsa applicazione dell’art. 3 della Costituzione – Disparità di trattamento; Violazione e falsa applicazione dell’art. 5 del D.D.G. dell’Assessorato alla Formazione n. 4228 del 1° agosto 2014; Violazione e falsa applicazione dell’art. 14 della L.R. n. 24/1976; Violazione e falsa applicazione della Circolare dell’Assessore Regionale dell’Istruzione e la Formazione Professionale n. 1 del 15 maggio 2013; Violazione e falsa applicazione del D.A. dell’11 ottobre 2013; Eccesso di potere per travisamento dei fatti ed erroneità dei presupposti; Incoerenza ed ingiustizia manifesta.

Con riferimento alla nota n. 1337 del 20 febbraio 2015 e della nota del 19 febbraio 2015: Violazione e falsa applicazione dell’art. 14 della legge reg. 24/1976; Illegittimità derivata.

Si è costituita l’amministrazione intimata ed, all’udienza fissata per la sua discussione, il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

Le questioni poste nel presente ricorso sono state oggetto di diverse recenti pronunzie di questa Sezione che il Collegio condivide e da cui non ha pertanto motivo di discostarsi.

Tra le altre può farsi riferimento alla sentenza n. 1949/2015 con la quale è stata affermata l’illegittimità della condizione della sussistenza di un contratto a tempo indeterminato, alla data del 31 dicembre 2008, al fine di ottenere l’iscrizione all’albo per cui è causa.

In tale pronunzia – alla cui analitica e completa motivazione si rinvia - si è in particolare evidenziata l’illegittimità della introduzione, in via amministrativa, di un requisito ulteriore rispetto a quelli stabiliti per legge per l’iscrizione all’albo previsto dall'art. 14 della L.r. 24/1976, per cui è causa; illegittimità probabilmente determinata dalla confusione operata dall’Amministrazione Regionale tra due piani che devono invece essere mantenuti distinti: il piano delle agevolazioni e degli aiuti, che l’amministrazione può discrezionalmente calibrare secondo le diverse situazioni di fatto e di diritto prese in considerazione, e quello dei requisiti previsti per l’iscrizione nell’albo degli operatori del settore, che non possono essere modificati rispetto alle previsioni di legge dirette a tal fine.

La dichiarazione di illegittimità del diniego di iscrizione all’albo di cui all’art. 14 della L.R. 24/1976, ed il conseguente annullamento degli atti con i quali tale diniego è stato manifestato, in sostanziale accoglimento del secondo motivo di ricorso, assume carattere assorbente delle ulteriori censure articolate, anche rispetto al bando di selezione impugnato, che non determina in sé alcun pregiudizio alla posizione dei ricorrenti, una volta che è stato eliminato l’ostacolo – assunzione a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2008 – per la sua iscrizione all’albo degli operatori.

Dichiarate assorbite le ulteriori censure, il ricorso deve pertanto essere accolto e, per l’effetto, annullato il diniego di iscrizione dei ricorrenti all’albo di cui all'art. 14 della L.r. 24/1976.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza),

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il diniego di iscrizione dei ricorrenti all’albo di cui all'art. 14 della L.r. 24/1976.

Condanna l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese processuali che liquida, in favore della ricorrente, in €. 2.000,00, oltre accessori di legge e rifusione del contributo unificato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 29 giugno 2016 con l'intervento dei magistrati:

Solveig Cogliani, Presidente

Nicola Maisano, Consigliere, Estensore

Lucia Maria Brancatelli, Referendario

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Nicola Maisano   Solveig Cogliani
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO

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