Avviso 8, si decide il 19 dicembre

 corte dei conti

12.12.2017 - - La Corte dei Conti non ha registrato i decreti di finanziamento emessi dal governo uscente. I magistrati contabili hanno mosso dei rilievi piuttosto pesanti rinviando formalmente la decisione definitiva a martedì prossimo quando il caso passerà all’esame delle Sezioni Riunite. 

Gli uffici della Corte dei conti che si occupano del controllo preventivo, infatti, hanno deciso di non concedere il “visto” a una ventina di decreti di finanziamento agli enti relativi all’Avviso 8 firmati dal vecchio governo regionale e di rinviare l’esame alla Sezione di controllo che interverrà a livello collegiale.

La Corte, quindi, ci va cauta.

Anche perché nel frattempo pende un ricorso al Tar sull’Avviso che verrà discusso alla fine di maggio. Fino ad allora, quindi, non è possibile prevedere che fine farà il bando, appunto.

Intanto, come detto, il 19 dicembre la Corte dei conti riceverà ed esaminerà le controdeduzioni dell’assessorato ai rilievi sollevati e che hanno rappresentato un ostacolo in vista del “via libera” necessario.

Dopo i primi rilievi, infatti, l’assessorato ha scelto di non “controdedurre” in prima istanza. E così, i decreti sono stati “deferiti” alla Sezione dove la Regione potrà, in adunanza, far valere le proprie ragioni.

Ma se le controdeduzioni della Regione non saranno sufficienti, la Corte negherà il visto per l'avvio dell'avviso 8.

Nel quel caso arriva l'assicurazione del neo assessore Roberto La Galla:  "ripartiremo lo stesso stiamo pensando a un ‘piano B’”

Le ipotesi alternative  illustrate dall' assessore Lagalla sono tre: “Dall’adunanza capiremo se potremo andare avanti con l’Avviso 8, oppure se sarà necessario revocarlo o congelarlo in attesa della pronuncia dei tribunali amministrativi”.
“Ma è intollerabile – dice Lagalla – che da oltre due anni non si svolga un’ora di formazione in Sicilia. Noi vogliamo dare garanzie agli operatori e allo stesso tempo rispettare il dettato costituzionale che assegna alla Formazione un ruolo essenziale”. Come fare, però, visto il garbuglio burocratico nel quale è finito il settore? “Stiamo pensando a un piano B – dice Lagalla – e proprio per questo ho deciso di convocare prima di Natale le organizzazioni sindacali e quelle datoriali. Abbiamo già qualche idea, ma è necessario attendere l’adunanza del 19 e poi parlarne, appunto, con gli addetti ai lavori”. Sullo sfondo, una “soluzione-ponte”. Quella che porterebbe al reperimento di fondi dal bilancio regionale al posto di fondi europei (come quelli che finanzierebbero appunto l’Avviso 8). In attesa di capire cosa ne sarà del bando da 136 milioni.

Riportiamo anche la dichiarazione che l'assessore ha rilasciato al sito online Blog Sicilia

“Siamo rispettosi dei pronunciamenti giurisdizionali – dice a BlogSicilia l’assessore all’Istruzione e Formazione professionale Roberto Lagalla – ma dopo il 19 dicembre certamente dovremo fare qualcosa. Sono allo studio una serie di soluzioni che porteremo all’attenzione della giunta per far ripartire questo sistema che attualmente è fermo. Lo dobbiamo fare nel pieno rispetto dei lavoratori della Formazione che da anni aspettano di essere riavviati al lavoro,ma soprattutto nel rispetto della Costituzione che prevede che non ci siano interruzioni nel ciclo dell’istruzione e della Formazione”.

L’assessore Lagalla non lo dice ma di fatto salta agli occhi che questa interruzione, invece, è in corso da oltre due anni.

Ma a fronte di una situazione del genere come si può far ripartire il sistema della Formazione in queste condizioni? Più che ad un ritiro o annullamento o al pericoloso prosieguo sul percorso intrapreso e più volte censurati, il nuovo governo regionale starebbe pensando ad una terza strada: quella del congelamento. ma il rischio è quello di perdere i fondi comunitari che erano stati impegnati per questi scopi.

“Ci stiamo attrezzando con l’unione Europea per evitare il disimpegno – rassicura ancora Lagalla – c’è la possibilità di riutilizzare nell’immediato queste risorse sul Fondo Sociale Europeo”.

Ma cosa succederà alla Formazione? Si dovrà aspettare il nuovo anno scolastico e partire a settembre? “Io non credo – conclude Lagalla – che avremo un simile ritardo. Penso che riusciremo a far partire i nuovi corsi per la primavera 2018”.

Rassegna stampa

 

 
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