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Avviso 8, le sentenze del TAR del 18.06.2018

 

Pubblicato il 18/06/2018

N. 01375/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00027/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 27 del 2017, proposto da:
Consorzio Noe', in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Maria Catena Sciammetta, domiciliato ex art. 25 cpa presso Segreteria Tar in Palermo, via Butera, 6;

contro

Regione Siciliana, Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distrettuale dello Stato, domiciliataria, con uffici sitiin Palermo, via A. De Gasperi 81;

per l'annullamento

- del provvedimento del D.G. della Regione Sicilia - Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale, prot. 56548 del 7/10/2016, avente ad oggetto: PO FSE Sicilia 2014-2020 - Avviso 8/2016 "per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazioni mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia" - Comunicazione di inammissibilità in via definitiva dell'istanza ID935.

- Del provvedimento del D.G. della Regione Sicilia - Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale, prot. 56499 del7/10/2016, avente ad oggetto: PO FSE Sicilia 2014-2010. Avviso 8/2016" per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazioni mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia". Comunicazione di inamissibilità in via definitiva dell'istanza ID165.

- del provvedimento del D.G. della Regione Sicilia - Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale, prot. 56508 del 7.10.2016, avente ad oggetto Po ESE Sicilia 2014-2020- Avviso 8/2016 "per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazioni mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia" - Comunicazione di inammissibilità in via definitiva dell'istanza ID210.

- Nonché di tutti gli atti presupposti connessi e consequenziali agli atti impugnati.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Regione Sicilia Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale;

Vista l’ordinanza n. 140 del 27/01/2017;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 dicembre 2017 il dott. Roberto Valenti e udito l’Avvocatura dello Stato per la Pubblica Amministrazione intimata, come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

Con ricorso ritualmente notificato de depositato, il Consorzio Noè (Nuove Opportunità Euromediterranee) ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione degli effetti, i provvedimenti in epigrafe indicati con i quale l’Amministrazione ha dichiarato l’inammissibilità del progetto presentato dall’istanza Consorzio a valere nel contesto del P.O. FSE 2014-2020 di cui all’Avviso /2016.

Premette parte ricorrente di aver presentato, a seguito della pubblicazione da parte della Regione del c.d. “Avviso 8”2016”, tre istanze di finanziamento, identificate con n. ID 935 (importo di € 240.000,00), n. ID 210 (importo € 152.282,00) e n. ID 165 (importo € 473.760,00).

Evidenzia che con note nn. 51028, 51022 e 51025 del 21/09/2016 il Dipartimento dell’Istruzione e della formazione Professionale comunicava l’avvio del procedimento volto alla declaratoria di inammissibilità delle domande atteso che “il soggetto proponente, come rilevato dalla visura camerale dello stesso, è un consorzio ad attività esterna. Il socio consorziato CB Società Cooperativa Sociale (CF 0276940873) ha presentato contestuale domanda di finanziamento per l’avviso 8/2016”.

Alla predetta nota di avvio, il Consorzio dava riscontro con PEC del 23/09/2016 producendo documenti relativi alla cessazione per dimissioni del socio consorziato C&B dalla compagine sociale del Consorzio, in data di molto antecedente alla stessa pubblicazione del bando.

Malgrado detta nota, con il provvedimento definitivamente assunto, l’Amministrazione ha decretato l’inammissibilità delle domande; dal ché a proposizione del presente ricorso nel quale si articolano tre motivi di censura riconducibili alla violazione di legge ed eccesso di potere.

Resiste l’Avvocatura distrettuale dello Stato.

Con ordinanza n. 140 del 27/01/2017 la domanda cautelare incidentalmente proposta è stata accolta ai fini del riesame, tenuto anche conto dell’orientamento già espresso da questo Tribunale con l’ordinanza della Sez. III, n. 1441 del 6 dicembre 2016, con cui è stata accolta analoga domanda cautelare sul parallelo ricorso proposto dalla già associata C&B per le medesime questioni qui in rilievo.

In prossimità della pubblica udienza di trattazione l’Avvocatura ha articolato scritti a difesa chiedendo il rigetto del ricorso.

Alla pubblica udienza del 20 dicembre 2017 la causa è stata posta in decisione.

L’art. 3 comma 2° dell’Avviso n. 8/2016 prevede che in caso di partecipazione di consorzi aventi attività esterna (gli unici a cui è consentito partecipare alla misura) non è ammessa la contestuale partecipazione alla misura dei singoli consorziati, pena l’inammissibilità del finanziamento richiesto sia dal consorzio che dai consorziati

Sulla base di tale disposizione, l’amministrazione intimata ha dichiarato inammissibili le istanze di finanziamento presentate dalla ricorrente ritenendo che al Consorzio partecipi la società C&B Societa Cooperativa Sociale che a sua volta ha presentato autonome domande di partecipazione per il finanziamento di propri progetti formativi.

Parte ricorrente ha contestato in questa sede tali determinazioni, rilevando che la predetta C&B non faccia parte del Consorzio Noè a far data dal 16 dicembre 2009, come per altro rappresentato e documentato, oltre che nella presente controversia, anche in sede di partecipazione procedimentale a seguito del preavviso di rigetto delle istanza.

Su analoga controversia, instaurata dalla (già) consorziata C&B si è di recente pronunciato questo Tribunale Amministrativo con sentenza di accoglimento della Sez. III n. 2902/2017 (presso la quale il relativo ricorso era stato incardinato attesa la competenza della predetta Sezione ratione temporis in ordine alla materia di che trattasi nel 2016).

Le stesse considerazioni possono essere svolte in questa sede, anche ai fini della non contraddittorietà tra giudicati vertenti sulla sostanziale medesima questione di diritto.

Come evidenziato con la predetta sentenza n. 2902/2017, la circostanza che la C&B non faccia parte del Consorzio Noè a far data dal 16 dicembre 2009 risulta documentata mercé la produzione di copia della Delibera del Consiglio di Amministrazione del Consorzio e del relativo Verbale n. 8/2009 del 16 dicembre 2009, adottata in ragione della richiesta di dimissioni della C&B del 4/12/2009.

A differenti conclusioni non induce invero quanto dedotto dall’Avvocatura erariale con la memoria conclusiva del 06/11/2017.

L’Avvocatura si sofferma, in particolare, sulla natura degli atti prodotti che, valevoli nell’ambito interno del Consorzio, assumerebbero valenza di scritture private nei confronti dei terzi “e come tali prive di valore di prova legale, salvo il caso sia legalmente considerata come riconosciuta (art. 202 c.c.)”. Nel caso in specie, ad avviso dell‘Avvocatura, la delibera del Consiglio di Amministrazione non assumerebbe quindi valore di prova legale: solo l’autenticazione da parte di un Notaio costituisce il messo idoneo previsto dalla legge per conferirle certezza “privilegiata”. Per altro, continua la Difesa erariale, ai fini della opponibilità a terzi degli elementi essenziali del contratto consortile, l’art. 2612, comma III, cod. Civ. prevede che detti Enti siano obbligati alla loro registrazione presso l’ufficio del registro delle imprese.

La tesi non è condivisibile.

Occorre infatti rimarcare che nel caso in esame, come per altro riconosciuto dalla stessa Avvocatura, la questione rientra nel contesto della c.d. “pubblicità dichiarativa” i cui effetti sono sostanzialmente diversi dalla “pubblicità costitutiva” (cui è invece, ad esempio, riconducibile la diversa ipotesi di atto di cancellazione di un consorzio dal registro delle imprese: cfr. Trib. Roma, Sez. IV, Ordinanza 23/09/2015).

Entrambi gli istituti rientrano nel più ampio genus della pubblicità legale.

Tuttavia, a differenza delle ipotesi di “pubblicità costitutiva”, in presenza di “pubblicità dichiarativa” gli atti non sono opponibili ai terzi a meno che non si dimostra che questi ne erano a conoscenza.

Soccorre a tal fine l’art. 2193 cod. civ. secondo cui “I fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione, se non sono stati iscritti, non possono essere opposti ai terzi da chi è obbligato a richiederne l'iscrizione, a meno che questi provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza”.

Nel caso in esame, il Consorzio ha reso edotta l’Amministrazione, in sede di riscontro all’avviso di avvio del procedimento, dell’intervenuto recesso, a far data dal 2009, della consorziata C&B dalla compagine consortile: l’atto, quindi, risulta pienamente opponibile all’Amministrazione in sede di adozione del provvedimento definitivo. Tuttavia, la P.A. ha labialmente arguito che “le osservazioni non presentano elemento aggiuntivi”.

Ritiene il Collegio che l’opponibilità alla P.A., previa antecedente messa a disposizione degli elementi sopra illustrati, dell’atto di recesso per dimissioni della consorziata C&B, e del verbale del Consiglio di Amministrazione (cui è applicabile il regime della pubblicità “dichiarativa”), postula l’illegittimità del provvedimento di definitiva non ammissibilità delle domande proposte dal Consorzio Noè per la partecipazione al c.d. “Avviso 8/2016”, risultando fondata sia la prima censura (in cui si contesta il difetto di motivazione ex art. 3 L. 241/90 ed eccesso di potere); sia la seconda e la terza doglianza (in cui si contestano, sotto altri profili, l’eccesso di potere).

Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate, in conformità al precedente citato, nella misura di cui al dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna l’amministrazione resistente al pagamento delle spese di giudizio che liquida, in favore della ricorrente, in €. 2.000,00, oltre accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 dicembre 2017 con l'intervento dei magistrati:

Calogero Ferlisi, Presidente

Aurora Lento, Consigliere

Roberto Valenti, Consigliere, Estensore

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Roberto Valenti   Calogero Ferlisi
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO



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