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Ccnl vigilanza privata, ripreso il negoziato

vig

14.06.2018 - È ripreso l’11 giugno 2018 il confronto per il Ccnl Vigilanza privata.

In premessa, i sindacati hanno stigmatizzato il comportamento di alcune associazioni datoriali che avevano disdetto il previsto incontro di aprile a causa della proclamazione dello sciopero del 4 maggio: come già anticipato in precedenza, le organizzazioni sindacali hanno ribadito che la responsabilità – a due anni dalla presentazione della piattaforma da parte dei sindacati – incombe proprio sulle controparti e se nei prossimi mesi si continuerà a manifestare un atteggiamento dilatorio e con pretese inaccettabili sulle parti normative e salariali, la conseguenza sarà nuovamente il ricorso alla mobilitazione.

I rappresentanti dei lavoratori hanno inoltre dichiarato la disponibilità ad affrontare tutti i temi del negoziato, senza pregiudiziali, alla condizione che tale approccio sia comune.

Nel merito, sono stati ripercorsi gli argomenti oggetto sino ad oggi dei documenti presentati dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali ed in particolare:

  • quanto alla sfera di applicazione e all’impostazione del nuovo CCNL, la sua unicità formale e sostanziale è punto imprescindibile: non si può condividere la proposta datoriale che ipotizza una differenziazione per parti speciali, all’interno delle quali siano definite condizioni di classificazione, orario di lavoro e retribuzione diverse;
  • la contrattazione collettiva si deve confermare articolata su due livelli, di cui uno a valenza territoriale o regionale; la materia dell’organizzazione del lavoro può essere assegnata al livello aziendale, in un quadro di regole generali stabilite dal CCNL;
  • il cambio di appalto non può essere pregiudizialmente subordinato. Ad interpretazioni delle norme di legge (art. 2112 c.c.), così come preteso dalle associazioni datoriali, anche per evidenti ragioni di inammissibilità. I sindacati hanno riconfermato l’estrema importanza di pervenire ad un miglioramento delle regole esistenti e, soprattutto, al loro rispetto;
  • relativamente all’aumento a 45 ore settimanali per i servizi di piantonamento, i sindacati hanno espresso netta contrarietà. Il “recupero di efficienza e produttività” si deve realizzare in ben altre soluzioni, non certo in un ulteriore peggioramento dell’orario di lavoro;
  • quanto al tema della malattia (richiesta di superamento dell’integrazione della carenza), è stato ricordato che sul tema si assiste ad un attacco sistematico anche in altri settori; pur non essendovi pregiudiziali, la contrarietà è netta anche in relazione alle altre richieste peggiorative poste dalle controparti.

Il salario è un argomento tradizionalmente riservato alla fase conclusiva della trattativa, ma le associazioni datoriali non possono pensare che il tempo trascorso sia ininfluente rispetto alla legittima aspirazione ad un aumento dignitoso, che dia risposta soprattutto alla parte di addetti alla sicurezza il cui salario è ampiamente al di sotto di questa condizione.

Le associazioni datoriali hanno dichiarato la disponibilità a proseguire il confronto, cominciando ad approfondire il tema del mercato del lavoro: sono state fissate le riunioni del 4 luglio e del 19 luglio.

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