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La vertenza Mercatone Uno

 

M1

Mercatone Uno, la Regione convocherà Cosmo Spa sul futuro del sito di Colle Val d’Elsa

Impegno preso al termine dell’incontro a Firenze con sindaci e sindacati. Si discuterà della situazione anche degli ipermercati in Lucchesia

La Regione Toscana convocherà nei prossimi giorni la Cosmo Spa per un confronto sul futuro produttivo dei tre punti vendita Mercatone Uno di Lucca, Altopascio (Lu) e Colle Val d’Elsa (Si), che saranno rilevati dalla società abruzzese titolare del marchio Globo.
E’ questo l’impegno preso oggi dal consigliere per il lavoro del presidente Enrico Rossi, Gianfranco Simoncini, nel corso dell’incontro che si è tenuto in Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze. Erano presenti i sindaci di Altopascio, Colle Val d’Elsa e Poggibonsi, rappresentanti del Comune e della Provincia di Lucca, il consigliere regionale Gabriele Bianchi e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria.

Da parte di sindacati e amministrazioni locali sono state manifestate stamani tutte le preoccupazioni per le ricadute, in termini di occupazione, che l’acquisizione potrebbe comportare. Su un totale di 141 dipendenti presenti nei tre siti, il piano della Cosmo, che opera con il marchio Globo nel settore dell’abbigliamento, prevede attualmente la conferma di 56 posti di lavoro. Sono numeri pesanti, hanno sottolineato, sui quali è in atto un confronto serrato con l’azienda (per il 22 e 29 giugno prossimi sono già previsti due incontri tra azienda e sindacati).

Simoncini – che ha ricordato anche la mozione approvata recentemente, all’unanimità, dal Consiglio regionale sulla vertenza – ha confermato il pieno impegno dell’amministrazione regionale e del presidente Rossi per salvaguardare al massimo i livelli occupazionali, sia lavorando per aumentare la previsione di lavoratori reintegrati, sia prevedendo l’attivazione di processi di formazione e ricollocazione produttiva per chi dovesse rimanere escluso.

Sui contenuti dell’incontro di oggi, ha informato Simoncini, lo stesso presidente Rossi scriverà al ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, chiedendo un attivo interessamento da parte dei Governo per una vertenza che ha carattere nazionale, valutando anche la riattivazione del tavolo ministeriale. In Toscana sono presenti altri due punti vendita Mercatone Uno, a Navacchio (Pi) e a Calenzano (Fi), che sono però interessati dall’acquisizione da parte di Shernon Holding.

Mercatone Uno, la vertenza finirà in ministero 14 giugno 2018 14:24 

Incontro con la proprietà e poi tavolo al Ministero del lavoro e dello sviluppo economico per trovare una soluzione sostenibile e adeguata alle esigenze di tutte le parti in causa. Sono queste le due novità principali emerse dal tavolo regionale che si è tenuto questa mattina (giovedì 14) nella sede della Regione Toscana alla presenza del Consigliere del Presidente per le questioni del lavoro, Gianfranco Simoncini, del sindaco di Altopascio, Sara D'Ambrosio, dell'assessore comunale con delelga alle attività produttive, Andrea Pellegrini, del consigliere provinciale, Nicola Boggi, e del consigliere comunale di Lucca, Roberto Guidotti. Presenti anche le organizzazioni sindacali. «A fine mese, il 22, i sindacati incontreranno l'azienda – spiega D'Ambrosio - La Regione, inoltre, di concerto con le amministrazioni locali, sia comunale che provinciale, si farà carico di convocare l'incontro con l'azienda e poi con il Ministero del lavoro, per portare la vertenza su un piano nazionale. Il tavolo regionale resta attivo per tutto il periodo, così da seguire e monitorare gli sviluppi futuri. La partita è infatti aperta e ci sono da sciogliere un po' di questioni: l'interesse della nuova azienda per il sito di Altopascio e, in particolare, il piano occupazionale e industriale che vuole sviluppare; le clausole di non concorrenza con la proprietà dell'immobile altopascese; il percorso futuro, a partire dalla valutazione delle altre realtà che possono essere interessate all'utilizzo dell'area, visto che il sito di Altopascio è molto vasto. Da parte nostra resta come obiettivo principale la salvaguardia dei posti di lavoro e il mantenimento del punto commerciale ad Altopascio. Come per le altre vertenze che abbiamo seguito in questi due anni, l'attenzione è massima e stiamo conducendo un lavoro costante, che coinvolge anche l'amministrazione provinciale e quella del comune capoluogo, per arrivare alla soluzione migliore per tutti». Fonte: Comune di Altopascio

Mercatone Uno, sospesi dal 4 giugno 46 dipendenti

«Dopo 18 anni di servizio esuberi sono spropositati» 

Palermo 13.06,2018 - Sit-in di protesta questa mattina, in via La Malfa, da parte dei lavoratori della nota catena di mobili e arredamenti. L'azienda subentrante prospetta il riassorbimento di soli 19 di loro, e con contratti part-time. Con loro anche il consigliere comunale M5s Igor Gelarda. «Il punto vendita di Palermo era in salute»

Sono in una condizione di limbo lavorativo: sospesi non si sa fino a quando, in attesa che subentri la nuova azienda. Ma rischiano fortemente di rimanere a casa, alle porte dell'estate. Sono i 46 dipendenti del Mercatone Uno di via Ugo La Malfa, che questa mattina hanno inscenato un sit-in di protesta di fronte quella che rischia di essere l'ex datore di lavoro. Da tre anni in amministrazione giudiziaria, il punto vendita della nota catena di mobili e arredamenti dal 4 giugno è chiuso. Con loro c'è anche il consigliere comunale del M5s Igor Gelarda, che ieri - in qualità di membro della commissione attività produttive - ha chiesto che venissero ascoltati.

«Dopo 18 anni di servizio e di fatturati, con un punto vendita che è stato il primo in Italia, adesso siamo in esubero - dice Manlio Mandalari, dirigente regionale Cgil Filcams -. Siamo rimasti in cassa integrazione fino al 4 giugno, e ora siamo sospesi. Il piano di cessione prevede un esubero spropositato: su 46 dipendenti solo 19 sarebbero eventualmente ceduti alla nuova azienda, mentre il punto vendita di Carini è definitivamente chiuso con 48 dipendenti a casa. A Catania poi su 103 lavoratori 85 verrebbero licenziati, vuol dire l'85 per cento degli esuberi. Tutto questo, voglio ricordarlo, lo si è fatto in regime di amministrazione straordinaria e con l'ex ministro Carlo Calenda che ha messo la firma su un piano di cessione che non mantiene le promesse».

D'altra parte, come fa notare sempre Mandalari, «l'eventuale acquirente ha fatto un'offerta che massacra i contratti, che per quei 19 fortunati passeranno da full time a part-time». Dopo l'incontro di ieri al Comune, lavoratori e sindacalisti hanno chiesto un'audizione all'Ars. «In una regione con problemi lavorativi enormi questa situazione è intollerabile - afferma il consigliere comunale Igor Gelarda -. La cosa che fa rabbia è che il punto vendita Mercatone Uno di Palermo aveva un fatturato di 18 milioni di euro all'anno, quindi era in perfetta salute. Come Movimento 5 Stelle ci stiamo adoperando a tutti i livelli e in tutti i modi perché la situazione dei tre punti vendita in Sicilia venga salvaguardata, ma in realtà, come ha detto lo stesso ministro Di Maio, è necessario che si riveda con attenzione la situazione degli oltre 70 punti vendita disseminati in Italia».

La crisi di Mercatone Uno va avanti da anni. E riguarda tutta la penisola. Anche se colpisce particolarmente in Sicilia. «In tutta Italia si parla di mille licenziati su tremila lavoratori a disposizione - continua Mandalari - ma se andiamo a vedere anche i numeri dei nuovi contratti, con passaggi al Job's Act e al part-time, la forbice si allargherebbe. Mi preme sottolineare che l'azienda è finita in crisi fallimentare non per la crisi dovuta al settore e in generale alla situazione economica degli ultimi anni, ma per bancarotta fraudolenta. Si è creata così una voragine e una posizione debitoria, l'amministrazione straordinaria ha soltanto allungato l'agonia. L'amministrazione straordinaria è passata a due bandi pubblici andati deserti per giungere a una trattativa privata che sta salvaguardando, appunto, solo gli interessi privati».

Dopo la protesta di questa mattina, che segue altre mobilitazioni avvenute nel corso degli anni, si resta in attesa di una eventuale convocazione alla Regione. «Non perchè oggi si debba parlare di bacini di precari - chiarisce il sindacalista - ma perchè le istituzioni devono dare voci alle situazioni di disagio. Chiediamo che il nuovo ministro possa rivedere i numeri di questa trattativa, e bisogna fare il possibile per evitare che anche i dipendenti di Mercatone Uno ingrossino l'esercito dei 15mila precari siciliani. Possiamo prevedere un piano B ma al momento ragioniamo mantenimento dei posti di lavoro nell'azienda

 

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