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Da aprile si potrà decidere se parlare con operatori connazionali o della Ue

Da aprile si potrà decidere se parlare con operatori connazionali o della Ue «Vale anche per le aziende che hanno spostato le sedi» Multe a chi non si adegua

  • Corriere della Sera
  • 10 Dec 2016

in vigore dopo 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. «La norma vale anche per le aziende che hanno già spostato le sedi all’estero. Per questo la legge lascia tre mesi di tempo per organizzarsi», spiega il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, molto attiva su questo fronte.

Parlare con un operatore fuori Italia è molto frequente. Le aziende italiane hanno delocalizzato perché conviene: il call center è un settore ad alta densità di manodopera e all’estero, in Paesi come l’Albania, il costo del lavoro è inferiore. Ma che cosa succede alle aziende che non si adeguano? «È prevista una sanzione da 50 mila euro a giornata», dice Bellanova.

Dunque, per avere risposte, risolvere problemi e fare reclami potremo parlare con un lavoratore italiano. Dal punto di vista del servizio ottenuto probabilmente non cambierà nulla, visto che gli albanesi parlano un italiano impeccabile. I vantaggi dovrebbero averli gli addetti ai call center che lavorano in Italia e che, a causa della delocalizzazione, hanno perso o stanno rischiando il posto di lavoro. Soltanto per fare un esempio attuale, la società Almaviva Contact ha in programma di chiudere le sedi di Roma e Napoli, con la conseguente perdita del posto per oltre 2.500 dipendenti entro la fine dell’anno a causa — motiva la società — della concorrenza