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Disabili: Il giudizio di inidoneità alla mansione espresso dal medico compentete non può produrre risoluzione del rapporto di lavoro

MEDICO

Il giudizio di inidoneità alla mansione espresso dal medico compentete non può produrre risoluzione del rapporto di lavoro

Il giudizio di inidoneità alla mansione espresso dal medico competente, non è sufficiente per procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro.

9  maggio 2018

Nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell'organizzazione del lavoro, il rapporto di lavoro con la persona con disabilità, assunta tramite il collocamento obbligatorio, ovvero con legge 68/99, può essere risolto dal datore di lavoro solo se, la commissione integrata accerti la definitiva impossibilità di reinserimento della persona con disabilità all’interno dell’azienda.
Lo stabilisce l’articolo 10 comma 3 della legge 68/99 e viene ribadito in diverse sentenze di cassazione, ultima la numero 10576 del 28 aprile 2017.
L’eventuale giudizio di inidoneità alla mansione espresso dal medico competente, nell’esercizio della sorveglianza sanitaria prevista dal D.lgs. 81/2008,  non è infatti sufficiente per procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro.
La commissione medica a cui si fa riferimento nella legge 68/99, è quella prevista dall'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Inoltre, come si legge al comma 4 art. 1 Legge 68/99, qualora si riscontri una condizione di aggravamento che, sulla base dei criteri definiti dall'atto di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 1, comma 4, (ovvero il DPCM 13/01/2000) sia incompatibile con la prosecuzione dell'attività lavorativa, o tale incompatibilità sia accertata con riferimento alla variazione dell'organizzazione del lavoro, il disabile ha diritto alla sospensione non retribuita del rapporto di lavoro fino a che l'incompatibilità persista. Durante tale periodo il lavoratore può essere impiegato in tirocinio formativo.
Nel caso della sentenza del 2017, il lavoratore era stato licenziato a seguito del giudizio di inidoneità certificato dal medico competente e, i primi due gradi di giudizio, il lavoratore che aveva impugnato il licenziamento, era risultato soccombente perché i giudici non avevano considerato rilevante che il giudizi di inidoneità fosse stato espresso dal medico competente e non dalla commissione medica.
Relativamente invece alla possibile sovrapposizione delle norme relative la sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, l’allora D.Lgs. n. 626 del 1994 (oggi D.Lgs 81/08) e la norma in materia di assunzioni obbligatorie, la allora 482 del 1968 (oggi Legge 68/99), si è espressa la sentenza della corte costituzionale 354/1997. I giudici hanno ritenuto che, nella parte in cui dette discipline sembravano sovrapporsi, le stesse possono coesistere, nel senso che dopo l’eventuale valutazione di inidoneità da parte del medico competente per la sorveglianza sanitaria, la persona con invalidità può, con ricorso, domandare l’accertamento sanitario del collegio medico sulle assunzioni obbligatorie in considerazione del carattere speciale di tale normativa.
Per completezza di informazione si suggerisce anche la lettura della sentenza di Corte di Cassazione n. 8450del 10 aprile 2014.
 
Normativa di riferimento
  • Legge 2 aprile 1968, n. 482 – “Disciplina generale delle assunzioni obbligatorie presso le pubbliche amministrazioni e le aziende private”;
  • Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626  - ((Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42, 98/24 e 99/38 riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro));
  • Sentenza della Corte Costituzionale 354/1997;
  • Legge 12 marzo 1999 n. 68: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili";
  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 Gennaio 2000 – “Atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili, a norma dell'art. 1, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68. pubblicato sulla G.U. 22 febbraio 2000 n. 43”;
  • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81: “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
  • Sentenza Corte di Cassazione n. 15269 del 12 settembre 2012;
  • Sentenza Corte di Cassazione, n. 8450 del 10 aprile 2014;
  • Sentenza Corte di Cassazione n. 10576 del 28 aprile 2017.
SuperAbile Articolo di Giorgia Di Cristofaro