Visite agli articoli
6475360

Abbiamo 468 visitatori e nessun utente online

Provvedimenti per il funzionamento dei centri per l'impiego e in materia di politiche attive del lavoro

 cpi

Approfondimenti

L’art. 1 - commi da 793 a 799 - della legge n. 205/2017 stabilisce che il personale dei Centri per l’impiego passa dalle Province alle Regioni con un finanziamento statale stabile annuo.

Importanti provvedimenti sono stati assunti per la funzionalità dei centri per l’impiego e in materia di politiche attive per il lavoro, che si auspica possano incidere positivamente anche sul collocamento mirato dei disabili previsto dalla legge n. 68/99.
L’art. 1 - commi da 793 a 799 - della legge n. 205/2017 (legge di Bilancio per il 2018) stabilisce che il personale dei Centri per l’impiego passa dalle Province alle Regioni con un finanziamento statale stabile annuo, a partire dal 2018, di 235 milioni di euro per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e 16 milioni di Euro  per quelli a tempo determinato.
Le Regioni dovranno sostenere la spesa di finanziamento delle sedi e degli uffici e di ogni tipologia contrattuale diversa dal tempo indeterminato e dal tempo determinato.
Con questa norma si pone termine alle incongruenze create nel sistema del collocamento con la legge n. 56/2014 che ha privato le Province di funzioni e competenze sulla gestione delle politiche del lavoro senza prefigurare alternative. A causa di ciò nell’ultimo triennio si è determinata una situazione in cui le Regioni avevano la responsabilità dei centri per l'impiego ma non il personale che era rimasto in capo alle Province. Ciò ha creato una situazione di grande incertezza con conseguenze sulla efficienza e funzionalità dei centri per l’impiego.
Si chiarisce così che dovranno essere direttamente le Regioni a promuovere e gestire i centri per l’impiego.
In data 24 gennaio 2017, con un accordo nell’ambito della conferenza Stato-Regioni, è stato definito il riparto tra le Regioni dei fondi per il personale a tempo determinato e indeterminato.
Mentre in data 15 febbraio 2017 la Conferenza Unificata ha approvato ai sensi dell’articolo 1, comma 799, della legge n. 205/2017, lo schema di Convenzione quadro per la gestione della fase transitoria del trasferimento del personale dei Centri per l’impiego, fase transitoria che la stessa legge n. 205/2017 art. 1 – comma 798 fissa al 30 giugno 2018.
Inoltre sono in corso di sottoscrizione le convenzioni tra ministero del Lavoro, Anpal e Regioni per l'assunzione, con fondi della Comunità Europea, di 1.600 unità di personale aggiuntivo per rafforzare i Centri per l'impiego, di cui 600 da dedicare alla gestione delle misure per l’inclusione attiva e al reddito di inclusione (Rei).
Si coglie l’occasione per segnalare alcuni altri importanti provvedimenti in materia di politica attiva del lavoro.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - con Decreto dell’11 gennaio 2018,  pubblicato sul sito dell’ANPAL il 28 marzo 2018 - ha reso note le linee di indirizzo triennali dell’azione in materia di politiche attive, finalizzate ad implementare la riforma dei servizi per il lavoro prevista dal Decreto Legislativo n. 150/2015 emanato in attuazione della legge n. 183/2014.
Oltre al piano triennale, il decreto illustra gli obiettivi dell'anno in corso in materia di politiche attive del lavoro.
In allegato al provvedimento sono riportati:

  • gli indicatori degli obiettivi annuali previsti per l’anno 2018 (All. A);
  • i livelli essenziali delle prestazioni da erogare su tutto il territorio nazionale (All. B).

Il decreto del ministero del lavoro e delle politiche sociali sempre in data 11 gennaio 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19 aprile 2018, ha stabilito i nuovi criteri sulla base dei quali le Regioni e le Province autonome definiscono i propri regimi di accreditamento. In tal modo, si è creato un sistema sinergico tra l'accreditamento nazionale e i diversi sistemi regionali, per offrire alle persone maggiori e migliori opportunità di essere assistite nei loro percorsi di avvicinamento e collocazione nel mercato del lavoro. Si ricorda che l’accreditamento è la procedura mediante la quale l’Anpal, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano riconoscono, a un operatore pubblico o privato, l’idoneità a erogare i servizi al lavoro negli ambiti territoriali di riferimento, anche mediante l’utilizzo di risorse pubbliche, nonché la partecipazione attiva alla rete dei servizi per le politiche del lavoro con particolare riferimento ai servizi di incontro fra domanda e offerta di lavoro.
 
Normativa di riferimento

  • Legge 12 marzo 1999, n. 68: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili”;
  • Legge 7 aprile 2014, n. 56: “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”;
  • Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
  • Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150 : “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
  • Legge 27 dicembre 2017, n. 205: “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”
  • Decreto Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 11 gennaio 2018: “Linee di indirizzo triennali dell’azione in materia di politiche attive (2018-2020)”;
  • Decreto Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 11 gennaio 2018: “Criteri per la definizione dei sistemi di accreditamento dei  servizi per il lavoro”.

 
 
 © Copyright SuperAbile