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Stabilizzazione ex Pip, rassegna stampa

 musumeci

 
Il Presidente Musumeci
 
04.05.2018 -   A  pochi giorni dall'approvazione della Finanziaria 2018, il tema delle stabilizzazioni dei lavoratori precari resta quello più caldo. Il presidente Nello Musumeci difende le scelte dell'assemblea regionale siciliana e del suo governo, si dice sicuro che, anche nel peggiore dei casi, il sussidio garantito ai 2.800 ex Pip (i lavoratori disagiati di Palermo) continuerà a essere erogato, nonostante il pesante contenzioso che c'è tra la Regione e l'Inps. Ma sul rischio che il governo nazionale possa impugnare la norma, il governatore rimane guardingo. "Ci sono deputati regionali che hanno costruito le proprie campagne elettorali sui lavoratori ex Pip. Ma ora la ricreazione è finita"."Noi abbiamo avuto il coraggio di compiere un'azione di cui tutti hanno parlato in questi ultimi anni, ma nessuno ha mosso un dito - ha aggiunto - I Pip sono una forza lavoro di cui c'è bisogno. E' anche una iniziativa di recupero sociale, non dimentichiamolo mai".

Sulla possibilità di una impugnativa della norma, Musumeci non si sbilancia. "Vedremo - ha concluso - quale sarà la sorte e ci comporteremo di conseguenza, è chiaro che i finanziamenti continueranno a essere assicurati".

La legge Madia
 
La legge Madia, n. 75/2017,  intervenuta  sulle stabilizzazioni, ha consentito  alle amministrazioni di assumere personale a tempo indeterminato, purché a sua volta reclutato con procedure concorsuali»
 
Quotidiano di Sicilia
Rischio impugnativa per precari stabilizzati e parcheggiati in Resais

di Raffaella Pessina

La società contenitore “gestisce” ben 550 lavoratori: in arrivo altri 2.800 ex Pip. Il passaggio comporterebbe l’assunzione a tempo indeterminato 
 
PALERMO - Potrebbe essere impugnata la norma della finanziaria approvata dall’Assemblea regionale siciliana e che stabilisce l’ingresso nella partecipata “contenitore” Resais, quasi 3 mila ex Pip, figli del progetto “Emergenza Palermo”.
Si tratta di personale che al momento beneficia di un sussidio versato dall’Inps anche se pagato dalla Regione, mentre il passaggio in Resais comporterebbe l’assunzione a tempo indeterminato, probabilmente part-time, in una società industriale, con l’onore di pagare i contributi a queste persone ai quali finora la Regione non versa neppure un euro. Un vero e proprio esercito quello dei Pip che, negli anni, si è andato ingrossando a dismisura e che, fino al 2010, era a carico della Regione, ma gestito dal comune di Palermo, e che tre anni fa l’allora esecutivo Lombardo decise di far confluire nella Social Trinacria con contratto a tempo indeterminato.
Poi l’esercito che negli anni è andato diminuendo, passando dai 3.300 circa ai 2.992 attuali sparsi tra dipartimenti ed enti regionali, ospedali, uffici giudiziari, onlus, scuole e perfino parrocchie. Tutti lavoratori che erano in carico a piazza Pretoria attraverso la Spo, Servizi per l’occupazione, la società satellite della Gesip nata il 26 marzo del 2004 per gestire il progetto “Piano per l’occupabilità dei soggetti svantaggiati dell’area metropolitana della città di Palermo”, in cui erano coinvolti 3200 “ex Pip” tra cui 1800 ex detenuti, disoccupati, ex alcolizzati ed ex tossicodipendenti. Oggi i Pip passano alla Resais, ma il problema è la tipologia contrattuale che andrebbe applicata agli ex Pip.
La Regione negli anni ha collocato nella Resais il personale più svariato, ‘soccorso’ da situazioni di crisi anche industriale arrivando alla cifra record di 5000 alla fine degli anni Novanta. Se non ci fosse stata la riforma Fornero in Resais sarebbero rimasti 70 lavoratori invece degli attuali 550, di cui 250 in accompagnamento alla pensione e la restante parte collocata soprattutto nei comuni e nei rami dell’amministrazione regionale, con un’età anagrafica comunque alta. Sulla situazione gli uffici Resais sono in attesa di capirne di più, sotto il profilo giuridico e soprattutto sotto quello finanziario anche perché la società si limiterebbe a gestire il personale assegnandolo alla pubblica amministrazione e a pagare gli stipendi comunque a carico della Regione.