https://www.MotorDoctor.it' title=

Tornare al lavoro dopo l’infortunio: è più facile grazie a Inail

inail

 

Presentato al Forum PA di Roma, nel corso di un convegno organizzato da SuperAbile Inail, il ruolo dell’Istituto nei processi di reinserimento dei soggetti colpiti da infortunio o malattia professionale: un aiuto economico e di professionalità per ottenere gli accomodamenti previsti dalla normativa

25 maggio 2017

ROMA – Ritrovare il proprio posto di lavoro anche dopo aver subito un infortunio o essere stato colpito da una malattia professionale: un diritto che per i lavoratori è più concreto e reale da quando l’Inail ha assunto in pieno il ruolo di facilitatore dei processi di reinserimento, da un lato accompagnando i lavoratori e dall’altro sostenendo non solo economicamente ma anche sotto numerosi aspetti di consulenza i datori di lavoro. E’ di questo compito di fondamentale importanza sociale che si è parlato giovedì 25 al Forum PA ospitato a Roma al Centro Congressi “La Nuvola” nel corso del convegno organizzato da SuperAbile Inail, insieme alla Direzione centrale Prestazioni Socio-sanitarie di Inail, dedicato proprio al “reinserimento e integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro”.
 
Una funzione che trova la sua origine nell’articolo 1, comma 166, della legge n.190/2014 che attribuisce all’Inail competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, completando così il modello di tutela garantita dall’Istituto finalizzata al recupero dell’integrità psico-fisica degli infortunati e dei tecnopatici per un tempestivo reinserimento sociale e lavorativo. Una norma che prevede interventi di superamento e abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro, di adeguamento e adattamento delle postazioni di lavoro e di formazione, interventi individuati nell’ambito di progetti personalizzati elaborati da Inail con il coinvolgimento del lavoratore e del datore di lavoro.
 
Un lavoro che sta producendo i suoi frutti nelle storie di alcuni infortunati sul lavoro che in questi mesi stanno affrontando il percorso che conduce al ritorno sul luogo di lavoro. Come il caso di una artigiana siciliana, la signora Loredana Puglisi, raccontato in un video che ha mostrato il percorso compiuto dopo un grave infortunio per ritrovare la migliore autonomia possibile nel compiere le proprie mansioni.
 
SORRENTINI. L’intervento dell’Inail – ha spiegato nel suo intervento il direttore centrale Prestazioni Socio-sanitarie, Luigi Sorrentini – è fondamentale perché permette di ridurre notevolmente la compressione del diritto al lavoro della persona disabile, in capo alla quale sussiste il diritto soggettivo a conseguire da parte del datore di lavoro quegli accomodamenti ragionevoli che siano in grado di consentirgli di continuare a svolgere il proprio lavoro anche dopo l’infortunio”. La normativa prevede che il datore di lavoro abbia l’obbligo di attuare l’accomodamento ragionevole, inteso come l’insieme di quelle “modifiche e adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un carico sproporzionato o eccessivo, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per assicurare alle persone con disabilità il godimento e l'esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e libertà fondamentali”. Una nozione, quella di accomodamento ragionevole, che vede come centrale il concetto di “carico sproporzionato o eccessivo”. Ponendo a carico del bilancio di Inail (entro i limiti previsti dalla normativa) il costo degli interventi di accomodamento ragionevole, è evidente - ha spiegato Sorrentini – che la tutela del lavoratore viene rafforzata.
 
BENEDETTI. Il ruolo assunto da Inail richiama sul singolo caso concreto una serie di professionalità e competenze. Fra queste quelle riguardanti la formazione del personale e quelle riguardanti l'adeguamento delle postazioni di lavoro, e quindi arredi, ausili, dispositivi tecnologici e informatici e di automazione, adeguamento di macchine e attrezzature di lavoro, comandi speciali e adattamenti di veicoli costituenti strumento di lavoro. L’attuazione dei progetti di reinserimento comporta scelte tecniche operative adeguate, in grado di risolvere le problematiche di limitazione funzionale del lavoratore che rientra dopo l’infortunio o malattia con postumi permanenti”, ha spiegato nel suo intervento Fabrizio Benedetti, il coordinatore generale di Contarp (Consulenza Tecnica Accertamento del Rischio e Prevenzione). Le coperture offerte da Inail arrivano a 95 mila euro per abbattimento di barriere nei luoghi di lavoro, a 40 mila per adeguamento e adattamento delle postazioni di lavoro, a 15 mila per interventi di formazione o addestramento. Attraverso queste modalità e grazie alle sinergie messe in campo, ha detto Benedetti, si costruisce passo dopo passo il ritorno al lavoro dei chi ha una disabilità causata da infortunio o malattia professionale e in questo modo, assicura riprendendo le parole di un collega, “ci si sente utili e al servizio degli altri come in nessuna altra attività tra quelle che l’Istituto ci ha chiamati a svolgere sino ad oggi”.
 
MESCHINO. Dell’adattamento fisico dell’ambiente di lavoro ai nuovi bisogni del lavoratore ha parlato nel suo intervento Michele Candido Meschino, coordinatore generale della CTE (Consulenza tecnica per l'edilizia), che ha spiegato le diverse opzioni di interventi edilizi, impiantistici e domotici che l’Istituto mette in campo, sia sul luogo di lavoro sia sui tragitti per raggiungerlo. Un’attività di consulenza a disposizione non solo del lavoratore ma soprattutto del datore di lavoro, che tiene conto di tutte le variabili possibili, ad iniziare da quelle legate alla proprietà o meno – da parte del datore di lavoro – dell’immobile sul quale si pianificano gli interventi (frequente il caso in cui per realizzarli deve essere acquisito anche il consenso del proprietario degli immobili dove viene svolta l’attività lavorativa).
 
GOGGIAMANI. Fra le varie competenze impegnate, c’è naturalmente anche quella dei medici dell’Inail, un esercito di 500 medici attivi in circa 200 ambulatori in tutta Italia che gestisce infortuni e malattie professionali da parte di Inail. Una figura, quella del medico Inail, che non va confusa con quella del medico competente, e su cui ha fatto chiarezza nel suo intervento Angela Goggiamani, fino ad alcuni giorni fa Sovrintendente sanitario centrale di Inail. “Il medico competente e il medico Inail parlano linguaggi differenti: il medico Inail nella fase acuta formula un giudizio sull’inabilita temporanea assoluta e successivamente valuta i postumi a carattere permanente; il medico competente formula invece un giudizio di idoneità/inidoneità alla mansione specifica”. Goggiamani ha ricordato che quando avviene un infortunio e il lavoratore corre il rischio di non poter più lavorare “si apre sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro una fase di limbo nella quale si inserisce il ruolo e la funzione sociale dell’Inail”. Per questo, ha sottolineato, è fondamentale un’importante campagna di comunicazione che coinvolga tutte le figure interessate, in modo da rendere più conosciuto l’intero procedimento messo a punto dall’Istituto anche sulla base dei casi concreti che via via si sono presentati.

Ognuno ha il suo lavoro: l’aiuto dell’Inail per tornare alla propria mansione

Fra le tante figure messe in campo da Inail per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro anche quella dei medici: sono 500, attivi in 200 laboratori in tutta Italia. Goggiamani: “Impegnati per far uscire lavoratori e datori di lavoro dal limbo in cui entrano dopo l’infortunio”


25 maggio 2017

ROMA – Ci sono i tecnici, gli ingegneri, gli architetti e naturalmente anche i medici fra le tante figure targate INAIL impegnate sul territorio a realizzare quei progetti personalizzati che consentono alle persone con disabilità da lavoro di conservare il proprio impiego potendo contare su una serie di interventi capaci di facilitare tale ritorno. Un’attività importante, complementare a quella dei medici competenti Asl, e che rientra a pieno titolo fra quelle che nell’ampiezza generale dell’intervento conducono ad un risultato fortemente sentito dal lavoratore e dal datore di lavoro. Dei medici e dei loro compiti ha parlato Angela Goggiamani, fino ad alcuni giorni fa Sovrintendente sanitario centrale di Inail, nel corso del convegno dedicato proprio al “reinserimento e integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro” organizzato giovedì 25 maggio 2017 al Forum PA di Roma da SuperAbile Inail, insieme alla Direzione centrale Prestazioni Socio-sanitarie di Inail.
 
“Fra i circa 650 mila infortuni e le circa 58 mila malattie professionali ve ne è una parte in cui il lavoratore corre il rischio di non poter più lavorare, con grave danno suo personale ma anche del datore di lavoro, che potrebbe non poter più contare sull’esperienza maturata dal suo dipendente nel corso del tempo: in quel momento si apre sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro una fase di limbo nella quale si inserisce il ruolo e la funzione sociale dell’Inail”, ha affermato.
 
In Italia vi è un esercito di 500 medici Inail attivi in circa 200 ambulatori in tutto il territorio nazionale: una figura, quella del medico Inail, che non va confusa con quella del medico competente: “Il medico Inail nella fase acuta formula un giudizio sull’inabilita temporanea assoluta e successivamente valuta i postumi a carattere permanente; il medico competente formula invece un giudizio di idoneità/inidoneità alla mansione specifica”. Due giudizi che non sono in contrasto ma fanno riferimento a due differenti condizioni che il legislatore ha voluto comunque tutelare.
 
“Per preciso e inequivocabile dettato normativo – è stato chiarito - al medico Inail non è richiesto, pertanto, di accertare e certificare che il lavoratore abbia pienamente recuperato l’attitudine al lavoro ma, al contrario, che sia cessato lo stato di inabilità assoluta. Quest’ultimo giudizio, quindi, può e deve essere espresso anche quando residuino parziali impedimenti temporanei al lavoro che, tuttavia, non pregiudichino la maggior parte delle attività proprie dell’occupazione dell’infortunato o tecnopatico o quelle maggiormente qualificanti”. “Il medico Inail – sottolinea Goggiamani - valuta i postumi a carattere permanente, cioè il danno biologico, la lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona”.
 
Goggiamani ha sottolineato con particolare forza che “i soggetti destinatari del reinserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro possono accedere agli interventi indipendentemente dal grado di inabilità e previo giudizio formulato dal medico competente da cui risulti l’idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni, ovvero l’inidoneità temporanea o permanente del lavoratore”. “L’intervento non è stato ancorato ad un grado preciso di menomazione perché a tutela del lavoratore viene considerato preponderante il rapporto fra il lavoratore e la mansione, giacché potrebbero esserci menomazioni di per se stesse non particolarmente gravi ma che impattano concretamente e possono incidere pesantemente sulla idoneità alla mansione”. Una situazione tutt’altro che improbabile e che può essere facilmente compresa se si pensa ad impieghi e attività come quelle dell’orafo o del chirurgo e dell’impatto che può avere su tali mansioni specifiche anche solo la perdita di funzionalità di un dito della mano, tipo di menomazione che impatta pesantemente sul lavoro.
 
L’importanza dell’intervento dell’Inail è tale, ha concluso Goggiamani, che è fondamentale un’importante campagna di comunicazione che coinvolga tutte le figure interessate, in modo da rendere più conosciuto l’intero procedimento messo a punto dall’Istituto.

 

  • Creato il .
  • Visite: 14552