Via libera della Camera al decreto legge che abolisce i voucher e modifica le norme sugli appalti.

 Buono lavoro

 

Restano buoni baby sitting

06.04.2017 - Via libera della Camera al decreto legge che abolisce i voucher e modifica le norme sugli appalti. L'assemblea ha licenziato il provvedimento con 232 voti favorevoli, 52 voti contrari e 68 astenuti. Il dl passa al Senato per la seconda lettura.

Il decreto legge che abolisce i voucher supera il primo giro in Parlamento senza subire modifiche. La commissione Lavoro prima, e l'aula dopo, hanno licenziato il provvedimento senza introdurre alcuna novità rispetto al testo presentato dal governo. Lo stesso percorso dovrà essere ricalcato anche al Senato, in tempi rapidi, per evitare il referendum fissato per il 28 maggio. Il dl prevede un effetto abrogativo, analogo a quello che discenderebbe dall'abrogazione referendaria, con l'unica differenza che prevede anche una disciplina transitoria sull'utilizzabilità dei voucher, fino al 31 dicembre 2017.

Per risolvere uno dei principali problemi causati dal dl, l'utilizzo dei buoni per l'acquisto di servizi di baby sitting, è stata sufficiente una lettera che il ministero del Lavoro ha inviato all'Inps, autorizzando l'Istituto a proseguire nell'emissione dei tagliandi. La misura che consente alle mamme, in alternativa al congedo parentale, di richiedere la corresponsione dei voucher per l'aquisto dei buoni, è stata introdotta in via sperimentale per gli anni 2013-2015 e confermata per il 2017 e 2018.

Il decreto all'esame del Parlamento ha sospeso l'emissione dei buoni e consente di utilizzare quelli in circolazione fino al 31 dicembre di quest'anno. Si sarebbe quindi creato un 'buco' di un anno che, però, è stato coperto con l'autorizzazione a procedere, data dal ministero del Lavoro all'Inps. In una nota l'Istituto ha quindi comunicato che ''continuerà a erogare il beneficio con questa modalità''.

Il decreto legge, oltre a cancellare il lavoro accessorio, modifica la disciplina degli appalti, in materia di responsabilità solidale dei trattamenti retributivi. In particolare viene eliminata la possibilità, per i contratti collettivi, di derogare al principio della responsabilità solidale tra committente e appaltatore. Quindi il lavoratore potrà intentare l'azione esecutiva, per ottenere la propria retribuzione, rivolgendosi direttamente al committente invece di dover passare prima per l'appaltatore o il subappaltatore.

La maggioranza "Era necessario sgomberare il tavolo, prendendo atto che i voucher erano diventati lo strumento perverso di un mercato del lavoro privo di regole e tutele e che era necessario reintrodurre la responsabilità solidale negli appalti al fine di rafforzare le tutele in favore dei lavoratori in coerenza con la recente evoluzione della disciplina in materia di contratti pubblici". A dichiararlo è la deputata del Pd Patrizia Maestri, relatrice di maggioranza del decreto-legge che ha abolito i voucher e reintrodotto la responsabilità solidale negli appalti, approvato in prima lettura dalla Camera. "Il decreto ha tolto ogni alibi. Ora chiediamo al Governo di avviare rapidamente un confronto con la maggioranza e le parti sociali per definire un nuovo strumento che regolamenti il lavoro occasionale e accessorio rispondendo alle istanze di famiglie e micro imprese ma anche riconoscendo diritti e dignità ai lavoratori. Spero che il Senato converta rapidamente in legge il decreto e si creino le condizioni per un confronto e un dibattito che superino le dichiarazioni strumentalmente polemiche di queste ore; non abbiamo inseguito il sindacato, anche se va riconosciuto che l'istanza referendaria ha richiamato con forza l'attenzione della politica, e in nessun modo vogliamo alimentare le sacche del lavoro irregolare che invece contrastiamo ad ogni livello. Al contrario: da oltre un anno in Commissione Lavoro era avviata la discussione sulla riforma dei buoni lavoro; occorre ripartire dal lavoro di approfondimento già svolta per definire, nel giro di poche settimane, una nuova disciplina che risponda alle esigenze di flessibilità del mercato del lavoro senza lasciare privi di diritti o tutele i lavoratori coinvolti", conclude. L'opposizione "Il ministro Poletti non ha risposto su quali saranno gli strumenti con cui sarà sostituito il voucher e in quali tempi. Lo stesso sindacato che ha indetto il referendum utilizzava i voucher di cui chiedono l'abrogazione. Abbiamo ascoltato imprenditori, agricoltori, famiglie che utilizzavano i buoni in modo virtuoso. Cinquantamila opportunità di lavoro perse nel settore agricolo perché non si sa come potranno essere retribuiti questi lavoratori occasionali". quanto ha dichiarato il deputato Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione Lavoro, durante la discussione in Aula sulla proposta di legge. "Con questo provvedimento il Governo cancella completamente l'istituto dei voucher; l'introduzione dei buoni per lavoro accessorio, avvenuta in esito alla cosiddetta riforma Biagi, perseguiva, in primissimo luogo, l'intento di contrastare il lavoro nero e ha dato, sin qui, ottimi risultati; l'utilizzo dei cosiddetti voucher ha conosciuto nell'ultimo decennio una crescita costante e nel 2016 sono stati oltre 145 milioni i buoni venduti. La scelta fatta dal Governo di non modificare le norme vigenti con un intervento correttivo ma, al contrario, di abolire interamente l'istituto, determina ora un vuoto normativo che va a danno sia dei cosiddetti committenti, prevalentemente piccoli imprenditori, anche agricoli, e famiglie, sia dei lavoratori, e darà nuovo slancio al mercato del lavoro nero". -
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