Visite agli articoli
8153247

Abbiamo 340 visitatori e nessun utente online

Malattia del lavoratore con depressione. Esonero visita fiscale con codice “E”

 
 
 

mal

Malattia e tutela del lavoratore. Esonero visita fiscale con codice “E”

 

09.06.2018 - L’esonero per malattia con diagnosi di depressione, è stata discussa nelle aule di tribunale, con la sentenza numero 6375 la Corte di Cassazione ha portato una grande novità nel mondo del lavoro e della malattia: il lavoratore in malattia, secondo la sentenza, può uscire di casa anche durante le fasce di reperibilità, se così prescritto o consigliato dal medico curante. L’importante è che il dipendente possa dimostrare di non svolgere, nel periodo di malattia, altri lavori.

Con questa sentenza, tra l’altro, si mette fine anche alle vessazioni nei confronti di quei lavoratori che non presentano patologie che li obblighino a casa come nel caso della depressione.

Un’altra sentenza della Corte di Cassazione, la numero 21621, nello specifico, tratta proprio degli stati depressivi dei lavoratori in malattia. La Cassazione nella sentenza scrive che “in casi simili, per giustificare l’obbligo di reperibilità in determinati orari, non è richiesta l’assoluta indifferibilità della prestazione sanitaria da effettuare, ma è sufficiente un serio e fondato motivo che giustifichi l’allontanamento dal proprio domicilio”.

Altri casi di assenza giustificata alla visita fiscale riguardano le terapie e le visite che possono essere effettuate solo nelle fasce di reperibilità e quando ci si reca in farmacia per acquistare una medicina per sé stessi. Anche se in questo caso è bene avvertire l’azienda e se, richiesto, dimostrare tramite scontrino che si è andati in farmacia.

Esonero visita fiscale con codice “E”

Non vi è un caso specifico nella normativa vigente che spiega cosa fare in caso di esonero, se il medico prescrive che il lavoratore per superare la patologia depressiva, consiglia di andare a mare, secondo la Cassazione ciò è possibile. Non c’è bisogno di avvisare il datore di lavoro.

Da chiarire, che il lavoratore deve essere in possesso di tutta la documentazione medica comprovante non solo il suo stato clinico patologico, ma anche la cura che migliori o guarisca la patologia

Stampa Email