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Grandvision, incontro nazionale del 23 maggio con le OO.SS

gv

TESTO UNITARIO

Si è svolto mercoledì 23 maggio u.s. a Bologna, presso la sede della Fisascat Cisl, il previsto incontro tra Grandvision e Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs nazionali, unitamente al coordinamento delle strutture e dei delegati, allo scopo di continuare il confronto sulle problematiche produttive ed occupazionali dell’azienda e definire regole specifiche relative alle relazioni sindacali.
Nella prima parte della riunione il responsabile delle risorse umane, Matteo Moi, ha illustrato i dati relativi all’andamento dell’azienda, mettendo a confronto i dati riferiti al 2016, al 2017 e alla prima parte del 2018.
I dati sono stati suddivisi tra le due articolazioni societarie del gruppo: GrandVision e Corner Optique.
Per quanto riguarda GrandVision nel 2017 il fatturato è stato pari a 210 milioni di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente pari al 2,9%.
Per effetto,però, delle politiche commerciali basate su una forte scontistica il margine lordo è calato –nel 2017- da 132 mila euro (2016) a 131 mila euro.
L’Ebtda (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization), cioè gli utili prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti, ha subito un calo: era pari a 18 milioni di euro nel 2016, nel 2017 è risultato pari a 10 milioni.
Diversi e più positivi i risultati riguardanti Corner Optique: il fatturato 2017 èstato pari a 34 milioni e 700 mila euro, con un incremento del 2,8% rispetto all’anno precedente, il margine è stato positivo e pari a 21 milioni di euro (+1,%).
L’Ebtda è passato da 2 milioni di euro (2016) a 3 milioni (2017) e il margine dopo le imposte è stato anch’esso positivo: si è passati da 1 milione 65 mila euro del 2016 a 1 milione 500 mila del 2017.
Per quanto riguarda gli organici (dati riferiti al primo trimestre 2018):
- GrandVision 1.731 persone (1.545 full time equivalent), di cui 1.264 a tempo pieno e 467 a tempo parziale;
- Corner Optique 434 persone, (376 full time equivalent), di cui 296 a tempo pieno e 138 a tempo parziale.
In sostanza, ha spiegato Massimo Moi, i dati di GrandVision hanno risentito della necessità di recuperare margine rispetto alla forte campagna promozionale del 2016, cercando nel contempo di tenere sul fatturato. L’operazione è riuscita parzialmente e le indicazioni che vengono dalla casa madre olandese sono quelle di "portare a casa" nel 2018 risultati più soddisfacenti.

A questo fine il nuovo amministratore delegato di GrandVision Italia, George Mingers (da 20 anni residente in Italia), ha predisposto un piano basato:

a) sulla revisione/blocco del piano di espansione, con particolare riferimento a Grandvision; anche per
Corner Optique si seguirà la stessa strada, in quanto per il 2018 sono previste 5 aperture a fronte di 5 chiusure;
b) "rigoroso" piano di contenimento dei costi, con particolare attenzione a quelli del lavoro, che si concretizzerà con :

1) smaltimento delle ferie accumulate;
2) contenimento viaggi, trasferte ecc.;
3) verifica degli organici di sede (ma anche dei negozi).

Unico investimento previsto è quello relativo alla formazione degli addetti, per la quale verranno utilizzati anche i fondi interprofessionali.

I contenuti della formazione riguarderanno:
- gli store manager;
- gli ottici, con corsi per il controllo della vista e sulle lenti multifocali;
- tutti gli addetti per quanto riguarda l’attenzione al cliente.

Alla fine di questa introduzione il responsabile delle risorse umane ha sottolineato come il 2018 sarà decisivo per la sorte stessa dell’azienda in Italia, in quanto -in caso di trend negativi- la "casa- madre" olandese potrebbe decidere di disinvestire in Italia. A questo punto le organizzazioni sindacali hanno replicato sottolineando come, proprio in questa situazione in cui i lavoratori svolgono un ruolo praticamente decisivo per le sorti dell’azienda (come, peraltro, succede spesso nel settore terziario) è necessario tener conto delle richieste che -a loro nome- da almeno 8 mesi le organizzazioni sindacali stanno sottoponendo all’azienda.
In particolare sono state sottolineate come azioni estremamente negative:

a) le richieste di spostamenti e, addirittura, di trasferimenti vengono fatte direttamente bypassando il rapporto con le organizzazioni sindacali; stessa cosa dicasi per i turni, il lavoro domenicale ecc.;
b) la richiesta ai lavoratori full time di una flessibilità senza accordi e corrispettivi economici;
d) addirittura il "recupero" per i part time delle ore supplementari;
e) l’ignorare anche la semplice richiesta di darsi delle regole scritte per normare le relazioni sindacali in azienda.

Altro tema di imminenti attualità: il lavoro domenicale, per il quale le organizzazioni sindacali non sono disponibili a superare le soglie previste dal ccnl Tds (Confcommercio). Infine c’è la "benedetta" questione dell’entrata in funzione del nuovo sistema informatico per segnare con precisione l’entrata e l’uscita dei lavoratori, con i relativi conteggi degli straordinari e delle ore supplementari. Le risposte aziendali sono andate dalla non volontà di discutere di quelle che vengono considerate "prerogative aziendali", in sostanza il potere di disporre liberamente dell’organizzazione del lavoro senza particolari vincoli, all’affermazione che per l’entrata completamente a regime del sistema informatico occorreranno almeno altri quattro mesi. Per quanto riguarda le domeniche l’azienda ha sottolineato come la media delle domeniche effettuate dai lavoratori è di circa otto, quindi molto al di sotto del limite contrattuale.La conclusione di Matteo Moi è stata quella che difficilmente sarà utile rivedersi prima della fine dell’anno. L’unica "apertura" è stata fatta sulle relazioni sindacali: si aspettava che noi proponessimo un testo, disponibili quindi a valutarlo! La replica delle organizzazioni sindacali è stata secca: ci sono problemi che non ammettono più dilazioni. In particolare non è accettabile che i lavoratori possano rimetterci economicamente, in particolare in materia di straordinari e di ore supplementari.

Per questo non abbiamo voluto calendarizzare un nuovo incontro, riservandoci di riunire il nostro coordinamento nazionale per le opportune valutazioni di merito e per le iniziative che riterremo opportuno assumere. Così è finito l’incontro con GrandVision. A questo punto è assolutamente necessario fare il punto della situazione con tutto il nostro coordinamento, tenendo presente che a Bologna non erano presenti tutte le organizzazioni sindacali e pochissime realtà territoriali. Ci dobbiamo dire, cioè, in maniera molto franca se abbiamo intenzione di continuare nei confronti nazionali con l’azienda o se, invece, la strada che si vuole scegliere è quella dei confronti fatti principalmente a livello territoriale, come è fino ad ora praticamente avvenuto.
A nostro parere il coordinamento nazionale GrandVision dovrebbe essere convocato il 27 giugno p.v. alle ore 10.00 presso la CdL di Bologna via G. Marconi, 67/2 (sala 2 -3°piano) (ndr.se come organizzazioni sindacali siamo d’accordo va concordata e scritta nella circolare una data precisa).

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