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Pasquale Tridico: Il piano per il lavoro del Movimento 5 stelle

LAV

Pubblicato il: 13/03/2018 (ADNKRONOS)

Il reddito di cittadinanza, gli investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale, con un occhio attento al Sud a cui destinare il 34% di questi investimenti. E ancora: il salario minimo orario; la Banca pubblica di investimento con tassi agevolati per il credito a micro, piccole e medie imprese; un Patto di Produttività programmato tra lavoratori, governo e imprese al fine di rilanciare salari, produttività e investimenti. Pasquale Tridico, indicato da Luigi Di Maio come ministro del Lavoro in un governo M5S, sul blog delle stella traccia le priorità sul fronte lavoro.

REDDITO DI CITTADINANZA - Tra le misure per il lavoro proposte dal M5S vi è il reddito di cittadinanza. "Lo Stato - scrive Tridico - sosterrà economicamente chi oggi non raggiunge la soglia di povertà indicata da Eurostat, in cambio dell'impegno a formarsi e ad accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro, purché siano eque e vicine al luogo di residenza". Dove troveranno i soldi per realizzare il reddito di cittadinanza? Per Tridico la misura può "essere finanziata attraverso maggior deficit in termini assoluti ma senza aumentare il rapporto deficit/Pil e senza sforare la soglia del 3%".

"In sintesi il meccanismo è questo: - spiega - grazie alla nostra misura almeno 1 milione di persone che attualmente non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a lavorare (i cosiddetti 'inattivi' e scoraggiati) verranno spinti alla ricerca del lavoro attraverso l'iscrizione ai Centri per l'Impiego e andranno così ad aumentare il tasso di partecipazione della forza lavoro. Questo ci permetterà di rivedere al rialzo l'output gap, cioè la distanza tra il Pil potenziale dell'Italia e quello effettivo, perché 1 milione di potenziali lavoratori saranno di nuovo conteggiati nelle statistiche Istat".

INVESTIMENTI PRODUTTIVI - Ma l'uomo che Di Maio vorrebbe al ministero del Lavoro indica anche, tra le priorità, "gli investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale, senza i quali il reddito di cittadinanza sarebbe una misura monca, poiché non potrebbe offrire ai beneficiari il lavoro di qualità che abbiamo in mente". "L'idea - prosegue Tridico - è di destinare almeno il 34% di questi investimenti nel Sud Italia, che ha urgente bisogno di uscire dal sottosviluppo e dal sotto-investimento a cui lo hanno condannato le politiche economiche degli ultimi decenni e l'assenza di una strategia industriale e di sviluppo".

SALARIO MINIMO ORARIO - Tra le priorità indicate, anche "il salario minimo orario, che ha il compito di salvaguardare quelle categorie di lavoratori non coperte da contrattazione nazionale collettiva. L'obiettivo è di sradicare sfruttamento e precarietà, che negli ultimi anni sono cresciuti enormemente, e dare anche un impulso alla domanda interna".

PATTO DI PRODUTTIVITA' - Tra le misure per il lavoro targate M5S vi è anche un Patto di Produttività programmato tra lavoratori, governo e imprese, "al fine di rilanciare salari, produttività e investimenti, soprattutto in quei settori in cui decideremo di intervenire selettivamente con la riduzione del cuneo fiscale". "Dobbiamo impedire - spiega Tridico - che il minor costo del lavoro porti le imprese ad ignorare gli investimenti 'capital intensive' in settori ad alto contenuto tecnologico, come accaduto in questi anni tramite i circa 23 miliardi di sgravi fiscali sulle nuove assunzioni regalati dal Jobs Act".

ROBOTIZZAZIONE - Infine, tra le misure M5S, compare il tema di più lungo periodo della robotizzazione, "una sfida che - secondo Tridico - non va lasciata alla schizofrenia del mercato, ma gestita politicamente. Il primo passo in questo senso sarà la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, in modo da aumentare l'occupazione e di incentivare la riorganizzazione produttiva delle imprese".


 

Il reddito di cittadinanza

Un sussidio destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza, ma erogato solo a particolari condizioni. Questo l'ormai famigerato Reddito di cittadinanza targato M5S, proposta-chiave del programma pentastellato. Ecco, in breve, in cosa consiste:

REQUISITI - Stando al programma Cinquestelle, per ottenere il Reddito di Cittadinanza, bisognerà sottostare ad alcuni requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito o pensione considerati al di sotto della soglia di povertà dall'Istat (qui il calcolo). Inoltre, se a fare domanda saranno cittadini in una fascia di età compresa fra tra i 18 e i 25 anni, sarà loro richiesto il possesso di almeno una qualifica professionale, di un diploma di liceo o superiore oppure la frequenza di un corso di formazione per accedere a questi titoli.

REGOLE - Avere diritto al sussidio imporrà inoltre il rispetto di alcune regole, pena l'esclusione. Tra queste, l'iscrizione al centro per l'impiego (che nelle intenzioni del M5S dovrà essere potenziato), la partecipazione a progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali, la partecipazione a corsi di formazione, l'accettazione di uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l'impiego. Rifiutando tre offerte, infatti, i cittadini saranno esclusi dal sussidio. I cittadini dovranno inoltre dimostrare di impiegare alcune ore al giorno alla ricerca di un lavoro.

IL SUSSIDIO - La cifra varierà in base alla composizione del nucleo familiare, indicativamente però il sussidio dovrebbe ammontare a circa 780 euro massimi al mese, a persona.

COPERTURE - Dove troveranno i soldi per realizzarlo? Stando a quanto scritto dal blog delle Stelle, "il Reddito di cittadinanza tende a ripagarsi da solo sia in ragione degli spazi che apre ai consumi sia perché ci sosterrebbe nel dibattito con la Ue circa una revisione del nostro Pil potenziale, dell'output gap e dunque in merito ai più ampi margini finanziari utilizzabili persino a regole invariate. Senza dimenticare che la riforma dei centri per l’impiego darà forza lavoro qualificata a sostegno della competitività delle imprese".

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