Calato il silenzio sugli ex Pip

ex pip

SICILIA CATANIA
Dir. Resp. Mario Ciancio Sanfilippo
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Edizione del 27/04/2017
Estratto da pag. 5

Calato il silenzio sugli ex Pip Schiarite e dubbi. Sono lavoratori che da 16 anni hanno un sussidio dall'Inps, ma lavorano a tutti gli effetti all'interno dell'amministrazione regionale. Allarme dei sindacati, rassicurazioni da Crocetta.

PALERMO. Rassicurazioni da una parte. Incertezze dall'altra. Nella vicenda che riguarda i lavoratori ex bacino Pip (piani inserimento professionali) da una parte ci sono le schiarite, dall'altra i dubbi che rimangono ancora in campo. A ricordare al governo regionale gli impegni assunti ci pensa stavolta l'Ale Ugl con Gaetano Cassibba: «Si tratta di lavoratori che da 16 anni sono trattati con un sussidio dall'Inps, ma lavorano a tutti gli effetti all'interno dell'amministrazione regionale.

Sono un realtà di cui non si può fare a meno». Lo stesso assessore all'Economia Baccei ha dato conferma della disponibilità delle risorse: «Secondo i dati della Corte dei conti i trasferimenti complessivi della Regione ai Comuni sono passati dai 900 milioni del 2012 a 820 milioni di oggi. Ai quali vanno aggiunti 37,5 milioni per gli Asu e 29 milioni per gli ex Pip che abbiamo ereditato dal Comune di Palermo».

Facendo un passo indietro nella vicenda, la richiesta a cui i lavoratori fanno riferimento è in verità relativa alla costituzione di un rapporto più definito e meglio specificato con la Regione. Cassibba infatti in tal senso aggiunge: «Dopo anni di incontri non si è determinato alcunché nonostante la manovra correttiva del dicembre scorso recepiva la legge 468 del 01.12.1997.

Voglio ricordare che in un incontro avvenuto a gennaio tra le parti sociali e il presidente della Regione Crocetta, in quella occasione, lo stesso si era impegnato a trovare una formula di stabilizzazione utilizzando Fondi Europei per eventuali progetti lavorativi, oltre gli stanziamenti previsti in finanziaria nel triennio 2017-19». Perché il punto per i precari siciliani, all'interno del groviglio di sigle e di differenze di status, rimane sempre quello. Alzare l'asticella nella regolamentazione del rapporto di lavoro e sviluppare maggiori tutele. Trovare cioè una proiezione che rappresenti una prospettiva di lavoro e non semplice sussidio. Il percorso in tal senso è complesso, ma già avviato. La commissione Lavoro dell'Ars si era occupata in passato di una eventuale ipotesi di contrattualizzazione, procedendo a riconvocare il tavolo con le organizzazioni sindacali. In quell'occasioneèstatoillustrato ai rappresentanti di categoria il regolamento che andava a istituire una serie di misure su ferie, malattie e altre misure a beneficio dei lavoratori i questione. Ad allarmare nuovamente i sindacati adesso è il silenzio sull'operatività della vicenda. Dopo che lo stesso governo regionale aveva lasciato intravedere la possibilità di utilizzare i fondi PAC (piani di azione e coesione), le aspettative di arrivare a un traguardo ravvicinato erano cresciute di molto. Crocetta, rispondendo ai sindacati ne fa invece una questione di tempistica e di opportunità: «Questi lavoratori hanno già ricevuto un trattamento dignitoso. Hanno il diritto alle ferie, alla malattia, stiamo facendo l'interpretazione autentica in modo che la tempistica valga a partire dall'emanazione della legge, gli sforzi ci sono tutti». Il governatore siciliano quindi precisa: «Su un progetto di utilizzo, in piena finanziaria, obiettivamente non mi pare il caso di intervenire. 11 nuovo modello organizzati
vo va definito dopo e contenuto in una norma che vedrà la luce successivamente. Nessuno vuole lasciare questa gente allo sbando. Sia chiaro, è un impegno assunto che vogliamo mantenere». La volontà di portare avanti l'impegno dunque rimane, ma occorre fare molto in fretta. La legislatura volge il termine e il tempo per mantenere la promesse pure.

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