Almaviva Palermo: manca progetto industriale

Almaviva


PALERMO. 14-03-2017  La questione Almaviva a Palermo resta sempre aperta e tra i lavoratori rimane il timore dei licenziamenti, a partire da giugno. La precarietà è dell’oggi e l’incertezza è nel futuro dei posti di lavoro.

 

“L’impressione è che a giugno, quando scadrà l’ammortizzatore sociale, si riaprirà il dibattito sui licenziamenti - spiega Rosalba Vella delle Rsu Cgil – Manca un progetto industriale dell’azienda che coinvolga gli operatori dei call center palermitani. A breve chiederemo di riaprire i tavoli tecnici con l'azienda per capire cosa propone l'azienda per i lavoratori della sede di Palermo”.

 

I timori dei lavoratori palermitani non sono infondati. Infatti ci sono stati i licenziamenti degli oltre 1600 lavoratori della sede di Roma e a Napoli  845 lavoratori per mantenere il posto di lavoro hanno rinunciato agli scatti di anzianità e subito la riduzione della base di calcolo del trattamento di fine rapporto (tfr) e il controllo a distanza delle prestazioni andranno a casa.

 

Intanto ieri a Palermo dopo un incontro con i funzionari locali dell’Inps  è stata sbloccata la pratica che permetterà di erogare ai lavoratori le somme del Fondo d’integrazione salariale (Fis), che da dicembre l'azienda Almaviva ha attivato, somme che però ancora non sono mai arrivate nelle tasche dei lavoratori.

 

"L’Inps chiederà ad Almavia il riepilogo delle giornate da pagare. Solo così l’istituto previdenziale siciliano che non aveva mai attuato il Fis, perché non sono mai arrivate all’Inps le circolari per attuarlo, nonostante sia uno strumento previdenziale previsto dal Jobs Act in Sicilia – conclude Rosalba Vella - Il nostro stipendio dovrebbe essere pagato in parte dall’azienda e in parte con ammortizzatore sociale dal 12 dicembre scorso fino a giugno prossimo".  «Avere oggi un orizzonte di almeno un mese per il pagamento non ci rende felici perché avremmo voluto, come chiesto a dicembre, che i tempi fossero più stretti - prosegue la sindacalista -. Apprezziamo il lavoro svolto dall’Inps nel comprendere il dramma che stanno vivendo i lavoratori e la solerzia che hanno dimostrato nel cercare di risolvere il problema.

Ad aprile riceveremo la prima quota: ci auguriamo che venga pagata in un’unica soluzione il periodo di ammortizzatore sociale da dicembre a marzo. E anche che la seconda fase sia più celere rispetto alla prima, senza ulteriori battute d’arresto - conclude - perché questo comporterebbe un ulteriore ritardo non più sopportabile». «Il funzionario - racconta Rosalba Vella della Slc Cgil - ci ha comunicato che è stata finalmente autorizzata la prima pratica del Fis. Viste le pressioni esercitate nei confronti del Prefetto, della direzione regionale Inps già dallo scorso dicembre, nonché della nostra segreteria nazionale confederale, e visto il numero degli occupati nella sede palermitana che da mesi non ricevono alcuna anticipazione economica da parte dell'azienda, l'Inps si è detta disponibile a risolvere in via prioritaria le questioni dell'autorizzazione e del pagamento, in modo da accelerare il pagamento diretto ai lavoratori». In questa fase non è necessario che i lavoratori firmino qualcosa - prosegue -, sarà Almaviva che girerà all'Inps il riepilogo delle giornate in Fis calcolate in busta paga e basterà questo per far proseguire la procedura. In seguito sarà la stessa azienda che farà controfirmare ai lavoratori i moduli riepilogativi». Se non ci saranno altri intoppi tecnici e burocratici - visto che anche per l'Inps questo è uno strumento nuovo - i pagamenti diretti potranno avvenire entro un mese circa a mezzo bonifico. Una buona notizia per i lavoratori che in alcuni casi attendono un mese e mezzo di stipendio, anche se il pericolo di ulteriori ritardi non è ancora scongiurato.Si apre uno spiraglio per i lavoratori Almaviva che da metà dicembre attendono il pagamento del Fis, il Fondo di integrazione salariale. L’Inps, infatti, ha finalmente approvato la pratica che li riguarda e, in assenza di ulteriori intoppi, da aprile potrebbero arrivare i pagamenti della parte relativa alle giornate sotto ammortizzatore sociale per le prime 13 settimane (dicembre 2016 - marzo 2017).


 

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