Appalti pulizia scuole: - Sit-in giorno 17 febbraio presso le Prefetture Siciliane

Anche in Sicilia esplode la protesta dei lavoratori utilizzati per la pulizia delle scuole, tramite appalti.

08-02-2017 Le segreterie regionali di Filcams, Fisascat, Uiltucs Sicilia con una nota hanno comunicato l’apertura dello stato di agitazione alle ditte L’Operosa, Papalini SPA, Pellegrini SPA, Pfe SPA  ed hanno organizzato un sit-in presso le Prefetture regionali siciliane per giorno 17 febbraio. La protesta è motivata dal grave ritardo della ripresa dei lavoro di decoro nelle scuole per il progetto della c.d. scuole belle. Nella nota le OO.SS scrivono:


 

In tutta la Puglia sono tremila persone per le quali lo Stato "non ha mantenuto una serie di proteste", secondo Filcams-Cgil

Stipendi non pagati e grande incertezza per il futuro. È ormai sempre più intensa la mobilitazione degli oltre 800 lavoratori impegnati nel settore degli appalti di pulizia, ausiliariato e ripristino del decoro delle scuole della provincia di Lecce. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti e Uiltucs Uil hanno indetto lo stato di agitazione e due giornate di protesta: la prima si è tenuta nella mattinata di martedì 7 febbraio a Bari, davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale; la seconda si svolge oggi (mercoledì 8) nei pressi del palazzo della Prefettura, a partire dalle ore 10.

La contestazione degli ex lavoratori socialmente utili (Lsu) da anni assorbiti dalla Dussmann Service, spiegano i sindacati, nasce dalle “forti tensioni che si stanno verificando tra gli addetti della Dussmann a causa della mancata ripresa delle attività lavorative nei cantieri scolastici legati al progetto ‘Scuole Belle’, nonostante la Legge di stabilità abbia previsto una copertura finanziaria sino al 31 agosto”. I lavoratori avevano già manifestato davanti al Provveditorato agli studi di Lecce nell’ultima settimana di gennaio.


 

Sit-in di protesta, oggi presso il Provveditorato di Bari, di seicentocinquanta lavoratori degli appalti storici delle scuole provenienti da Taranto. «Da dicembre a casa, per questi lavoratori una serie di promesse non mantenute da parte dello Stato, per le quali a Napoli un nostro compagno ha perso la vita» evidenzia la nota stampa della Filcams Cgil.

Un fondo d’integrazione salariale per i lavoratori era stato approvato. L’Inps, però, non l’ha ancora accreditato. Molti di loro hanno perciò trascorso il Natale senza alcuna retribuzione.

«I lavoratori degli appalti storici, ex lsu, attendono che il Ministero mantenga la promessa di stanziamento di centoventi milioni di euro» dichiara Paola Fresi della segreteria Filcams tarantina. «Sarebbero dovuti arrivare a gennaio, ma oggi non è arrivato ancora nulla. Quel che è peggio, è che i lavoratori sono a casa dal 2 dicembre scorso. Quanto dovranno attendere ancora? Solo in provincia di Taranto si contano seicentocinquanta persone, tremila in tutta la Puglia».

Infine: «I lavoratori degli appalti sono gli ultimi tra gli ultimi, e quello che accade per la vertenza nelle scuole è solo una delle tante vertenze. La Cgil è stata costretta a raccogliere le firme per il referendum, perché non c’era altra strada. Ma non molliamo, non possiamo, ci sono troppe famiglie in ballo e lo Stato deve darci una risposta. Lo chiediamo anche in nome del nostro compagno che ha perso la vita durante le proteste».

 


 

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