“Lavoratori del Commercio, Turismo e servizi abbandonati dal Governo e dalla Regione.

 


“Lavoratori del Commercio, Turismo e servizi abbandonati dal Governo e dalla Regione.

28-05-2020 La Fisascat Cisl Messina scrive al Ministro del Lavoro.
“Lavoratori del Commercio, Turismo e servizi abbandonati dal Governo e dalla Regione. Da anni lottiamo per i loro diritti”.
La scrivente Federazione Sindacale scrive al Ministro del Lavoro per porre alla sua attenzione la problematica legata ad altri gruppi di lavoratori del turismo che sembrerebbero esclusi dagli aiuti previsti nel Decreto ultimo che si appresta a fare ripresentare le richieste a quelle categorie rimaste escluse dai primi aiuti economici. Se ad oggi visto il nuovo decreto non possono chiedere la prosecuzione della naspi in quanto finita magari nei mesi precedenti a marzo come previsto dal Decreto rimarrebbero fuori anche da questo ultimo aiuto previsto, considerando anche che potrebbero rimanere fuori dal reddito di emergenza per superamento del limite reddituale previsto dall'isee. Certo di un Suo riscontro in merito, e con l'augurio che tutti i lavori del turismo siano considerati alla stessa maniera senza creare in futuro situazioni come quelle che si sono verificate con il decreto di marzo.
“Il Decreto Rilancio è l’ennesimo provvedimento deludente del governo, che non risolve in alcun modo la problematica dei lavoratori del commercio, turismo e servizi da questo sindacato affrontata in questi anni con grande determinazione in tutte le sedi e con innumerevoli iniziative poste all’attenzione delle Istituzioni nazionali e regionali, nelle piazze del Paese e con la raccolta firme di migliaia di lavoratori. Non possiamo non rilevare l’assenza di attenzione ma soprattutto della dovuta considerazione verso migliaia di lavoratori, che oggi subiscono gli effetti disastrosi del Jobs Act, riforma che dal 2015 in poi, con la contestuale abrogazione della Aspi, ha aggravato in termini esponenziali una situazione già critica, nella quale adesso si registra il definitivo colpo di grazia nell’emergenza Coronavirus”. Lo afferma la Fisascat Cisl Messina, che così torna ad evidenziare la problematica dei lavoratori del commercio,turismo e servizi dimenticati dal governo Conte.
“Abbiamo consegnato a suo tempo all’ex governo Gentiloni, all’allora ministro del Lavoro, Poletti, e poi al governo Conte 1 e Conte 2, con i rispettivi ministri Di Maio e Catalfo, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera dei Deputati, al Ministro dell’Economia, al Ministro del Turismo, al ministro per il Sud e anche al Presidente della Regione Sicilia  – affermano i responsabili della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D’Agostino e Pancrazio Di Leo -, le petizioni effettuate dalla Fisascat Cisl con le firme e il grido di dolore di tantissimi lavoratori che sono costretti a vivere con dei contratti stagionali, spesso a rischio di non ottenere neanche quelli e che devono anche lottare per maturare i requisiti di percepimento della Naspi per affrontare in qualche modo i mesi invernali in cui si trovano ad essere disoccupati involontari. Ma il problema non è stato mai risolto”.
“Cambiano i governo e i ministri ma il problema degli stagionali non viene mai risolto e nemmeno affrontato. Oggi il Covid19 ha spazzato via tutte le residue, e già poche certezze, di questi lavoratori che prima contavano sulla speranza di lavorare per 6 mesi e che quest’anno nella quasi totalità dei casi non potranno lavorare in estate perché alberghi, bar e ristoranti rimarranno chiusi per effetto della crisi. E come faranno a sopravvivere questi lavoratori? Che ne sarà di tante famiglie che sino ad oggi sono andate avanti con un unico reddito derivante dall’impiego stagionale?”.
Di Leo - I problemi degli stagionali non si risolvono con le 600 euro, chiediamo la reintroduzione della Aspi o in qualsiasi caso la modifica urgente dell’attuale disciplina normativa, con l’introduzione di norme a tutela dei lavoratori per tutta la fase di emergenza (intero anno 2020), ponendo in essere idonei strumenti normativi atti a consentire ai lavoratori di superare la crisi e di non perdere il proprio posto di lavoro, i lavoratori si troveranno scoperti per 2 anni di contributi e quindi anche penalizzati per la copertura contributiva ai fini pensionistici, un dramma nel dramma e non avranno la copertura figurativa, per effetto di quella che riteniamo la grande “vergogna” della riforma Naspi” che come Fisascat e Cisl abbiamo sempre criticato sin dall’inizio.
“Siamo di fronte un’emergenza che è ormai dramma, anzi strage sociale, ma non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. Nei mesi recenti non abbiamo avuto la possibilità di scendere in piazza soltanto perché era in atto l’emergenza sanitaria e c’era in atto il lockdown da rispettare. Ma la lotta è già ripartita. Ci fa piacere, a tal proposito, che i lavoratori stagionali si siano mossi anche attraverso la nascita di un gruppo di protesta. La loro voce è la nostra. L’impegno per gli stagionali è una battaglia che, “nell’assenza ed estraneità” di altri e non di questo sindacato, la Fisascat Cisl sta già portando avanti da tanti anni mettendoci il cuore e la faccia, sin da quando nessuno si occupava di questa emergenza o peggio la sottovalutava. Oggi questa emergenza purtroppo rischia di arrivare adesso al punto di non ritorno e adesso più che mai occorre fronte comune per far valere i diritti dei lavoratori”.
Si chiede al Presidente della Regione Sicilia On. Musumeci, all’Assessore Regionale al Lavoro, all’Assessore Regionale al Turismo  e all’Assemblea Regionale Siciliana misure concrete, immediate e attuative nei confronti dei lavoratori del Turismo Commercio e Servizi che sono senza lavoro e senza indennità e fuori da tutti gli ammortizzatori sociali.
Egregio Presidente On. Musumeci è opportuno che si attivi affinché si dia attuazione all’ o.d.g. approvato il 27 aprile 2016 dall’Assemblea Regionale Siciliana di cui Lei faceva parte, al fine di evitare traumatiche conseguenze di carattere economico e sociale ai lavoratori Siciliani. Oggi la Sicilia è una delle poche Regioni che non sta attuando misure concrete nei confronti dei lavoratori del settore Turismo, Commercio e Servizi, i lavoratori ridotti in miseria e senza prospettive di  lavoro.

 

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