La guerra tra poveri

 

(Nell'immagine la sede del Ministero del Lavoro)

27.02.2020 - Dopo la pubblicazione delle graduatorie si è scatenata, via social,  tra i lavoratori che fino al 29 febbraio 2020 lavoreranno alle dipendenze delle imprese di pulizia che operano negli appalti della scuola: "la cosiddetta guerra tra poveri"!

In alcuni casi a scatenare il risentimento di qualcuno è stato il fatto che si è visto superare in graduatoria sia dai lavoratori definiti appalti storici, sia dai lavoratori assunti negli ultimi 10 anni.

I lavoratori assunti negli ultimi 10 anni

Per l'accesso al bando, dei lavoratori assunti negli ultimi 10 anni, sono stati ritenuti validi gli anni di servizio prestati a partire dal 1° gennaio 2000 nelle istituzioni scolastiche statali, in qualità di dipendente a tempo indeterminato, a seguito di contratti di appalto stipulati per lo svolgimento dei servizi di pulizia ed altri ausiliari.

In alcuni casi questi lavoratori con titoli di studio superiori alla sola licenza media, sono saliti in graduatoria a scapito di qualche lavoratore "ex lsu".

Un altra polemica si incentra sui cosiddetti lavoratori degli appalti storici.

  A tale riguardo citiamo la faq del MIUR.

Domanda: I servizi resi presso le scuole nei progetti socialmente utili, indicati nel punto B6, si valutano fino al 1999. Come devo considerare tali servizi in caso di proroghe per gli stessi progetti fatte dal Miur per il 2000 e 2001?

Risposta: I servizi resi nei progetti socialmente utili possono essere considerati validi quale servizio da valutare nel punto B3 qualora abbiano ad oggetto  servizi di pulizia e altri servizi ausiliari nelle istituzioni scolastiche e hanno avuto un percorso iniziale che li vedeva impegnati  in attività di lavoro socialmente utile nelle scuole, hanno diritto ad inserire nella voce b6 gli anni precedenti al 2000.

Qui non si fa distinzione tra ex lsu ed appalti storici, ma di lavoratori che hanno avuto un percorso iniziale che li vedeva impegnati  in attività di lavoro socialmente utile nelle scuole.

Il vero problema è che qualcuno ha fatto credere ai lavoratori definiti ex lsu che essi, in questo bando, vantavano un diritto di precedenza nei confronti di altri soggetti, dimenticandosi di dire che il bando nelle sue linee fondamentali ha inserito dinamiche precise che, a nostro avviso,  non hanno tenuto, prioramente conto, di questa prerogativa.

Sarebbe opportuno, invece di farsi la guerra tra poveri ed azzannarsi tra lavoratori, mantenere una maggiore unità per affrontare eventuali azioni per far valere i propri diritti.

Sarebbe bello che tutti i lavoratori stabilizzati come full-time dimostrassero la loro solidarietà a coloro assunti a part-time ed a coloro che saranno escusi dalla graduatoria.

Nessuno ha rubato niente, riteniamo che le graduatorie siano state fatte secondo le previsioni del bando e se qualcuno ha barato ne pagherà le conseguenze.

Anche perchè se  nel presentare la domanda il candidato ha dichiarato il falso, al momento della presentazione dei documenti l'eventuale dolo, prima o poi, emergerà con le conseguenti penali del caso.

Oggi ci sarà al Ministero del Lavoro un incontro molto importante, dove i lavoratori esclusi o stabilizzati a 600 euro al mese sperano che le richiese presentate dai sindacati confederali possano trovare una risposta decisiva.

Le ricordiamo estrapolandole dal comunicato diramato ieri da Filcams CGIL, Fisascat Cisl, Uiltrasporti UIL.

A più riprese, nel corso degli ultimi mesi, i sindacati hanno sollecitato la definizione di “una soluzione complessiva che consenta di realizzare la continuità occupazionale e di reddito a tutte le lavoratrici e i lavoratori oggi occupati negli appalti dei servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole italiane, a cominciare dall’ampliamento della platea dei lavoratori coinvolti (abbassando da 10 a 5 anni il requisito di anzianità lavorativa), dal coinvolgimento delle Regioni, delle pubbliche amministrazioni e delle imprese per ricollocare i lavoratori che non hanno i requisiti, dall’attivazione di meccanismi di accompagnamento alla pensione, con l’urgente necessità di definire, tramite un Decreto ad hoc o veicolo normativo coerente, un ammortizzatore sociale dedicato per gestire le varie fasi dell’internalizzazione e utile per l’individuazione degli strumenti sopra elencati per evitare che i lavoratori si ritrovino fuori dal mercato del lavoro”.

Autore: ENZO ROMANO

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