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Vertenza Lidl: quando un contratto integrativo (separato) peggiora le condizioni di lavoro

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Vertenza Lidl: quando un contratto integrativo (separato) peggiora le condizioni di lavoro

08.03.2018 - Lo scorso 6 marzo la Filcams Cgil ha ritenuto non ci fossero le condizioni per siglare il rinnovo del contratto integrativo aziendale Lidl Italia, sottoscritto invece da Fisascat Cisl e Uiltucs.

L’accordo firmato si discosta infatti in modo rilevante da quanto condiviso e definito nella piattaforma predisposta e presentata unitariamente all’azienda all’avvio del negoziato. Una trattativa durata due anni, nel contesto della quale, come Filcams, abbiamo cercato, con estrema difficoltà, di tutelare i diritti e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’obiettivo innanzitutto di “consegnare” loro un accordo integrativo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai dipendenti ai fini dei considerevoli risultati raggiunti in questi anni dall’impresa in termini di fatturato ed utili.

Parte rilevante dei contenuti che caratterizzano il rinnovo siglato dall’azienda con Fisascat e Uiltucs desta invece perplessità e preoccupazione, avendo tra l’altro ritenuto le parti che lo hanno sottoscritto di definire, nell’ambito di un contratto integrativo che avrebbe dovuto migliorare quanto previsto dal CCNL, importanti deroghe allo stesso in materia di flessibilità.

L’azienda, mantenendo una posizione di ingiustificabile rigidità, si è rifiutata di prendere in considerazione quanto reiteratamente richiesto e proposto dalla Filcams nel corso della trattativa, a partire dalla rimozione dal confronto di qualsiasi riferimento all’articolo 8 della Legge 148 del 2011, che consente alle aziende (e consentirà a Lidl!) di derogare al CCNL e alla legge, determinando un forte peggioramento delle condizioni di lavoro per i propri dipendenti.

Anche la richiesta di definire un “sistema” che disciplinasse finalmente l’annosa questione del consolidamento dell’orario di lavoro non è stata accolta. L’accordo siglato introduce infatti una sorta di sperimentazione, che coinvolge un numero limitato di lavoratori, per un aumento di ore settimanali non certo rilevante, al quale si aggiunge, in modo del tutto negativo e penalizzante, quanto preteso dalla Lidl in materia di flessibilità. Una flessibilità incontrollata, che dà possibilità all’azienda di variare il numero delle ore lavorate settimanalmente e la loro collocazione temporale ed è regolata in attuazione degli stessi criteri e meccanismi di distribuzione dell’orario di lavoro previsti per i lavoratori a tempo pieno. Di fatto, con l’accordo siglato il 6 marzo si consente all’azienda, a fronte di un minimo incremento orario, di decidere arbitrariamente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la propria attività, restando a totale disposizione di Lidl.

Non fosse sufficiente, l’impresa si è pregiudizialmente rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione variabile; dall’inizio del negoziato Lidl ha infatti preteso di escludere dal confronto la definizione di un premio di produttività. Pur in una situazione economica nettamente positiva, l’azienda si è resa disponibile, peraltro in termini non meglio precisati e di estrema approssimazione come si evince dal testo sottoscritto, ad affrontare soltanto il tema del welfare aziendale.

Le contrarietà, le perplessità, le preoccupazioni e, in ultimo, la decisione di non sottoscrivere l’ipotesi d’accordo da parte della Filcams sono state più volte argomentate e motivate durante la trattativa; gli elementi peggiorativi e penalizzanti prevalgono senz’altro rispetto a quanto è stato positivamente definito nel contratto ai fini di un effettivo miglioramento della situazione dei dipendenti all’interno dei punti di vendita.

Con la firma separata del 6 marzo, l’azienda, estromettendo dal confronto la Filcams, organizzazione sindacale anche in questo contesto senz’altro maggiormente rappresentativa, non solo ha mantenuto una condotta grave ed inaccettabile, ma ha perso l’ennesima opportunità di condividere con i lavoratori, che ne sono i principali artefici, i risultati della straordinaria fase di sviluppo che sta attraversando. Un segnale di disattenzione e disinteresse nei confronti dei propri dipendenti che non ha giustificazione.

Nei prossimi giorni l’impegno della Filcams sarà rivolto al massimo coinvolgimento dei lavoratori Lidl, attraverso la convocazione di assemblee ed attivi, al fine di discutere e chiarire nel dettaglio la gravità dei contenuti dell’accordo sottoscritto e definire iniziative che consentano un recupero della difficile situazione che i firmatari dell’accordo hanno determinato.

Roma, 7 marzo 2018

ARTICOLO SU cONQUISTE DEL LAVORO

Svolta contrattuale per i 13mila addetti italiani della Lidl, il gruppo tedesco della grande distribuzione organizzata presente in 30 Paesi del mondo con oltre 200mila collaboratori e più di 10mila punti vendita di cui circa 600 distribuiti in Italia. I sindacati di categoria Fisascat Cisl e Uiltucs e la direzione aziendale hanno infatti siglato, nella notte a Bologna, il rinnovo dell'integrativo scaduto nel 2012. Tra le novità la volontarietà della prestazione domenicale, in base al principio dell'equa ripartizione, retribuita con una maggiorazione del 135% e il monitoraggio sperimentale per sei mesi del lavoro supplementare per i lavoratori con contratto di lavoro part-time che, su base volontaria, potranno incrementare la prestazione settimanale di 5 ore portando di fatto l'orario settimanale da 20 a 25 ore e da 25 a 30 ore."E' una intesa innovativa e la normativa sulla flessibilità contrattata con la possibilità di incrementare il salario, il potenziamento degli interventi di welfare aziendale e l'introduzione di importanti misure sui diritti sociali, in una azienda dove l'occupazione femminile è prevalente, si muovono verso la giusta direzione", commenta il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto.

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