Visite agli articoli
7402106

Abbiamo 414 visitatori e nessun utente online

Call center in crisi a Palermo. Almaviva trema per la commessa Alitalia

call center

Call center, in crisi a Palermo. E Almaviva trema per la commessa Alitalia

08.03.2018 - La situazione per i lavoratori dei call center a Palermo è critica. La Uilcom parla apertamente di emergenza e esprime la necessità di avviare subito un confronto con il governo regionale e quello nazionale. Dopo la richiesta di un tavolo di confronto per affrontare la crisi nel settore dei Call center in outsourcing a Palermo, da parte del sindaco Orlando al ministro Calenda e alla Regione, la UilCom Sicilia ribadisce l’esigenza di un percorso istituzionale “su una sommatoria di criticità che rischia di coinvolgere migliaia di famiglie”.

In particolare, è 4U l’azienda a destare le maggiori preoccupazioni, con 86 lavoratori, di cui l’82% in cassa integrazione straordinaria a zero ore, con scadenza i primi di giugno e senza nessuna prospettiva di continuità. “Da quando l’azienda ha perso la commessa Wind, in assenza di clausole sociali – dicono dalla Uilcom – e con il decremento dei volumi delle attività sulla commessa Sisal (lavoro su concessione pubblica migrato all’estero), non è più riuscita a stare in equilibrio”.

Discorso diverso per Almaviva, sulla quale pende la spada di Damocle del rinnovo della commessa Alitalia, in gara. A dicembre è scaduto l’accordo tra il vettore e l’azienda di call center e i contratti dei lavoratori sono stati rinnovati automaticamente fino all’esito della nuova gara. Per questo, adesso, dato l’esito affatto scontato, i dipendenti di Almaviva dormono sonni tutt’altro che tranquilli. E a giugno scade pure la commessa Wind.

Un’altra questione riguarda Atlanet, che gestisce il traffico telefonico per British Telecom. “Dopo una lunga vertenza i 262 dipendenti hanno evitato il licenziamento nel passaggio da Accenture ad Atlanet – spiegano dalla Uilcom – ma adesso sono nuovamente coinvolti in uno stato di crisi generato dal cambio di attività. Il sindacato ha fatto un accordo che prevede la fuoriuscita volontaria dei lavoratori a fronte di un incentivo all’esodo. Sino ad oggi quasi il 50% ha abbandonato. L’Azienda in questo biennio ha fruito di ingenti risorse pubbliche per la formazione del personale – fanno presente dalla Uilcom – ed è abilitata alla fornitura di servizi secondo le procedure Consip, ma non si conosce l’evoluzione di questa opportunità”.

Last but not least, Comdata, azienda che a Palermo conta 172 dipendenti. Ha iniziato a operare da qualche mese nel capoluogo dopo la cessione di ramo d’azienda di WindTre. “I volumi forniti da Wind però si sono ridotti e sono andati un fumo almeno 100 posti, affidati in prima istanza a contratti di somministrazione”, spiegano dal sindacato

Un quadro a tinte fosche, insomma, che ha spinto la UilCom Sicilia a prendere l’iniziativa e “Sollecitare ancora una volta l’intervento immediato del Governo nazionale e regionale per scongiurare la perdita di centinaia di posti di lavoro”.

Stampa Email