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Appalti scuola Bergamo: sindacati, internalizzare i collaboratori

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Appalti scuola Bergamo: sindacati, internalizzare i collaboratori
06 novembre 2019

Nell’anno 2000 il personale che nelle scuole d’Italia si occupava di assistenza e pulizia (i vecchi bidelli) venne internalizzato, entrando così a fare parte dei cosiddetti Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi) alle dipendenze dirette dello Stato. Quel passaggio, tuttavia, non fu completo: in molti istituti scolastici, infatti, sono rimasti attivi fino ad oggi diversi appalti esterni per i quali lavorano circa 16mila persone. “Ora, a diciannove anni di distanza da quella operazione, si è deciso di completarla e di non finanziare più appalti esterni bensì di avvalersi solo di lavoratori diretti” spiega Elena Bernardini, segretario generale della Flc Cgil di Bergamo. “Nella nostra provincia sono cinque le scuole dove gli appalti per le pulizie sono rimasti attivi: si tratta degli istituti scolastici di Brembate Sopra, Calusco d’Adda, Casazza, Lovere e Mapello”.

In altre provincie il fenomeno è, invece, più esteso: nel bresciano si tratta di 162 scuole, a Pavia di 70, a Varese di 68, nel milanese di 61. “Ora, il problema è che questa internalizzazione – per cui si prevedono 11mila assunzioni in tutt’Italia su 16mila posti al momento affidati in appalto e che spariranno - potrebbe essere escluso chi già sta lavorando, magari da anni, nelle scuole” prosegue Bernardini. “Il nodo sta nei requisiti per l’assunzione alle dipendenze dello Stato, particolarmente stringenti. Uno è, ad esempio, quello di aver un’anzianità lavorativa nella stessa mansione di almeno 10 anni. Chiediamo di usare maggiore elasticità e di tenere conto delle singole realtà d’istituto perché nessuno resti senza paracadute. C’è poi un’altra anomalia: l’internazionalizzazione è prevista a partire dal 1° gennaio 2020, quando invece tutto il lavoro sulla gestione dell’organico delle scuole viene svolto durante l’estate. Così si rischia la confusione, nel bel mezzo dell’anno scolastico. Al riguardo, sono finalmente in corso interlocuzioni interministeriali”.

“Non è ammissibile che un percorso che può mettere fine ad anni di difficoltà, ma anche di accordi che hanno rappresentato continuità di lavoro e di servizio, si concluda con i licenziamenti e la perdita di posti” commenta Mario Colleoni, segretario generale della Filcams di Bergamo, categoria che tutela i lavoratori degli appalti dei servizi. “Giusta l’internalizzazione ma si costruiscano risposte per tutti i lavoratori oggi occupati negli appalti. A livello nazionale dal governo non abbiamo ancora ricevuto le necessarie risposte. Da mesi denunciamo, inascoltati, che sarebbe stato necessario attivare un tavolo interministeriale. Un confronto che non può essere avviato alla fine del processo di internalizzazione di chi ha i requisiti, ma deve essere avviato subito.  Abbiamo apprezzato le aperture del Ministero volte a rispondere ad alcune delle richieste che in questi mesi abbiamo avanzato, tra cui la possibilità di utilizzare anche i contratti a  part time per aumentare il numero di lavoratori internalizzati”, prosegue Colleoni. “Per noi, tuttavia, rimane fondamentale il tema della continuità e della salvaguardia del reddito oltre che dell’occupazione. Ancora una volta siamo stati costretti a ribadire l’insufficienza delle risposte e le tante criticità del processo. È apprezzabile che la politica condivida le nostre preoccupazioni, ma sinceramente questo avviene con un ritardo preoccupante. Ora servono soluzioni perché l’unica cosa certa, al momento, sono le procedure di licenziamento aperte dalle aziende che hanno in appalto i servizi. Chiediamo con forza l’attivazione concreta di un tavolo interministeriale, presso la Presidenza del Consiglio: ci mobiliteremo per come sarà necessario, per avere risposte per tutte le lavoratrici e i lavoratori”.

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