Cgil-Napoli, "Bene Almaviva, ora contratto nazionale tlc"

 

Cgil-Napoli,  "Bene Almaviva, ora contratto nazionale tlc"

Tommasini, Segretario Slc: "Lavoratori demotivati, servono azioni forti"

"Attraverso un'azione sinergica tra sindacato e enti locali, dopo un primo anno molto difficile, il centro Almaviva di Napoli sta riconquistando, grazie ai lavoratori, un punto di equilibrio che consentirà nel corso del 2018 l'azzeramento degli ammortizzatori sociali e l'apertura di un confronto tra parti sociali su trattativa di secondo livello e sul consolidamento lavorativo del sito". Parte dalle buone notizie Alessandra Tommasini, segretario generale della Slc Cgil di Napoli, nell'approfondire il tema del lavoro nel settore delle telecomunicazioni che sta vivendo un periodo difficile.

"Negli ultimi anni - spiega Tommasini - il settore delle Telecomunicazioni è stato oggetto di forti fibrillazioni: da un lato l'assenza di un vero programma di rilancio attraverso le nuove tecnologie, le reti di nuova generazioni e l'agenda digitale, dall'altro la mancata volontà di attuare leggi che limitassero la fuga di grossi volumi di lavoro all'estero. E ancora nessun chiaro segnale arriva in merito alla questione del dumping salariale, della responsabilità nei cambi di appalto e di commesse".

Una situazione, spiega la sindacalista, che ha portato a "vertenze estremamente delicate - dice - in cui ci si è trovati a scongiurare esuberi, come nel caso di Almaviva, il cui percorso, non ha trovato ancora esecuzione nella vicenda gravissima di Ericsson, che sta procedendo con licenziamenti serrati, rifiutando la sottoscrizione di accordi difensivi o percorsi di ammortizzatori sociali".

Per questo, spiega Tommasini, "il rinnovo del contratto collettivo nazionale acquisisce un ruolo centrale per la crescita dei salari. Il sindacato ha difeso insieme ai lavoratori con lotte e concertazioni serratissime il dettato contrattuale nazionale, quale unico strumento di tutela  dei diritti e di aumento salariale.

L'ipotesi per l'accordo ponte relativa al Contratto Collettivo Tlc (scaduto da 3 anni e che rappresenta circa 180 mila persone) ha visto nell'ultimo mese un'accelerata che però trova lavoratori fortemente demotivati dopo anni di attesa: nelle riunioni si registra una scarsissima presenza di lavoratori e una forte spinta alla bocciatura dell'accordo per le cifre bassissime che si recupererebbero e per l'assenza di una 'una tantum'

che non copre gli anni di assenza del rinnovo precedente. Bisogna far recuperare salario diretto e indiretto ai lavoratori e quindi il sindacato deve agire con azioni forti e chiare per rilanciare il settore delle telecomunicazioni, ancorandolo a regole certe ed esigibili, difendendo il valore del contratto collettivo nazionale sia per gli aspetti normativi che quelli salariali. Timidi e incerti passi non possono essere che visti dai lavoratori come segnali di debolezza".

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