Almaviva trasferisce i 153 lavoratori reintegrati a Catania

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Almaviva trasferisce i 153 lavoratori reintegrati  a Catania

18.11.2017 Appena ricevuta la sentenza del tribunale di Roma che intimava il reintegro di 153 lavoratori – che avevano rifiutato il ricatto salariale e per questo sono stati licenziati in modo «discriminatorio» – l’azienda ha preparato le raccomandate recapitate ieri mattina. «Oggetto: richiamo in servizio».  «Lei dovrà pertanto presentarsi presso la sede di Catania in località Misterbianco il giorno 24 novembre alle ore 9».
LA MOTIVAZIONE del trasferimento era già stata anticipata nel comunicato stampa di giovedì: «la sede di Roma è chiusa». Ma nella sede di Roma in questi mesi sono stati assunti moltissimi lavoratori con contratti precari.

Ma nell’intimare ai reintegrati di trasferirsi nel giro di sei giorni a 600 chilometri in linea d’aria – le sedi di Napoli, Milano e perfino Rende sono più vicine – , «Almaviva non rispetta il contratto nazionale che prevede un preavviso di 25 giorni ed una convocazione sindacale – spiega l’avvocato dei reintegrati Pier Luigi Panici – per questo impugneremo gli atti con ricorso d’urgenza. L’azienda sta perdendo la testa», commenta.

«QUANTO AVVIENE è inaccettabile. L’azienda deve ritirare i trasferimenti», dichiara Stefano Fassina (Si) che annuncia una interrogazione parlamentare «al ministero dello Sviluppo economico che dopo aver assistito passivamente ai licenziamenti discriminatori e che a dicembre scorso criticava i lavoratori che non avevano accettato le imposizioni di Almaviva, ora cosa intende fare?», chiede polemicamente.



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